Baviera: membro di AfD dà fuoco alla propria auto e accusa gli antifa. Poi confessa
Nella notte tra il 3 e il 4 febbraio 2026, alcuni testimoni hanno segnalato alla centrale operativa della polizia della Franconia centrale un veicolo in fiamme in Custenlohrer Straße, a Uffenheim. Quando la pattuglia del distretto di Bad Windsheim è giunta sul posto, la Ford era già completamente avvolta dal fuoco. I vigili del fuoco locali sono riusciti a domare rapidamente le fiamme. Nessun ferito; i danni materiali sono stati stimati intorno ai 30.000 euro. Il proprietario del mezzo, un uomo tedesco di 44 anni membro di AfD, al momento della denuncia aveva consegnato agli agenti una lettera che sosteneva di aver ricevuto giorni prima, apparentemente firmata da un gruppo Antifa. Aveva inoltre riferito che, poco prima dell’incendio, ignoti avevano tracciato una scritta politica sulla carrozzeria del veicolo.
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Il risultato delle indagini e la confessione
Le prime rilevazioni sulla scena del crimine sono state condotte dal servizio di polizia criminale della Franconia centrale, con il supporto di specialisti dell’Ufficio criminale regionale bavarese. Data la possibile matrice politica dell’episodio, le indagini sono state successivamente affidate al commissariato per la sicurezza dello Stato della polizia criminale di Ansbach. Nelle settimane successive, gli investigatori hanno interrogato numerosi testimoni e vagliato una moltitudine di indizi, tenendo aperte diverse ipotesi oltre a quella del movente politico. Le ricerche in quella direzione, tuttavia, si sono rivelate infruttuose: nessun elemento concreto è emerso a carico di terzi. A quel punto, l’attenzione degli agenti si è concentrata sull’uomo che aveva sporto denuncia, il che è prassi nei casi di danneggiamento di questo tipo, quando non emergano chiari indizi di un coinvolgimento di terzi.
L’analisi della lettera minatoria ha rivelato evidenti corrispondenze con la grafia del 44enne. Messo di fronte a tali riscontri, l’uomo ha ammesso di averla scritta lui stesso. Ha inoltre riconosciuto di essere stato lui ad apporre il graffito sulla propria auto e, infine, di aver appiccato l’incendio al veicolo. Nei suoi confronti è stato aperto un procedimento investigativo per simulazione di reato.
La sezione locale di AfD annuncia provvedimenti disciplinari a carico del membro di partito responsabile del reato
L’8 febbraio, prima che le indagini giungessero a questa conclusione, l’AfD locale aveva diffuso un comunicato stampa in cui definiva l’accaduto un “vile attentato” contro un proprio membro. A fronte dell’esito delle indagini, l’associazione locale di Neustadt/Aisch ha cambiato registro: “Siamo sconvolti dall’esito delle indagini e constatiamo che è stato giusto riporre la nostra fiducia nelle indagini obiettive della Procura”, si legge nella nota. Il partito ha annunciato l’avvio di provvedimenti disciplinari interni nei confronti dell’interessato.
Stephan Protschka, responsabile regionale del partito di ultradestra, ha dichiarato che, qualora il sospetto di reato dovesse trovare conferma, il caso andrà chiarito integralmente e inquadrato sul piano giuridico. Ha attribuito l’accaduto al comportamento scorretto di un singolo individuo, respingendo qualsiasi generalizzazione che coinvolga l’intero partito. Quanto alla reazione iniziale delle sezioni locali, Protschka l’ha giustificata osservando che, al momento dell’incendio, un atto politicamente motivato ai danni dell’AfD rientrava tra le ipotesi plausibili.
Il 44enne dovrà ora rispondere penalmente in un procedimento che verte, tra l’altro, sul reato di simulazione. Le indagini, condotte con un impiego significativo di personale, si sono chiuse con la confessione dell’uomo su tutti e tre i punti contestati: la lettera, il graffito e l’incendio del veicolo.




