Vicepremier spagnola attacca Merz e leader europei: “Vassalli di Trump”
La vicepremier spagnola Yolanda Díaz ha rivolto critiche molto dure al cancelliere tedesco Friedrich Merz e ad altri capi di governo europei dopo la visita del leader tedesco alla Casa Bianca. In un’intervista pubblicata da Politico, Díaz ha dichiarato che Merz non sarebbe “all’altezza del momento storico” e che attualmente l’Europa avrebbe bisogno di una leadership, non di “vassalli che rendono omaggio a Donald Trump”.
Le sue dichiarazioni fanno riferimento all’incontro del 3 marzo che ha avuto luogo nello Studio Ovale tra Merz e il presidente statunitense e che ha attirato sulla testa del cancelliere tedesco diverse critiche.
Il contesto: l’attacco di Trump alla Spagna
Durante la conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca, Donald Trump ha rivolto accuse dirette alla Spagna, addirittura minacciando un embargo commerciale contro Madrid. Questo irrigidimento del presidente degli USA si lega a due decisioni del governo spagnolo: il rifiuto di consentire agli Stati Uniti l’utilizzo di basi aeree spagnole per operazioni militari contro l’Iran e l’opposizione alla richiesta di portare la spesa per la difesa al 5% del prodotto interno lordo.
Mentre Trump attaccava la Spagna in conferenza stampa, Merz non era intervenuto, un atteggiamento che in Spagna è stato interpretato, da diversi esponenti politici e da parte media, come una mancata difesa di un partner dell’Unione europea.
La spiegazione del cancelliere tedesco: “Ho parlato in privato”
Il cancelliere ha chiarito la propria posizione durante la chiusura della campagna elettorale della CDU a Stockach, in vista delle elezioni regionali nel Baden-Württemberg. Merz ha spiegato che una conferenza stampa ufficiale non rappresentava il contesto adatto per aprire un confronto diretto con Trump.
“Quando le telecamere sono accese, non comincio certo a litigare con il presidente americano” ha spiegato, aggiungendo di aver affrontato la questione successivamente, in privato, facendo presente a Trump che non è possibile imporre sanzioni economiche contro un singolo Stato dell’UE. Merz ha tuttavia anche ribadito che la sicurezza dell’Europa dipende ancora, almeno per il momento, dal sostegno degli Stati Uniti.
Le reazioni del governo spagnolo e dei media
Le spiegazioni del cancelliere non hanno ridotto le critiche provenienti da Madrid. Il ministro degli esteri spagnolo José Luis Albares ha contestato la scelta di non intervenire pubblicamente a difesa della Spagna, osservando che difficilmente precedenti cancellieri tedeschi, come Angela Merkel oppure Olaf Scholz, avrebbero mantenuto lo stesso atteggiamento rimanendo in silenzio.
Anche una parte della stampa spagnola ha commentato con toni molto critici l’episodio, parlando del cancelliere tedesco addirittura come di un “codardo” e di un traditore della solidarietà europea.
Yolanda Díaz: l’Europa deve ridurre la dipendenza da Stati Uniti e Cina
Nell’intervista a Politico Yolanda Díaz ha collegato il sostegno espresso da Merz alla politica di Trump alla situazione economica della Germania, descritta come in una fase di forte debolezza. Per questa ragione, la vicepremier, nonché leader del partito di sinistra Sumar, ha insistito sulla necessità di rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa.
Secondo la sua analisi, il continente europeo dovrebbe sviluppare industrie proprie e ridurre la dipendenza tecnologica, finanziaria ed energetica dagli Stati Uniti e dalla Cina. “Dobbiamo possedere la nostra anima”, ha dichiarato.
Berlino nega l’esistenza di tensioni con Madrid
Il governo tedesco ha respinto l’idea che esista una frizione diplomatica tra Germania e Spagna. Il portavoce Stefan Kornelius ha dichiarato a Politico che i rapporti tra Berlino e Madrid non sarebbero affatto tesi e che il consigliere per la sicurezza nazionale del cancelliere tedesco, Günter Sautter, avrebbe informato il suo omologo spagnolo subito dopo l’incontro tra Merz e Trump.
Kornelius ha tuttavia confermato che il cancelliere e il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez non hanno ancora avuto un colloquio diretto. Merz avrebbe tentato due volte di contattarlo telefonicamente senza riuscire a parlare con lui. Secondo l’ufficio del premier spagnolo, il cancelliere tedesco avrebbe chiamato un numero non più attivo, poiché Sánchez cambia periodicamente contatto telefonico per ragioni di sicurezza.




