Bande di giovani terrorizzano Potsdam: pestaggi, armi e tentativi di irruzione nelle case

Gruppi di giovani armati starebbero seminando violenza e paura in diverse aree di Potsdam, nel Brandeburgo. Quella che infatti è sempre stata un’elegante cittadina a circa un’ora da Berlino, nota per l’eleganza prussiana e la presenza del Palazzo di Sanssouci, la residenza estiva di Federico il Grande, da tempo mostra anche un altro volto.
Da tempo vengono infatti denunciati casi di aggressione di gruppi di giovani e giovanissimi, i più grandi di circa 20 anni, i più piccoli persino di 13 o 14 anni, che vagherebbero per le strade aggredendo i coetanei e spingendosi fino a tentare di entrare nelle abitazioni.
Bande di giovani a Potsdam: il brutale pestaggio di Kohlhasenbrück
La sera del 26 settembre a Kohlhasenbrück, nel distretto berlinese di Steglitz-Zehlendorf, vicino al confine con Potsdam, tre studenti di liceo sarebbero stati aggrediti mentre andavano a una festa e brutalmente pestati.
I ragazzi, due di 17 anni e uno di 18, procedevano in bicicletta quando un gruppo di giovani comparso all’improvviso ha cominciato a picchiarli brutalmente. Uno dei due 17enni è riuscito ad allontanarsi, riportando lievi ferite, l’altro è svenuto durante il pestaggio, mentre il 18enne è stato ricoverato per diversi giorni nel reparto di terapia intensiva di Potsdam.
Gli aggressori gli avrebbero infatti sbattuto la testa contro il cofano di un’auto con tale violenza da ammaccare il parafango e mandare in frantumi uno dei fari. Dopo essere rinvenuto, il 17enne che era svenuto è inoltre fuggito in bici in un bosco, dove è rimasto in stato di shock ed è stato ritrovato solo dopo lunghe ricerche, ferito e terrorizzato.
Tentativi di irruzione nelle abitazioni e paura tra i residenti
In un altro caso, alcuni giovani sconosciuti si sarebbero presentati a una festa, senza essere accolti in casa. Dopo pochissimo, si sarebbe improvvisamente materializzato un gruppo di almeno altri 20 ragazzi che che avrebbe cominciato a insultare i padroni di casa, che li avrebbero invitati ad andarsene. A quel punto alcuni avrebbero chiesto ai proprietari quanto sarebbero stati disposti a pagare, per liberarsi di loro,
Uno dei giovani sarebbe riuscito a entrare in casa e a rubare le chiavi di un’auto e altri avrebbero tentato di metterla in moto. Secondo la polizia, dopo questo episodio sarebbe stato possibile identificare soltanto tre sospettati.
Un’altra sorta di “home invasion” sarebbe stata tentata, poco dopo la sera dell’aggressione di Kohlhasenbrück e cioè il 10 ottobre, a Bornstedter Feld, nella parte settentrionale di Potsdam. Qui un gruppo di circa 30 giovani avrebbero cercato di entrare in una casa unifamiliare, dove si festeggiava il compleanno di una ragazza. Il padre della giovane avrebbe tentato di impedire alla gang di scavalcare la recinzione e la polizia è in seguito intervenuta con numerosi agenti.
Molte vittime non parlerebbero per paura di ritorsioni
Secondo quanto riportato dal Tagesspiegel, questi episodi andrebbero avanti da circa un anno in diversi quartieri della città, nelle stazioni, nei parchi e durante feste private. Molte vittime non parlerebbero per paura di ritorsioni e in alcuni casi gli aggressori avrebbero fotografato i documenti di identità delle vittime, minacciando di fare del male a loro o alle loro famiglie, se avessero parlato.
Per questo diversi adolescenti avrebbero limitato di molto le loro uscite in città, nel timore di incontrare queste bande, e alcuni avrebbero avuto bisogno di un supporto psicologico per superare il trauma di un incontro con questi coetanei violenti, che a volte porterebbero con sé coltelli, in due casi dei machete e in uno addirittura una pistola. L’area tradizionalmente dedicata ai giovani in Bassinplatz sarebbe ormai considerata una zona da evitare.
Numerosi genitori lamentano inoltre lunghi tempi di attesa per le indagini del caso e sottolineano come alcuni aggressori fossero già noti alle forze dell’ordine o rimessi subito in libertà dopo essere stati fermati. Questo farebbe ipotizzare un sommerso di reati non denunciati di molto superiore ai casi noti.
Si parla inoltre di chat in cui circolerebbero liste e screenshot riconducibili a presunti membri di queste bande e molti di questi giovani aggressori comparirebbero persino in brevi video su TikTok, Instagram e Snapchat, a volte persino esibendo armi.
Le dichiarazioni del ministro dell’interno del Brandeburgo, Jan Redmann
Intanto, dopo l’aggressione di settembre, sono aumentate le pressioni politiche per rendere più incisivo l’approccio al problema. Il ministro dell’Interno del Brandeburgo, Jan Redmann (CDU), ha promesso una risposta più efficace durante una seduta straordinaria del parlamento regionale il 15 ottobre e ha dichiarato che lo Stato di diritto fornirà preso una risposta.
Ha quindi aggiunto che la presenza della polizia è stata sensibilmente rafforzata e ha prospettato l’espulsione dei responsabili di nazionalità siriana. In base alle testimonianze riportate tra i givani, che hanno diverse nazionalità, inclusa quella tedesca, vi sarebbero infatti diversi ragazzi siriani. In questi gruppi sarebbero inoltre presenti anche ragazzi arrivati in Germania giovanissimi e senza i genitori, come rifugiati, e che vivrebbero in case famiglia o strutture abitative collettive.




