Video shock: consigliere AfD prende a calci dei ragazzi e li costringe a leccare la bandiera tedesca
Philip Steinbeck, consigliere comunale di AfD a Jessenitz, rischia di essere espulso dal partito dopo che l’emittente NDR ha diffuso alcune registrazioni video che documentano un episodio di violenza fisica e psicologica commesso dall’uomo ai danni di tre adolescenti. Le immagini, apparentemente girate dallo stesso Steinbeck, mostrano l’uomo prendere a calci, strattonare e umiliare in particolare due dei giovani, arrivando a intimare loro di leccare una bandiera tedesca.
Philip Steinbeck, pur essendosi difeso, ha confermato di essere l’autore e anche il protagonista delle riprese e delle aggressioni. L’episodio si sarebbe verificato nei pressi e all’interno della Volkshaus di Lübtheen, edificio risulta appartenere proprio a Steinbeck. I ragazzini, secondo quanto si evince dal video e secondo quanto riferito dallo stesso Steinbeck, si sarebbero introdotti senza autorizzazione nella proprietà dell’uomo e poi erano passati, trascinando la bandiera tedesca legata dietro la bicicletta, davanti all’edificio.
Le riprese (disponibili sul sito di NDR) mostrano momenti di chiara violenza sia psicologica che fisica. Dal video, che NDR ha pubblicato nascondendo i volti delle vittime, si capisce che queste sono comunque molto giovani. L’uomo dietro la telecamera costringe due adolescenti visibilmente spaventati a raccogliere la bandiera da terra, prende uno dei due per l’orecchio, causandogli visibilmente molto dolore. Li obbliga a raggiungere la bandiera gattonando, li spinge a calci e poi intima loro di leccarla, cosa che i ragazzini fanno. Quando uno dei ragazzi chiede conferma dell’identità dell’aggressore, la risposta è brutale: “Chiudi il becco, altrimenti ti prendi un pugno in faccia. Pezzo di merda”. Scene che la polizia criminale di Schwerin sta esaminando nell’ambito di un’indagine per lesioni personali gravi, ingiurie e coercizione.
Due delle vittime hanno confermato a NDR di aver presentato denuncia contro Steinbeck lo stesso giorno dell’accaduto, durante il periodo di Pentecoste. Le autorità, in un primo momento, non hanno rilasciato dichiarazioni sul destinatario specifico dell’indagine, invocando norme sulla protezione dei dati, ma un portavoce della polizia ha precisato che le indagini sarebbero partite non dalle denunce dei giovani, ma da una controversia familiare interna.
AfD avvia procedura di espulsione a carico del consigliere Steinbeck
La dirigenza regionale di AfD nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore ha reagito dopo la diffusione delle immagini. Leif-Erik Holm, co-presidente regionale, ha annunciato l’apertura di una procedura per espeller Steinbeck.
“Se le accuse fossero fondate, sarebbe inaccettabile”, aveva dichiarato inizialmente Holm quando AfD non aveva ancora visionato i filmati. Dopo una riunione straordinaria del comitato esecutivo, la posizione si è indurita, arrivando all’avvio formale dell’iter di espulsione.
Holm ha dichiarato che il comportamento del politico sarebbe “inaccettabile”, anche ammettendo che i giovani si siano introdotti indebitamente nella proprietà di Steinbeck. Quest’ultimo ha ricoperto, fino a questo momento, la carica di consigliere comunale per AfD nel distretto di Ludwigslust-Parchim.
La versione dell’accusato: “comportamento marziale”
Steinbeck ha fornito la sua ricostruzione dei fatti. Secondo il politico, i ragazzi si sarebbero introdotti ripetutamente nella sua ex sala da ballo per organizzare feste non autorizzate. In quella circostanza specifica, li avrebbe sorpresi mentre armeggiavano nell’edificio vuoto. Nel commentare il video definisce “marziale” il proprio comportamento e dichiara di aver intimato ai due giovani di inginocchiarsi immediatamente, alzando la voce per intimorirli. Le riprese col cellulare servivano, a suo dire, per “immortalare le persone” e dare più peso al suo comportamento.
Sulla richiesta di leccare la bandiera, Steinbeck parla di un gesto dettato da rabbia e indignazione, ma, precisa, “Non mi sarei mai aspettato che questa richiesta venisse presa alla lettera”, sostiene. Con il senno di poi, ammette, quell’ordine suona “un po’ strano” anche a lui stesso. Una giustificazione che, però, non convince la dirigenza del suo partito.
I precedenti guai di Steinbeck con la legge e con il partito: sequestro di armi e legami da chiarire con la Russia
Non è il primo episodio controverso che coinvolge Philip Steinbeck. Ad agosto, una perquisizione nella sua tenuta ha portato al sequestro di un arsenale consistente: 72 armi tra da fuoco e da taglio, più circa mille munizioni. Steinbeck aveva minimizzato, sostenendo che si trattasse di armi non funzionanti e puramente decorative. La polizia scientifica sta ancora verificando questa versione attraverso analisi tecniche. I risultati non sono ancora disponibili.
Sul fronte dei rapporti internazionali, l’anno scorso Steinbeck avrebbe partecipato a un viaggio nell’exclave russa di Kaliningrad insieme ad altri esponenti AfD. Le immagini di un’emittente locale li mostravano con bandiere tedesco-russe. “Amicizia. Germania – Russia. Per sempre”, aveva dichiarato Steinbeck davanti alle telecamere. D’altra parte, la moglie di Steinbeck e russa e ricopre il ruolo di amministratrice delegata per il gruppo di AfD nel consiglio distrettuale. Il gruppo parlamentare utilizzava fino a poco tempo fa un indirizzo email russo come contatto istituzionale. Elementi che delineano una rete di connessioni oltre confine.
Il nome di Steinbeck era inoltre emerso in passato in una lista di presunti finanziatori dell’NPD, partito di estrema destra oggi rinominato Die Heimat.




