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Berlino: riprese le trattative fra Die Linke, Verdi ed SPD

La pausa nei colloqui esplorativi per un possibile governo rosso-verde-rosso a Berlino è durata meno di un giorno: Die Linke, Verdi ed SPD hanno concordato, nella giornata di giovedì, che la dichiarazione congiunta sul tema della lotta all’antisemitismo diventerà parte del prossimo eventuale contratto di coalizione e questo, sembra, è stato sufficiente per riportare al tavolo delle trattative i social-democratici.

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La capogruppo di Die Linke nonché candidata sindaca Elif Eralp ha dichiarato alla stampa di aver avuto con i leader delle altre due formazioni un incontro aperto e positivo, nel quale si sarebbero chiariti tutti i precedenti malintesi. Già mercoledì sera Steffen Krach, capogruppo dell’SPD, aveva anticipato, nel programma “Abendschau”di rbb24, di intravedere le condizioni riprendere i colloqui esplorativi, posizione condivisa anche dai Verdi. Fin dalla giornata di giovedì, 15, è stato impostato un nuovo calendario di appuntamenti.

Elif Eralp. Foto: EPA/CLEMENS BILAN

Perché le trattative fra Die Linke, Verdi ed SPD si erano arenate

Martedì sera, dopo la seduta costitutiva del gruppo parlamentare di Die Linke, Verdi e SPD avevano sospeso il negoziato in corso da poco meno di una settimana. A non convincere i Verdi e soprattutto l’SPD sarebbe stato un testo sull’antisemitismo firmato da tutti i membri del gruppo di Die Linke, leggermente diverso da quello approvato congiuntamente dai tre partiti in precedenza.

Krach, insieme alla co-leader Bettina König, aveva spiegato che le intese su antisemitismo e criminalità organizzata erano la premessa dell’intero percorso esplorativo e dovevano valere allo stesso modo per tutti e tre i partner. A loro giudizio Die Linke aveva abbandonato quella linea con un documento proprio, privo di rimandi all’accordo comune e privo di alcuni elementi essenziali.

Il copresidente del gruppo parlamentare di Die Linke Tobias Schulze si era mostrato sorpreso e aveva dichiarato, sempre nel corso di “Abendschau”, che per il suo partito l’intesa della settimana precedente restava in vigore.

Le posizioni di Die Linke sembrano aver placato le ansie dei potenziali alleati, dal momento che già giovedì mattina, in una dichiarazione rilasciata all’emittente locale rbb, Krach ha annunciato la ripresa dei colloqui e ha detto di preferire che gli attriti fra le forze politiche emergano e vengano gestiti in fase di trattativa, piuttosto che in fase di governo.

Secondo la capogruppo dei Verdi Bettina Jarasch, la sospensione sarebbe stata utile per fare chiarezza sulla gestione dei temi discussi: una “scossa salutare” per creare maggiore fiducia fra le parti.

Nella fase in cui i negoziati sembravano sospesi, il candidato di punta della CDU Stefan Evers aveva fatto sapere a Verdi ed SPD di essere disposto ad avviare colloqui per una coalizione alternativa senza Die Linke, nonostante quest’ultimo fosse il partito emerso chiaramente vincitore dalle elezioni del 20 settembre.

Il caso di Emde

Tra i firmatari della dichiarazione compare, come avevamo già detto in precedenza, anche Vanessa Emde, deputata di Neukölln appena entrata in Parlamento, che, in fase di campagna elettorale, aveva dato grande rilievo alla solidarietà con la Palestina. Le sue posizioni critiche su Israele avevano portato la dirigenza degli altri partiti a chiedere la sua espulsione dal gruppo parlamentare. Non è ancora chiaro se, dopo la firma della dichiarazione, SPD e Verdi abbiano ancora intenzione di trattare la sua presenza nel gruppo come un elemento ostativo alla formazione del governo.

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