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Berlino, tutti i 44 deputati della Linke firmano contro antisemitismo e Hamas

Martedì i 44 membri del gruppo della Linke nel parlamento di Berlino hanno sottoscritto una dichiarazione in cui si impegnano a proteggere la vita ebraica, riconoscono il diritto all’esistenza di Israele e prendono posizione contro Hamas.

Lo ha annunciato Tobias Schulze, uno dei due presidenti, e la decisione segue l’accordo sugli stessi temi che era stato considerato una premessa inevitabile, per l’avvio di trattative di coalizione con i Verdi e l’SPD. In base a tale accordo, per chi si distanzia dai principi stabiliti, sono possibili sanzioni che arrivano fino all’espulsione dal gruppo parlamentare o dal partito.

Linke Berlino contro antisemitismo e Hamas: firmano tutti e 44 i deputati

La Linke berlinese è finita nell’occhio del ciclone, durante l’ultima campagna elettorale, per alcuni episodi controversi legati alla sezione del distretto di Neukölln e che hanno scatenato polemiche e accuse di antisemitismo. A peggiorare la situazione, sono intervenute polemiche legate alle presunte frequentazioni controverse di alcuni esponenti.

Con la dichiarazione sottoscritta martedì, tuttavia, tutti i parlamentari della Linke si sono impegnati a rispettare, nella loro attività politica, le decisioni del partito su questi temi e questo vale anche per gli esponenti particolarmente critici nei confronti di Israele.

La candidata di punta Elif Eralp ha inoltre più volte sottolineato il suo impegno contro l’antisemitismo e lo scorso 7 ottobre era presente presso la Porta di Brandeburgo, insieme alla presidente della Linke Berlino Kerstin Wolter, alle commemorazioni per gli attacchi sferrati da Hamas nel 2023.

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Ribadito il diritto all’esistenza di Israele

“È ovvio che debbano essere impediti gli slogan d’odio antisemiti, l’approvazione del terrorismo di Hamas e le richieste di cancellare Israele dalla carta geografica” precisa il documento firmato dai deputati, che tuttavia ribadiscono anche che, allo stesso tempo, debba essere possibile “esprimere solidarietà e preoccupazione per la popolazione di un territorio in guerra e manifestare a favore di una pace giusta in Israele e Palestina.

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