Berlino, Die Linke, Verdi e SPD verso i negoziati di coalizione: accordo su espropri, cultura, ambiente
Da Sabato, a Berlino si ripetono con insistenza sue parole: la prima è “coalizione”, la seconda è “socializzazione” (o “esproprio”), a seconda della traduzione scelta. Nella serata del 17 ottobre, infatti i leader dei tre partiti che hanno registrato più voti alle ultime elezioni Elif Eralp (Die Linke), Werner Graf (Verdi) e Steffen Krach (SPD) hanno concluso i colloqui esplorativi e presentato un documento comune. Questo atto segna la fine delle trattative preliminari fra i tre partiti ed è espressione dell’intenzione di aprire i negoziati per una possibile coalizione. Nel testo di circa 30 pagine, riportato in forma riassunta dai principali media locali e nazionali, si delineano i principali progetti dei tre partiti per la città e si pongono le basi per i colloqui che dovranno seguire, prima di arrivare alla formazione di una vera e propria coalizione di governo.
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Non era scontato che si arrivasse a questo risultato: le trattative preliminari sono state prima in dubbio e poi si sono interrotte, sempre a causa della stessa questione. Nello specifico, su Die Linke pesano le accuse di antisemitismo, che la dirigenza respinge con fermezza. Alla base c’è il supporto del partito ai movimenti che criticano il governo israeliano e lo sterminio dei civili di Gaza: niente di tutto questo, protestano gli esponenti del partito, ha alcunché a che fare con l’antisemitismo. Le zone grigie sono quelle più spinose: laddove qualcuno si è espresso in modo eccessivo o ha mostrato vicinanza a figure controverse, al partito è stato chiesto di prendere le distanze.
Per risolvere la questione, il partito ha fatto sottoscrivere a tutti i membri del proprio gruppo parlamentare un testo su questo tema, anche questo un risultato sofferto, frutto di un processo che ha visto almeno un paio di battute d’arresto. Ora, è previsto che questo testo, approvato da tutti e tre i partiti, entri nell’accordo di coalizione, insieme a sanzioni che arrivano fino all’espulsione dal gruppo parlamentare in caso di episodi antisemiti. Particolarmente attaccate sono state le posizioni Vanessa Emde, deputata di Neukölln, che ha firmato la dichiarazione sull’antisemitismo, ma poi l’ha criticata su instagram.
La politica, però, è l’arte del possibile e anche del compromesso. Dalle prime informazioni sulle basi di un accordo di coalizione, si può supporre che una linea meno rigida sul tema della questione palestinese sia il prezzo che Die Linke sta pagando per portare avanti il punto principale del suo programma, quello sul quale si è basata quasi tutta la campagna elettorale: l’esproprio dei grandi patrimoni immobiliari.
Accordo fra Die Linke, Verdi ed SPD: i punti centrali del documento esplorativo
Crisi degli alloggi: accordo sull’esproprio e tetto ai rincari
Questa deduzione è supportata dall’importanza che il documento esplorativo dei tre partiti attribuisce al dell’edilizia abitativa. I partiti si sono infatti accordati sulla socializzazione dei grandi gruppi immobiliari privati che possiedano almeno 10.000 alloggi a Berlino, misura che riguarderebbe circa 160.000 abitazioni.
Per i 440.000 alloggi di proprietà comunale, invece, scatterebbe un tetto agli affitti, con aumenti non superiori al 2% annuo. Si parla anche di nuovi progetti edili, con la costruzione di 100.000 nuove abitazioni a prezzi accessibili, i permessi di costruzione dovrebbero essere concessi entro il 2031. È prevista anche la creazione di un “organismo di controllo sugli affitti” e di un dipartimento specializzato presso la Procura, dedicato alla verifica della legittimità dei canoni considerati eccessivi. Infine, i tre partiti si sono accordati su un altro punto molto caro ai berlinesi: il rifiuto di costruire sullo spazio del Tempelhofer Feld e anche intorno al suo perimetro. Da anni, i governi (sia federali che locali) con componenti della CDU (e non solo) tentano di far passare progetti di edificazione del parco più amato della città e da anni i berlinesi rifiutano, anche con un referendum ad hoc, di cambiare la destinazione d’uso degli spazi aperti dell’ex aeroporto.
Mobilità, clima e pulizia urbana
Anche sulla mobilità sostenibile i tre partiti si sono accordati senza troppe difficoltà: piste ciclabili e su un maggior numero di corsie riservate a autobus e tram, che avrebbero anche la precedenza ai semafori per evitare i ristagni nel traffico. Si prevede inoltre una maggiore affidabilità del servizio di autobus e treni e una più ampia moderazione del traffico, per esempio con strade riservate al traffico per le scuole e strade residenziali chiuse al transito di attraversamento. Il biglietto sociale destinato a chi non può permettersi i costi normali della mobilità, che oggi ha un prezzo di 27,50 euro al mese, dovrà essere ancora più economico. Infine, saranno sospesi i lavori sull’autostrada A100 nella zona est della città.
La resilienza climatica della città dovrà essere garantita piantando più alberi e installando nuove panchine e fontane, che permettono riposo, riparo e refrigerio soprattutto durante la stagione calda. Anche la gestione delle acque piovane cambierà: lo scopo è deimpermeabilizzare le superfici, trasformando Berlino in una “città-spugna” (misura promossa da diversi esperti in tutto il mondo, poiché le superfici che assorbono l’acqua sono molto più difficili all’allagamento e all’inondazione in caso di fenomeni climatici estremi e tendono a ritenere meno il calore durante l’estate).
