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Germania: aumentano i furti di cavi per la ricarica delle auto elettriche

Gli atti vandalici non sono esattamente una novità a Berlino, come non lo sono in qualsiasi grande metropoli, tuttavia, nelle ultime settimane, nel quartiere di Pankow se ne registrano di piuttosto particolari. A essere oggetto di questi atti vandalici sono le colonnine di ricarica per auto elettriche, i cui cavi vengono tagliati, rendendo l’intera struttura inutilizzabile.

Fino a questo momento, i danni sembrerebbero essere limitati a un impianto della Shell. L’operatore ha dichiarato di aver contattato le autorità e sporto regolare denuncia, nella speranza di individuare i responsabili. Non sono ancora noti i tempi e i costi della riparazione.

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Un fenomeno diffuso, ma difficile da quantificare

L’ultimo episodio si è verificato presso un distributore di Wollankstraße, ma non è un caso isolato. Il taglio dei cavi alle colonnine di ricarica rapida si ripete con una certa regolarità, sebbene la reale entità del fenomeno a livello nazionale sia ardua da stabilire con precisione. La polizia di Berlino ha comunicato che non esistono statistiche specifiche in materia: i casi vengono classificati genericamente come furto o danneggiamento. Analoga la situazione nel Brandeburgo, dove la polizia non tiene un registro dedicato.

Anche l’Agenzia federale delle reti, ovvero l’autorità che regola il mercato e promuove l’espansione dell’infrastruttura di ricarica, dispone solo di dati parziali. Quando un distributore viene messo fuori servizio, infatti, l’agenzia registra il fatto in sé e la durata del disservizio, ma non la causa.

EnBW, il gruppo energetico con sede a Stoccarda che gestisce la più grande rete di colonnine di ricarica rapida in Germania, con oltre 8.000 impianti in tutto il paese, di cui circa 100 a Berlino e 166 nel Brandeburgo, ha finora registrato circa 1.400 furti di cavi a livello nazionale. Le aree più colpite risultano la regione della Ruhr, la Bassa Sassonia e la Sassonia-Anhalt. Nella capitale e nel Land circostante il dato è comparativamente contenuto: 30 cavi sottratti in totale. Un portavoce dell’azienda ha definito il fenomeno “un fastidio enorme” per i gestori, sia per l’onere operativo che per le conseguenze economiche.

Furti dei cavi delle colonnine di ricarica per auto elettriche: ecco quanto costano

La motivazione dei furti sembra economica. Stefan Moeller, cofondatore di Nextmove, la principale società di noleggio di auto elettriche in Germania, ha spiegato in un programma televisivo della rbb che i furti riguardano quasi esclusivamente le stazioni ad alta potenza, le uniche a impiegare quantità rilevanti di rame. In certi cavi, ogni metro lineare può contenere oltre un chilogrammo del metallo, che è più prezioso di quanto si pensi. Sul mercato delle materie prime, il rame si quota attualmente tra 8,25 e 9,50 euro al chilo, a seconda della purezza. Il furto di metalli è un reato ricorrente nel Brandeburgo: nel 2023 sono stati registrati 808 casi, scesi a 684 nel 2024 e risaliti a 732 l’anno scorso. Non è noto quanti di questi episodi abbiano riguardato stazioni di ricarica. A Berlino, i furti di rame censiti dalla polizia sono stati 68 nel 2024 e 53 nel 2025, ma anche in questo caso l’eventuale coinvolgimento di colonnine non è documentato.

Gernot Lobenberg, dell’Agenzia berlinese per la mobilità elettrica, ha osservato che il danno causato supera ampiamente il ricavato ottenibile dalla vendita del rame sul mercato nero. Le colonnine di ricarica rapida sono infatti apparecchi piuttosto costosi: secondo quanto riportato sempre da rbb, il solo hardware per una colonnina da 200 kilowatt può costare tra 60.000 e 80.000 euro. Con l’aggiunta dei collegamenti elettrici adeguati o di un trasformatore con accumulatore, la cifra cresce rapidamente di svariate decine di migliaia di euro. Ogni singolo furto di cavi comporta quindi costi di riparazione medi di 3.500 euro, e le colonnine danneggiate rimangono spesso inattive per settimane.

A differenza dei normali cavi CA che i proprietari di auto elettriche portano a bordo, quelli delle stazioni di ricarica rapida sono installati in modo permanente per due ragioni tecniche: la corrente continua con cui operano è incompatibile con le prese domestiche standard, e le potenze in gioco richiedono un sistema di raffreddamento interno. Nei cavi scorre infatti un liquido che mantiene bassa la temperatura durante la ricarica.

È possibile prevenire i furti?

Dove possibile, il gestore ha dichiarato di stare approntando una serie di misure deterrenti come illuminazione più intensa e videosorveglianza.

Su mandato del governo tedesco, inoltre sono stati avviati workshop rivolti agli operatori delle colonnine, per informarli sulle strategie di contrasto ai furti. Il Centro nazionale di coordinamento per le infrastrutture di ricarica ha riunito per la prima volta rappresentanti del settore, produttori di apparecchiature e forze di polizia regionali per confrontarsi sulle misure preventive.

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