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Berlino: la polizia si prepara alle proteste della Gen Z del 31 ottobre

Per il 31 ottobre 2026 l’iniziativa “Gen Z steht auf“, ossia “la Gen Z si solleva”, ha convocato manifestazioni in numerose città tedesche, con rivendicazioni che si concentrano soprattutto sui temi dell’istruzione, della giustizia sociale, del carovita e del rifiuto della leva obbligatoria. Il movimento dichiara di ispirarsi alle proteste degli studenti francesi che, in questi giorni, sono state brutalmente represse, anche con l’uso di armi da guerra. Non in tutte le città sono ancora state annunciate ufficialmente mobilitazioni specifiche con appositi percorsi, ma le forze dell’ordine hanno già iniziato a mobilitarsi in previsione di questa data. A Berlino, la polizia ha avviato i preparativi per un intervento su larga scala.

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La polizia di Berlino prepara un’operazione massiccia per le proteste del 31 ottobre

Il portavoce della polizia berlinese Florian Nath ha dichiarato che le forze dell’ordine si impegneranno a evitare la strumentalizzazione delle proteste studentesche per interessi estranei. Per ora, non è stata depositata nessuna richiesta ufficiale per nessuna specifica manifestazione, ma la polizia della capitale sta monitorando i vari appelli alla protesta diffusi sui social network, per identificare quelli che si possono ritenere non legittimamente connessi ai movimenti degli studenti.

Che cosa chiedono i promotori del movimento della Gen Z

Il co-promotore dell’iniziativa Akram Selo ha dichiarato che il movimento prende le distanze da qualsiasi forma di violenza e che le proteste si svolgeranno in forma pacifica.

Il documento programmatico del movimento parte da un presupposto: i giovani sono stanchi di tollerare un Paese che prende decisioni sul loro futuro senza interpellarli. In Francia, Belgio e Spagna, i giovani sono già scesi in piazza e che in Germania si sono svolte le prime azioni di solidarietà con gli studenti francesi. Proprio come i loro coetanei nel resto d’Europa, quindi, i giovani tedeschi intendono manifestare la loro insoddisfazione per le scuole spesso carenti, per le politiche di austerità che tagliano l’istruzione, il sostegno sociale, la cultura e la sanità, che tagliano i servizi di trattamento delle dipendenze e trasformano il supporto psicologico in un lusso per pochi. La Gen Z guarda con terrore a un costo della vita sempre più insostenibile e alla povertà in crescita, a una società in cui gli oneri sono sproporzionatamente distribuiti a carico dei giovani e dei lavoratori, le grandi multinazionali prosperano con profitti record e la spesa pubblica viene risucchiata completamente dal riarmo, mentre mancano il personale e le risorse per i servizi di base.

La Gen Z si scaglia anche contro il ritorno progressivo alla leva obbligatoria, in previsione di guerre nelle quali lo Stato li vorrebbe coinvolti, ma che i ragazzi non hanno mai voluto.

Il movimento si definisce superpartitico: per un giorno le differenze politiche passano in secondo piano, in favore delle persone e non di un partito. Le decisioni dei politici vengono criticate a prescindere dallo schieramento che le sostiene, perché nessun partito, si legge nel documento, può dirsi al di sopra delle preoccupazioni della popolazione.

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