Anche le regole della nettezza urbana dovrebbero cambiare: ogni nucleo familiare avrà diritto al ritiro gratuito dei rifiuti ingombranti una volta all’anno. Parchi e parchi giochi dovranno essere più curati, e il servizio di pulizia urbana verrà potenziato soprattutto nelle zone dove molte persone vivono in spazi ristretti e i rifiuti si accumulano in quantità maggiore.
Scuola, cultura e società
I tre partiti vogliono puntare sull’istituzione di più scuole comunitarie e confermare il diritto all’istruzione gratuita dall’asilo nido fino all’università. Dovrebbero restare in vigore l’abbonamento gratuito al trasporto pubblico per gli studenti e la mensa scolastica gratuita fino alla sesta classe. Alle elementari dovrebbe scattare il divieto di utilizzo cellulari. La coalizione potrebbe anche istituire un ufficio reclami indipendente a tutela contro discriminazione e bullismo. Infine, si esclude qualsiasi forma di cooperazione fra amministrazioni scolastiche e Forze Armate.
Un eventuale governo di sinistra mira anche a tornare a promuovere la cultura a Berlino, per esempio ripristinando le 16 domeniche dei musei con ingresso gratuito e reintroducendo la tessera culturale per i giovani.
I tre partiti si impegnano anche ad agire in modo fermo contro l’antisemitismo, l’islamofobia, l’antiziganismo, il razzismo e la queerfobia. Una legge sulla promozione della democrazia garantirebbe un “sostegno più affidabile” a iniziative di ogni tipo, mentre mense di quartiere con pasti a prezzi accessibili dovrebbero favorire scambio e coesione sociale. I tre partiti si impegnano anche a garantire il diritto di voto attivo e passivo a livello comunale e regionale, “nell’ambito delle nostre competenze”, per chiunque possa dimostrare di aver vissuto per almeno cinque anni in Germania.
Sicurezza e lotta all’estremismo
L’organico delle forze di polizia non sarà né aumentato né ridotto, ma le forze dell’ordine verranno sollevate da compiti “estranei alle sue funzioni”, ovvero non si occuperanno di ciò che non è questione di sicurezza pubblica. Nel 2028, con il coinvolgimento della polizia, saranno riviste le attuali zone di divieto di possesso di coltelli e armi e le zone nelle quali si applica la videosorveglianza. Sulle strade e sui mezzi pubblici, soprattutto di notte, è prevista una presenza più visibile di personale di sicurezza.
L’Ufficio per la protezione della Costituzione conserverà la sua forma attuale, con maggiore trasparenza e un controllo parlamentare più incisivo. Die Linke, durante la campagna elettorale, ne aveva chiesto l’abolizione, ma è prevedibile che questo sia un altro elemento sul quale il partito ha effettuato delle concessioni, in cambio di garanzie su altri fronti. I tre partiti hanno inoltre concordato un’iniziativa di Berlino presso il Bundesrat per avviare una procedura di messa al bando dell’AfD.
Come si finanziano le riforme?
La questione finanziaria è complessa. In primo luogo, la strategia di consolidamento del bilancio si estenderà fino al 2031 e prevederà un tetto di spesa, un incremento delle entrate, il trasferimento del finanziamento degli investimenti dal bilancio di base, lo sfruttamento dei margini di credito e la definizione di chiare priorità di spesa. Si lancerà anche un programma di sostegno destinato a mobilitare capitali privati, mentre la Banca di investimento di Berlino metterà a disposizione più capitale di rischio, in particolare per le start-up. Un programma speciale è destinato a ridurre la disoccupazione, soprattutto giovanile e di lunga durata.
I progetti saranno finanziati con un aumento di imposte e tariffe, da cui si attendono almeno 400 milioni di euro in più.
Le critiche della CDU berlinese
Non sorprende il giudizio di Stefan Evers, leader regionale della CDU, sul documento esplorativo dei tre partiti di sinistra. Le sure critiche sono rivolte soprattutto a SPD e Verdi, che Evers accusa di aver “capitolato” vergognosamente davanti alle posizioni “radicali” di Die Linke. Il che è ironico, considerando che i sostenitori più radicali di Die Linke accusano il partito di avere fatto troppe concessioni alle posizioni degli altri due. La bestia nera di Evers, come di tutte l’Unione, è ovviamente il tema degli espropri, che, paventa il leader locale della CDU, comporterebbero miliardi di spesa “senza che ne derivi la costruzione di un solo nuovo appartamento”.
Il dirigente ha contestato anche il finanziamento tramite maggiori tasse e tariffe. Secondo la sua analisi, la “drammatica situazione di bilancio” viene minimizzata e le decisioni sui tagli sono solo rinviate. Martedì Evers, attuale senatore alle finanze, aveva presentato la pianificazione finanziaria fino al 2030, che prevede per i prossimi anni uscite molto superiori alle entrate.
Quando inizieranno i colloqui per la nuova coalizione di governo di Berlino
Prima dell’avvio dei colloqui servono i via libera di diversi organi dei tre partiti. I Verdi hanno convocato un piccolo congresso lunedì. Per l’SPD dovrebbe pronunciarsi il comitato esecutivo regionale, sulla base del documento esplorativo, ma non c’è ancora una data. Die Linke ha fissato il proprio congresso al 31 ottobre, a causa delle due settimane di vacanze autunnali a Berlino. Se tutti e tre gli organi daranno il consenso, i negoziati potrebbero cominciare all’inizio di novembre.
L’alleanza rosso-verde-rossa disporrebbe di 91 seggi nel nuovo Parlamento di Berlino, 14 oltre la maggioranza assoluta. Se le trattative dovessero naufragare, resta in piedi anche l’ipotesi di una coalizione tra CDU, Verdi e SPD, che supererebbe la maggioranza assoluta di soli due seggi.




