Berlino, colloqui Linke-SPD-Verdi: raggiunto accordo su antisemitismo. Esistenza di Israele “non negoziabile”
A Berlino Linke, SPD e Verdi inizieranno i colloqui esplorativi per formare il governo cittadino. L’annuncio arriva due settimane e mezzo dopo le elezioni per il parlamento cittadino, che hanno visto la sinistra affermarsi come primo partito con il 25,7% dei voti. I tre partiti hanno inoltre raggiunto un accordo sull’antisemitismo, un punto considerato prioritario da SPD e Verdi.
Colloqui Linke, SPD e Verdi a Berlino: raggiunto accordo sull’antisemitismo
Le delegazioni sono già pronte e le tre forze politiche cominceranno quindi a confrontarsi sulle rispettive priorità, ma questo non significa che si parli già di trattative di coalizione.
Di sicuro, la prospettiva auspicata è quella di un governo rosso-verde-rosso, ma saranno necessari altri passaggi, prima di poter considerare raggiunto il risultato. Se l’accordo dovesse concretizzarsi, Berlino potrebbe avere la prima sindaca della Linke, Elif Eralp.

Le polemiche che hanno investito la Linke in campagna elettorale
Grande spazio ha avuto, nel dibattito, la questione relativa alle accuse di antisemitismo rivolte nei confronti di una parte della Linke berlinese, soprattutto dopo quanto accaduto in due circostanze, durante la campagna elettorale.
In un caso, infatti, un noto rapper ha cantato slogan controversi dal palco durante un evento del partito a Neukölln. L’episodio ha creando un vero e proprio terremoto all’interno della Linke e ha portato la candidata di punta, la presidente per il Land Berlino e il segretario generale federale a dissociarsi, con toni netti, da quanto accaduto.
Durante la festa elettorale del 20 settembre, invece, sempre a Neukölln, sarebbero stati presenti un attivista filo-palestinese vicino al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), organizzazione classificata dall’Unione europea come terroristica, e il capo di un clan di origine araba. Un altro punto, quest’ultimo, di cui si è discusso molto nelle ultime settimane e che ha attirato moltissime critiche nei confronti del deputato Ferat Koçak, che ha sospeso temporaneamente la sua attività parlamentare in seguito alle polemiche.
“Proteggere la vita ebraica”. Diritto all’esistenza di Israele “non negoziabile”
Riguardo al tema dell’antisemitismo, la Linke si è impegnata, insieme agli altri partiti, a “proteggere la vita ebraica a Berlino”, a rafforzare la convivenza e a impegnarsi “per la pace e la comprensione reciproca”. Il diritto all’esistenza di Israele è stato inoltre definito “non negoziabile”.
I membri dei partiti e dei gruppi parlamentari che violeranno i principi concordati potranno essere espulsi.
Linke, SPD e Verdi si sono inoltre impegnati a rafforzare la polizia e l’Ufficio per la protezione della Costituzione nel loro compito di tutelare la vita degli ebrei a Berlino.
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Distanza dalla criminalità organizzata, pena l’espulsione
Per quanto riguarda il secondo accordo, le tre forze politiche si sono impegnate a non avere alcun tipo di contatto con la criminalità organizzata. Anche contatti con singole persone, avviati o ricambiati, verranno considerati una violazione della condotta concordata e saranno passibili di possibile espulsione dal gruppo parlamentare o dal partito.
“I membri del Senato, i rappresentanti eletti dei gruppi parlamentari e i nostri partiti mantengono una chiara distanza dalle persone e dai gruppi considerati riconducibili alla criminalità organizzata” si legge nel documento.
L’Associazione per la cooperazione tedesco-israeliana: “Dovrebbero vergognarsi”
L’Associazione per la cooperazione tedesco-israeliana respinge con veemenza l’accordo sull’antisemitismo, ritenendolo troppo blando e generico. “Se Linke, SPD e Verdi cercavano una base per governare insieme che potesse rassicurare gli ebrei di Berlino, non l’hanno trovata”, ha dichiarato la presidente regionale Cerstin Richter-Kotowski.
Secondo Richter-Kotowski, infatti, la Linke avrebbe dovuto dichiarare di “prendere le distanze dagli antisemiti presenti nelle proprie file”. Questa semplice dichiarazione, invece, sarebbe stata sostituita da dichiarazioni vuote e contorte e il relativo accordo non sarebbe dunque altro che un compromesso formale, di cui “SPD e Verdi dovrebbero vergognarsi”.



