Divieto dei social media per i giovani: CDU e Verdi sono a favore

Sulla scia del recente divieto dei social media ai minori di 16 anni, approvato in Australia, il dibattito si accende anche in Germania.
A questo proposito, tappresentanti della CDU e dei Verdi avrebbero espresso aperture esplicite verso una regolamentazione più severa dell’accesso alle piattaforme digitali da parte di bambini e adolescenti.
Divieto dei social per i giovani. Günter: “Mi batto per questo”
Tra le posizioni più nette figura quella di Daniel Günther, ministro-presidente dello Schleswig-Holstein ed esponente cristiano-democratico. Interpellato dalla Bild, Günther ha indicato come obiettivo la crescita di ragazzi e ragazze sotto i 16 anni senza TikTok e senza social media.
“Mi batto a tutti i livelli affinché i minori di 16 anni possano crescere liberi da TikTok e dai social media”, ha dichiarato Günther, sottolineando la necessità di assumersi una responsabilità specifica e “fissare limiti giuridici chiari”. L’assenza di interventi in questo senso, secondo il politico della CDU, equivarrebbe a “mettere consapevolmente a rischio il futuro dei nostri figli”.
Minori e contenuti digitali: soli troppo a lungo sulle piattaforme
Secondo quanto affermato da Günther, i più giovani sarebbero stati lasciati troppo a lungo soli in balia degli effetti problematici delle piattaforme digitali. Particolare attenzione viene rivolta a TikTok, descritta come una piattaforma che espone i minori a contenuti difficili da sostenere alla loro età.
Non si entra nel dettaglio dei singoli contenuti, ma il riferimento è a una pressione eccessiva per utenti così giovani. Il nodo resta la capacità di reggere, o meno, tale esposizione continua e le sue conseguenze.
Il precedente australiano e le sanzioni previste
Come ricordato, in Australia è entrato in vigore un divieto dei social media per tutti i minori di 16 anni, la scorsa settimana. Il divieto si accompagnata a un sistema di sanzioni rivolte direttamente ai gestori delle piattaforme.
TikTok e Instagram, tendenzialmente maggiormente frequentate da giovanissimi, rischiano multe fino a 27 milioni di euro, qualora non adottino “misure adeguate”.
La ministra della famiglia: “Divieto da solo non sufficiente”
A favore di una regolamentazione più rigorosa si è espressa anche un’altra esponente della CDU, la ministra della famiglia, Karin Prien. Il suo intervento introduce però una distinzione rilevante.
Secondo Prien, infatti, la protezione dei minori richiede un impegno collettivo che includa come attori complementari genitori, scuole e istituzioni politiche. Il divieto, da solo, non è considerato sufficiente. Tra le misure citate compare anche l’idea di un sistema che verifichi l’età in modo appropriato. Attualmente, in Germania, l’accesso ai social media è consentito a partire dai 13 anni, ma i controlli sono spesso insufficienti.
L’apertura dei Verdi a un divieto per l’accesso ai social
Anche i Verdi hanno espresso una posizione favorevole all’introduzione di un limite di età più rigoroso, per l’accesso ai social.
La co-presidente federale del partito, Franziska Brantner, ha dichiarato, sempre alla Bild, che le regole nello spazio digitale non possono continuare a restare prive di conseguenze. Per l’esponente dei Verdi, insomma, il quadro normativo attuale faticherebbe a produrre effetti tangibili.




