Trump ritira 5.000 militari dalla Germania. La risposta tedesca: la NATO non è un bazar
Il ministro della guerra statunitense Pete Hegseth ha ordinato il ritiro di circa 5.000 soldati dalla Germania, pari a circa il 15% delle forze americane di stanza nel Paese. L’annuncio, arrivato venerdì dal Pentagono, è stato condiviso dal portavoce Sean Parnell, il quale ha precisato che l’operazione sarà portata a termine nell’arco dei prossimi sei-dodici mesi.
La newsletter del Mitte!
Notizie, novità, eventi dalla Germania
La Germania ospita il Comando Stati Uniti per l’Europa e quello per l’Africa ed è di gran lunga il Paese europeo con il più consistente dispiegamento di forze USA. Dopo il ritiro rimarranno sul territorio tedesco circa 33.000 soldati. Secondo i dati forniti dall’esercito americano a metà aprile, erano circa 86.000 i militari statunitensi presenti in Europa, circa 39.000 dei quali in Germania, un numero che varia costantemente per via delle rotazioni e delle esercitazioni.
Sul piano formale, il Pentagono ha inquadrato la decisione come il risultato di un’attenta revisione della presenza delle forze del Dipartimento in Europa, dettata da esigenze operative e condizioni sul campo. Parte delle truppe che lasceranno l’Europa torneranno negli Stati Uniti per poi essere dispiegate altrove, nell’ambito degli sforzi del Pentagono per concentrarsi sulle sue priorità in casa e nell’area dell’Indo-Pacifico.
Perché Trump ha deciso il ritiro di 5.000 militari dalla Germania
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva minacciato di ritirare le truppe USA in Germania come reazione alle recenti frizioni con il cancelliere tedesco Friedrich Merz (CDU), che aveva pubblicamente criticato la strategia statunitense definendola priva di sbocchi. Trump aveva sollevato la questione già mercoledì, concentrando soprattutto sulla Germania la sua frustrazione di lungo corso nei confronti della NATO e, in questo contesto specifico, dello scarso sostegno degli alleati europei alle operazioni militari in Iran.
La proposta avrebbe colto di sorpresa i funzionari del Pentagono. Nessuno di loro aveva sentito parlare di un possibile ritiro delle truppe prima che il presidente ne facesse menzione in un post sui social media. Da mesi Trump avverte che gli Stati Uniti potrebbero ridurre la presenza militare in Europa, lamentando che i Paesi della NATO non abbiano fornito assistenza adeguata nel contesto del conflitto iraniano.
In Germania resteranno oltre 30.000 militari statunitensi
Va tenuto presente che i 5.000 soldati in uscita rappresentano una contrazione relativa di un rafforzamento avviato sotto la presidenza di Joe Biden in risposta all’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022. Il rapporto di revisione della presenza militare statunitense nel mondo, concluso all’inizio dell’anno, non chiedeva un ritiro massiccio delle truppe dall’Europa, ma si impegnava a destinare più risorse nell’emisfero occidentale e nel Pacifico, lasciando la sicurezza europea alle nazioni europee.
All’inizio dell’anno il Pentagono aveva già annunciato che non avrebbe sostituito una brigata dell’esercito che si apprestava a lasciare la Romania, generando qualche preoccupazione all’interno della NATO. Tuttavia, i ritiri dalla Romania e dalla Germania non dovrebbero avere un effetto significativo sulla sicurezza europea, soprattutto poiché la maggior parte degli alleati della NATO sta aumentando la spesa per le proprie capacità militari.
Le reazioni politiche in Germania: “la NATO non è un bazar”
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius (SPD) ha reagito con pragmatismo: “Il ritiro delle forze USA dall’Europa e anche dalla Germania era prevedibile”, dichiarato, aggiungendo che la presenza delle truppe statunitensi in territorio tedesco è nell’interesse dei due Paesi. Pistorius ha però anche sottolineato la necessità di un maggiore focus sulle capacità militari dei Paesi dell’Unione e chiedendo che i membri NATO in Europa si assumano maggiormente la responsabilità della propria sicurezza: “All’interno della NATO dobbiamo diventare più europei per poter rimanere transatlantici”. In tal senso, ha lodato il potenziamento della Bundeswehr in termini di truppe, equipaggiamenti e infrastrutture.
