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1.200 politici dell’SPD firmano contro la coalizione con Die Linke a Berlino

All’interno dell’SPD cresce il fronte di chi non vuole governare Berlino insieme a Die Linke. O, per meglio dire, l’SPD nazionale sta cercando di fare pressioni sulla sezione berlinese del partito perché non formi una coalizione con Die Linke, dopo le elezioni di Berlino. I dirigenti berlinesi del partito, tuttavia, proseguono i negoziati di coalizione con Die Linke e Verdi, rifiutando invece la proposta di un incontro con la CDU. Intanto, un appello intitolato “Non a tutti i costi” (nel senso di “non bisogna fare qualsiasi cosa pur di restare al governo” e, nello specifico, non bisogna collaborare con la Sinistra) aveva raccolto, a mezzogiorno di lunedì 2 novembre 2026, circa 1.175 adesioni tra gli iscritti al partito. Intanto, nella capitale si sono aperti i negoziati per la nuova coalizione.

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L’appello dell’SPD nazionale contro la coalizione con Die Linke a Berlino

Sui circa 360.000 membri dell’SPD, dunque, circa 1.200 hanno firmato per dirsi contrari alla collaborazione del partito con Die Linke, specificamente per il parlamento di Berlino (fino a questo momento, nessuno ha sollevato obiezioni sulla coalizione rosso-rosso-verde a guida SPD in Meclemburgo-Pomerania Anteriore). 

Il motivo per cui questo documento fa rumore è principalmente da ricercare nella celebrità di alcuni firmatari. Fra questi figurano infatti l’attuale senatrice per l’economia nonché ex sindaca di Berlino Franziska Giffey, l’ex presidente regionale del partito e sindaco del distretto di Neukölln Martin Hikel, il ministro della Difesa Boris Pistorius, l’ex ministro della Salute Karl Lauterbach e l’ex leader del partito Sigmar Gabriel. Fra le ragioni di questa opposizione si citano dubbi sulla capacità di governo della sezione berlinese di Die Linke e presunti episodi di antisemitismo.

Negoziati di coalizione e Berlino: Die Linke, Verdi ed SPD vanno avanti

A sei settimane dalle elezioni, lunedì mattina, sono cominciate le trattative tra Die Linke, Verdi ed SPD. Prima dell’avvio, i tre partiti hanno rilasciato una dichiarazione. Bettina König per l’SPD, Elif Eralp per Die Linke e Nina Stahr per i Verdi hanno espresso soddisfazione e ottimismo per l’inizio dei colloqui.

Intanto, fa discutere la pubblicazione da parte dello Spiegel di alcune note interne, inviate per errore dallo staff di Eralp in occasione di un’intervista, nelle quali la sindaca esprime preoccupazione per la propria sicurezza, in particolare rispetto a un noto attivista pro-Palestina. Eralp si è espressa sul caso respingendo le accuse e ribadendo le proprie priorità di governo. Se dovesse essere confermata come sindaca, sarebbe la prima donna del suo partito a ricoprire questa carica. Die Linke ha già fatto parte delle coalizioni di governo, ma non ha mai espresso una sindaca di Berlino.

Foto: Fyrtaarn, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

La replica di Pantisano

Alle critiche che accompagnano l’avvio dei negoziati ha risposto lunedì, nel corso di una conferenza stampa, il co-presidente federale di Die Linke Luigi Pantisano. I berlinesi, ha dichiarato, “vogliono che Elif Eralp sia sindaca, vogliono un’alleanza tra SPD, Verdi e Die Linke”. Pantisano ha aggiunto che i partiti nazionali, così come gli iscritti di altre regioni, dovrebbero rispettare le decisioni scaturite da un’elezione a livello cittadino, decisioni che i berlinesi hanno preso perché queste sono funzionali ai loro interessi

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