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Espulsione sospesa al BER: rifugiato si agita a bordo e il volo viene cancellato

Nella mattinata di giovedì, presso l’aeroporto di Berlino BER, un’operazione di espulsione è stata sospesa perché il destinatario del provvedimento, che era già seduto a bordo dell’aereo, ha cominciato ad agitarsi.

In conseguenza di ciò il volo coinvolto, un Airbus A320 della compagnia Austrian Airlines diretto a Vienna, non è partito secondo il programma.

BER, espulsione sospesa: agitazione a bordo dell’aereo

L’uomo per cui era stato emesso il provvedimento di espulsione si trovava già a bordo, seduto nella parte posteriore del velivolo sotto la supervisione della polizia federale, quando ha iniziato a mostrare segni di agitazione. In pochi istanti la situazione è degenerata e gli agenti incaricati della scorta hanno deciso di far scendere il passeggero. 

Durante l’apertura del portello si è attivato lo scivolo di emergenza, circostanza confermata da una portavoce della compagnia aerea. A quel punto, tutti gli altri passeggeri sono stati invitati a lasciare l’aereo. Hanno atteso nel terminal per diverse ore, fino alla tarda mattinata. Nessuna informazione è stata diffusa sulla cittadinanza o sulla storia personale dell’uomo coinvolto.

Espulsioni fallite: un fenomeno non isolato

Secondo i dati del Ministero federale dell’Interno, riportati dalla Berliner Zeitung, nel corso dell’ultimo anno le espulsioni eseguite sono state 22.787. Tuttavia, numerosi tentativi non sono andati a buon fine, per ragioni di vario tipo.

In 21.341 casi, le persone interessate non sono state rintracciate nei luoghi di residenza, mentre in 11.184 le procedure sono state annullate all’ultimo momento, spesso per ostacoli giuridici o motivazioni sanitarie sopraggiunte.

Interruzioni durante il trasferimento e resistenza

In ulteriori 1.593 casi, l’operazione è stata interrotta dopo l’avvio della procedura di trasferimento. Più di 1.500 di queste interruzioni sono avvenute quando le persone interessate erano già state prese in consegna dalla polizia federale.

Le cause includono resistenza attiva, emergenze mediche oppure il rifiuto da parte dei piloti di proseguire il volo. Una decisione, quest’ultima, che può essere presa quando la sicurezza aerea appare compromessa da comportamenti non controllabili a bordo.

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