Meno flemmatico l presidente della commissione difesa del Bundestag Thomas Röwekamp (CDU), il quale, in una dichiarazione al Rheinische Post, ha sì invitato alla calma, ma ha anche definito l’annuncio del ritiro delle truppe USA un “campanello d’allarme”. Röwekamp non ha tuttavia risparmiato una stoccata all’indirizzo di Trump, criticandone l’atteggiamento rispetto agli alleati: “Il partenariato di sicurezza non è un affare e la NATO non è un bazar. Per questo le continue provocazioni del presidente americano sono inaccettabili” ha affermato. Ancora più duro l’esperto di politica estera della CDU Jürgen Hardt, che attribuisce quest’ultima decisione di Trump ai suoi pessimi risultati negli ultimi sondaggi e al fatto che la sua popolarità sia in caduta libera in vista delle elezioni di medio termine di novembre.
Non è la prima volta che Trump minaccia di ritirare le truppe dalla Germania, ma è la prima volta che lo fa davvero
Anche negli USA, va detto, la decisione di Trump non convince tutti. Brad Bowman, repubblicano ed esperto di sicurezza nazionale, ha sostenuto che il ritiro andrebbe a danno degli interessi americani stessi, avvantaggiando invece avversari come la Russia. A suo avviso, la presenza militare statunitense in Europa rafforza la deterrenza contro ulteriori mosse aggressive del Cremlino e garantisce la proiezione della potenza americana nel Mediterraneo.
E d’altra parte, non è la prima volta che Trump cerca di usare il presunto ritiro della funzione protettiva dell’esercito USA in Europa come leva di contrattazione. Durante il suo primo mandato, il tycoon aveva infatti annunciato il trasferimento di 12.000 dei circa 35.000 soldati allora di stanza in Germania, presentando la misura come una risposta punitiva alla spesa militare tedesca ritenuta insufficiente. Il progetto non andò in porto, perché Trump perse le elezioni nel 2020 e Biden scelse di bloccare la messa in atto di questa decisione. Una volta iniziato il secondo mandato, l’atteggiamento di Donald Trump era sembrato diverso: durante una visita di Friedrich Merz a Washington nell’estate dell’anno scorso aveva dichiarato di essere disposto a mantenere i soldati in Germania se il Paese li avesse voluti, rassicurazione che si sarebbe rinnovata a marzo di quest’anno.
Trump valuta di ritirare truppe anche dalla Spagna e dall’Italia
La Germania ospita infrastrutture di rilievo globale per le forze armate statunitensi. Tra queste figurano il Comando Supremo per l’Europa (EUCOM) a Stoccarda e la base aerea di Ramstein nella Renania-Palatinato, hub dell’aviazione militare americana da cui vengono coordinate operazioni in Medio Oriente, pilotati droni e gestite le cure ai feriti nei teatri di guerra.
Oltre alla Germania, Trump ha dichiarato di valutare tagli alle truppe anche in Italia e in Spagna. Interpellato nella Sala Ovale, ha risposto: “Probabilmente lo farò. L’Italia non è stata di alcun aiuto e la Spagna è stata odiosa.” A fine 2025, l’Italia ospitava 12.662 soldati americani in servizio attivo, mentre la Spagna ne contava 3.814.
Sul piano normativo, alla fine dello scorso anno il Congresso aveva introdotto un meccanismo di salvaguardia: il numero complessivo delle forze di stanza in modo permanente nell’area del Comando Europa non può scendere sotto le 76.000 unità per più di 45 giorni. Oltre quella soglia temporale, una riduzione richiede il rispetto di specifiche procedure di notifica.



