AperturaCronaca

Scontri in Italia e Francia, la stampa tedesca ne parla: repressione e stretta sulla sicurezza

Anche la stampa tedesca sta parlando degli scontri che stanno avvenendo in Italia e in Francia, dove le manifestazioni organizzate contro l’aumento del costo della vita hanno portato anche a violenti scontri ed episodi di vandalismo.

La reazione dei governi italiano e francese sono stati la mobilitazione di un maggior numero di forze di sicurezza e l’annunciato inasprimento delle norme relative alle gestione dell’ordine pubblico.

Scontri in Italia: la linea dura del governo Meloni

In Italia, il governo di Giorgia Meloni ha disposto, con un decreto approvato a seguito di una riunione straordinaria del consiglio dei ministri, l’invio di altri 500 militari a Milano, dove si sono verificati i maggiori scontri, soprattutto nell’area di piazza Duomo. I militari resteranno inizialmente per tre mesi, per prevenire ulteriori possibili degenerazioni.

L’intervento del governo, tuttavia, si annuncia anche sul piano legislativo, con sanzioni previste che potrebbero arrivare, per reati commessi da gruppi di almeno cinque persone, con la reclusione fino a cinque anni e multe fino a  20.000 euro. La polizia potrebbe inoltre trattenere più a lungo le persone sospettate di aver partecipato ai disordini e in alcune zone dei centri urbani potrebbe essere introdotto un coprifuoco.

Durante gli scontri di Milano, sono rimasti feriti almeno 14 operatori delle forze di polizia e sono stati fermate temporaneamente 270 persone, in gran parte minorenni. Per cinque giovani è stata inoltre disposta la custodia cautelare. I danni materiali sono stimati nell’ordine di milioni di euro.

La newsletter del Mitte!

Notizie, novità, eventi dalla Germania

Francia, nuove misure per contrastare le proteste

Anche in Francia il presidente Emmanuel Macron ha disposto un massiccio dispiegamento delle forze di sicurezza in previsione di nuovi manifestazioni previste per sabato. I militari dell’unità antiterrorismo Sentinelle saranno inoltre incaricati di sorvegliare i luoghi sensibili, consentendo a un maggior numero di agenti di concentrarsi sul controllo delle proteste. 

Il parlamento ha inoltre approvato la costituzione di una commissione di inchiesta che chiarisca la dinamica degli scontri e stabilisca quali misure adottare per garantire l’ordine pubblico. I provvedimenti seguono, anche in questo caso, giornate di scontri nelle piazze di diverse città e che hanno visto incendi, attacchi a edifici pubblici e stazioni di polizia e la distruzione quasi completa, a opera delle fiamme, del municipio storico di Limoges.

Da martedì sera e fino alle prime ore di mercoledì sono state inoltre vietati gli assembramenti non autorizzati in alcune aree di Parigi, tra cui gli Champs-Élysées, diverse piazze centrali, i dintorni del palazzo presidenziale e della sede del parlamento, del governo e del ministero dell’interno e davanti alle stazioni ferroviarie parigine.

Scholz e Meloni mes aborto
La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni tiene il primo Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi a Roma, 23 ottobre 2022.
Foto: EPA-EFE/ETTORE FERRARI

Proteste contro il caro vita: le ragioni della mobilitazione e le degenerazioni

Le cause delle proteste italiane che si stanno verificando negli ultimi giorni, e che hanno visto sabato 17 ottobre una stima di migliaia di partecipanti in diverse città del Nord Italia, secondo Ansa, riguardano il caro vita, il prezzo della benzina e la pressione fiscale, che inevitabilmente hanno un impatto drammatico sulla vita delle famiglie, ma anche, come rilevato dal Tagesschau in merito alle proteste che hanno avuto luogo a Roma, richieste di salari più alti (in Italia non esiste il salario minimo), una migliore assistenza sanitaria e maggiori investimenti nell’istruzione.

Anche in Francia, dove a mobilitarsi sono state di persone, le proteste riguardano principalmente il caro vita, le disuguaglianze sociali e il peggioramento dei servizi pubblici, ma sono nate anche da una mobilitazione studentesca contro le carenze riscontrate nelle scuole (per lo più mancanza di insegnanti e condizioni degli edifici). Alle manifestazioni francesi di sabato 17 ottobre hanno partecipato circa 550.000 persone, secondo il ministero dell’Interno francese, e 800.000 secondo gli organizzatori, tra cui il sindacato CGT.

Nell’ambito di queste proteste, sia in Italia che in Francia, alcuni gruppi di giovani, incappucciati e a volto coperto, hanno eretto barricate e lanciato bottiglie, petardi e altri oggetti contro la polizia, infranto vetrine e provocato incendi. Per questa ragione Meloni e Macron si stanno concentrando sul mantenimento dell’ordine pubblico, ma il segnale di malcontento, al di là delle degenerazioni legate anche ai grandi numeri della protesta, resta in controluce e sta continuando a dominanre il dibattito pubblico internazionale.

Articoli Correlati