AperturaBerlino alternativa

Dopo il Berlin Dungeon, chiude il Bud Spencer Museum. I gestori: “Siamo profondamente delusi”

Dopo il Berlin Dungeon, chiude un altro museo di Berlino che ha attratto generazioni diverse da tutto il mondo: parliamo del Bud Spencer Museum, nel distretto di Mitte.

Le ragioni della chiusura sono diverse e riassunte dai responsabili in un comunicato ufficiale che rinnova la gratitudine nei confronti di fan e partner, ma sottolinea una profonda delusione per il mancato sostegno dalle istituzioni.

Il Bud Spencer Museum di Berlino chiude dopo cinque anni

Il museo, che si trova in Unter den Linden 10 (Römischer Hof, 10117), esibisce costumi originali, oggetti di scena e ricordi personali di Bud Spencer. Aperto nel giugno del 2021, aveva incontrato subito alcuni problemi economici dovuti alle conseguenze della pandemia di Covid-19 e alle difficoltà di accesso ai relativi aiuti pubblici.

Nel giugno 2022 era stata lanciata una raccolta fondi con lo slogan “Plattfuß in Nöten” (Piedone nei guai), frase che richiama il titolo tedesco di uno dei film più celebri dell’attore. Tecnicamente, in realtà, “Plattfuß” significa “Piedipiatti”, ma è così che sono diventati famosi in Germania i film di “Piedone”.

Il fatto che il museo abbia affrontato delle difficoltà, tuttavia, non vuol dire che i fan non abbiano apprezzato l’iniziativa. Già nei primi due anni e mezzo, infatti, la mostra ha accolto oltre 250.000 visitatori, molti sono tornati più volte e diverse generazioni si sono riunite mostrando quanto i film di Bud Spencer siano stati in grado di unire genitori, nonni e nipoti attraverso i decenni.

Il cantiere e le difficoltà economiche

Purtroppo i problemi hanno prevalso e sono riassunti nel comunicato ufficiale. Un altro impedimento è stato, ad esempio, la presenza di un cantiere durato un anno e che ha nascosto a lungo l’ingresso del museo, compromettendone, come sottolineato dai gestori, la visibilità e l’attrattiva.

Purtroppo anche la fine dei lavori, e quindi la rimozione di quest’ostacolo, avvenuta nel 2026, non ha determinato la ripresa economica tanto auspicata a causa di una combinazione di fattori che vanno dalla flessione del turismo internazionale alla crisi dei consumi, che ha portato molte persone a limitare le spese.

“Abbiamo costruito questo museo con grande convinzione e un enorme impegno personale. Eppure, non avremmo mai immaginato di incontrare tanto entusiasmo e tanta passione da parte dei fan. Persone provenienti da molto lontano sono venute a Berlino, intere famiglie di generazioni diverse ci hanno fatto visita e molti ospiti sono tornati più volte. Questo legame ci ha sostenuto e ci ha spinto a lottare a lungo per mantenere aperta la sede” ha dichiarato Michael Maaß, CEO della società di gestione del museo Nobody Media GmbH.

La delusione dei gestori per la mancanza di sostegno istituzionale

Nonostante il calore dei fan, tuttavia, troppi sono stati gli ostacoli affrontati, inclusa una mancanza di sostegno da parte delle istituzioni. Secondo quanto riferito dai gestori, infatti, dalla sua apertura il Bud Spencer Museum non avrebbe mai ricevuto finanziamenti pubblici. Le richieste di supporto per le attività culturali sarebbero state respinte con la motivazione della mancanza di fondi e anche un ricorso presentato contro il rifiuto di una richiesta di assistenza finanziaria non ha avuto esito positivo. 

A questo si aggiunge il fatto che, a detta dei responsabili del museo, il distretto di Mitte ne abbia limitato di molto la visibilità durante i lavori del cantiere, impedendo l’utilizzo degli spazi esterni e ordinando la rimozione di installazioni che avrebbero potuto attirare l’attenzione, compensando la mancanza di visibilità dell’ingresso.

“Ci siamo sentiti ignorati e ostacolati”

“I continui contrasti e prescrizioni difficilmente comprensibili ci hanno logorato. Avremmo desiderato che le autorità competenti e i responsabili delle politiche culturali mostrassero maggiore interesse per questa iniziativa nata dalla passione dei fan e una maggiore disponibilità a trovare insieme delle soluzioni. Invece, troppo spesso ci siamo sentiti ignorati e ostacolati. Il fatto che un museo di culto nato da un’iniziativa privata abbia ricevuto così poco sostegno ci lascia profondamente delusi” ha dichiarato Maaß.

Per questa ragione, purtroppo, il Bud Spencer Museum annuncia la sua chiusura ormai imminente. Le porte resteranno aperte fino al 23 dicembre, nello spirito della celebrazione dell’affetto mostrato dai fan in questi anni, mentre il 31 dicembre l’attività cesserà definitivamente. Non è ancora chiaro se in futuro sarà possibile realizzare lo stesso progetto in un’altra sede, ed eventualmente in quale forma.

I gestori riservano infine un ringraziamento speciale alla famiglia Pedersoli (Carlo Pedersoli era il nome anagrafico di Bud Spencer), per la fiducia e il sostegno mostrato per l’iniziativa.

Articoli Correlati