Austria blocca voli militari Usa dopo Spagna, Italia e Francia: Germania “fedele” a Trump
Dopo Spagna, Italia e Francia, anche Vienna pone limiti ai voli militari statunitensi collegati al conflitto con l’Iran. Lo ha dichiarato giovedì all’agenzia APA il ministero della difesa austriaco, confermando di aver negato agli Stati Uniti l’utilizzo del proprio spazio aereo. La motivazione ufficiale si fonda sulla legge di neutralità del Paese.
Una portavoce ministeriale ha inoltre precisato che i singoli casi vengono valutati congiuntamente dal Ministero della Difesa e dal Ministero degli Esteri.
La Spagna apre la strada: dal divieto alle basi alla chiusura totale dello spazio aereo
La dinamica è partita ai primi di marzo dalla Spagna, quando il governo di Madrid ha vietato l’uso delle basi militari spagnole per attacchi contro l’Iran. In quella circostanza primo ministro Pedro Sánchez aveva definito i raid statunitensi, secondo quanto riportato dal quotidiano El País, “una violazione del diritto internazionale”.
La reazione di Donald Trump non si era fatta attendere e il presidente degli Stati Uniti aveva minacciato la fine delle relazioni commerciali con Madrid. La Spagna, tuttavia, non ha minimamente modificato la propria posizione e lunedì ha ufficialmente chiuso il suo spazio aereo a tutti i voli militari connessi al conflitto, inclusi, quindi, anche quelli di altri Paesi Nato.
Secondo il quotidiano El País, questa scelta avrebbe costretto l’esercito statunitense a rivedere le rotte di volo e a trasferire alcuni velivoli verso altre basi, tra cui quelle nel Regno Unito e in Germania.
Lo scontro Spagna-Germania e le accuse di Yolanda Díaz
Proprio con la Germania Madrid ha avuto, di recente, tensioni rilevanti. Quando infatti Trump aveva minacciato l’embargo commerciale contro la Spagna durante una conferenza stampa, era presente anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in visita a Washington per incontrare il presidente USA. Non avendo aperto bocca durante le pesanti dichiarazioni di Trump, Merz era stato accusato da Madrid di non aver preso posizione e di non aver difeso un partner dell’Unione europea.
Il cancelliere aveva in seguito chiarito la sua posizione spiegando che una conferenza stampa ufficiale non rappresentava il contesto appropriato per aprire un confronto diretto con Trump e di aver difeso la Spagna ma in privato, in un colloquio con Trump.
Le giustificazione del cancelliere cristiano-democratico non aveva tuttavia attenuato la rabbia di Madrid e a seguito di questo episodio la vicepremier spagnola Yolanda Díaz aveva definito Merz “non all’altezza del momento storico” e aveva descritto la gran parte dei leader europei come “vassalli che rendono omaggio a Donald Trump”.
Italia e Francia: dinieghi paralleli e reazioni di Washington
Anche l’Italia si è rifiutata, come riportato martedì dal Corriere della Sera. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha infatti impedito ad aerei militari statunitensi di atterrare nella base di Sigonella, in Sicilia. Fonti vicine al Ministero della Difesa a Roma hanno confermato la notizia e aggiunto che gli Stati Uniti avrebbero informato l’Italia solo quando gli aerei erano già in volo, senza presentare alcuna richiesta formale di autorizzazione.
A poche ore di distanza è emerso che anche la Francia aveva già negato il passaggio a voli militari statunitensi, nel fine settimana. Diverse fonti hanno confermato a Reuters che il governo di Parigi non avrebbe autorizzato il transito di voli destinati al trasporto di armi americane verso Israele, destinata a essere utilizzate nel conflitto con l’Iran.
Trump ha reagito duramente alla posizione francese e criticando duramente la Francia sulla sua piattaforma Truth ha aggiunto che “Gli Stati Uniti non lo dimenticheranno”.
Escalation delle tensioni con Parigi
Mercoledì il clima si è ulteriormente deteriorato, quando, durante un pranzo privato, Trump ha preso in giro il presidente francese Emmanuel Macron e sua moglie Brigitte, attirando accese critiche in Francia, ma anche una diretta reazione di Macron, che ha definito le parole del presidente degli Stati Uniti “né eleganti, né adeguate al contesto”.
Secondo quanto riferito dall’agenzia AFP, un video della scena sarebbe stato inizialmente pubblicato sul canale YouTube ufficiale della Casa Bianca, per poi essere rimosso in un secondo momento.




