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Söder: “ci vuole un Brandmauer a sinistra”

In Germania c’è un partito estremista, ha dichiarato Markus Söder (CSU) in occasione della giornata nazionale della Junge Union, l’associazione giovanile della CDU/CSU. Un partito che vuole distruggere la società, un partito profondamente antisemita, la cui pericolosità viene colpevolmente sottovalutata e contro il quale l’Unione deve erigere un Brandmauer, un muro tagliafuoco che blocchi qualsiasi possibilità di collaborazione. Non solo: se questo partito governerà in un Land, l’intelligence federale non deve più comunicare informazioni riservate alle autorità di quel Land. Questo partito è Die Linke. E il Brandmauer va costruito soprattutto a sinistra. Anche a destra, ma soprattutto a sinistra. Il discorso di Söder all’evento di Bonn, infatti, si è concentrato soprattutto sull’enumerare i pericoli di un governo composto da Die Linke, Verdi ed SPD a Berlino.

Va detto che questa composizione di “colori” politici a Berlino ha già governato, subito prima dell’attuale coalizione, ma in quel caso il “rosso” di maggioranza era l’SPD, seguito da Die Linke e Verdi. Questa situazione, secondo il primo ministro bavarese e leader della CSU, è molto più pericolosa, addirittura inaccettabile, tanto da richiedere un nuovo “muro tagliafuoco” e uno svincolamento dei poteri centrali dello Stato da questa forza estremista.

Le accuse di Söder a Die Linke

Nel suo intervento Söder ha attribuito a Die Linke un “antisemitismo profondamente radicato” e si è lamentato del fatto che gli sviluppi della politica Berlinese vengano discussi pubblicamente con toni “decisamente troppo innocui” e senza la giusta dose si allarme. Il leader bavarese ha definito la situazione attuale della capitale “una nuova caduta nel peccato” e ha parlato di come la vittoria berlinese di Die Linke vada a detrimento dell’immagine internazionale della Germania tanto quanto quelle di AfD. Secondo Söder, entrambi questi fenomeni spingono gli osservatori internazionali a notare con sgomento una prevalenza generale degli “estremisti”.

La Junge Union vuole che al governo di Die Linke siano interdette alcune informazioni

Il presidente della CSU ha dato il proprio appoggio a una risoluzione dell’organizzazione giovanile dei partiti dell’Unione nella quale si chiede, tra l’altro, che a un eventuale governo rosso-verde-rosso nella capitale venga interdetto l’accesso alle informazioni fornite dall’Ufficio federale per la protezione della Costituzione e dall’Ufficio federale di polizia criminale. Söder ha giudicato la risoluzione “assolutamente necessaria”.

Söder è contrario anche alle collaborazioni con AfD

Anche da AfD Söder ha preso le distanze. Il partito di ultradestra avrebbe, secondo il leader della CSU, l’obiettivo di distruggere l’Unione, dividerla e condannarla all’irrilevanza. Proprio per questo, ha dichiarato, se un deputato della CDU è disposto a votare in Parlamento per candidati di AfD dovrebbe avere il coraggio di dirlo o, se non ha la spina dorsale per ammetterlo, dovrebbe lasciare il partito.

Il riferimento è al fondato sospetto che, nell’elezione del presidente del Landtag della Sassonia-Anhalt, che ha visto trionfare il candidato di AfD, alcuni voti siano arrivati proprio dalle file dell’Unione. I voti per AfD, infatti, eccedono per numero quelli del partito di ultradestra e del BSW, che aveva dichiarato l’intenzione di supportarli. Fra i deputati degli altri partiti, appare improbabile che a votare per il candidato di AfD sia stata la sinistra, il che porta inevitabilmente a pensare che i voti “segreti” che hanno fatto la differenza siano arrivati dalla CDU.

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