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Klingbeil punta sull’Europa: “Siamo noi a decidere, non la Casa Bianca e tantomeno il Cremlino”

La Germania dovrà cambiare, e dovrà farlo rapidamente: è questo il messaggio che il vicecancelliere e ministro federale delle Finanze Lars Klingbeil ha consegnato durante un intervento alla Fondazione Bertelsmann, dove ha ribadito il ruolo centrale dell’Europa e delineato alcune delle direttrici che intende portare nel dibattito sulle riforme delle prossime settimane.

Il punto centrale, espresso con toni netti, riguarda la collocazione politica ed economica del Paese: “Se la Germania resterà un Paese forte dipende solo da noi. Siamo noi soltanto a deciderlo. Non la Casa Bianca e tantomeno il Cremlino”. Questa impostazione, che insiste sull’autonomia decisionale europea, si accompagna a una serie di proposte che toccano commercio, energia, mercato del lavoro e imposizione fiscale.

Klingbeil: Europa, sovranità economica e nuova linea commerciale

Nel passaggio più marcato del suo intervento, Klingbeil ha sostenuto la necessità di abbandonare un approccio che considera troppo accomodante nei confronti della concorrenza globale. Secondo il ministro, altri attori economici internazionali rispettano sempre meno regole condivise e da qui deriverebbe l’esigenza di una risposta più assertiva da parte dell’Europa.

Dentro questo schema rientra anche l’ipotesi di ricorrere a dazi mirati per proteggere la competitività delle imprese nazionali ed europee e a questo proposito Klingbeil ha parlato della possibilità di utilizzare strumenti selettivi di difesa commerciale e persino, nei comparti ritenuti strategici, di subordinare l’accesso al mercato alla creazione di joint venture con imprese locali come condizione per accedere al mercato. “So che si tratta di misure dure e di richieste dure, ma sono convinto che siano necessarie se vogliamo salvaguardare tecnologie e posti di lavoro qui in Europa” ha commentato Klingbeil.

Klingbeil e la modernizzazione della Germania

Il discorso è stato presentato come un primo tassello di una discussione più ampia sulla modernizzazione del Paese. Fin dall’apertura, Klingbeil ha affermato che “il 2026 ci chiederà coraggio”, parlando di scelte considerate non rinviabili e descrivendo la Germania come un Paese chiamato a rafforzarsi non soltanto sul piano industriale, ma anche nella capacità di prendere decisioni senza dipendere da centri di potere esterni.

“Se la Germania resterà un Paese forte dipende solo da noi. Siamo noi soltanto a deciderlo. Non la Casa Bianca, non la Grande Sala del Popolo e tantomeno il Cremlino” ha ribadito il ministro.

Energia e transizione: “Chi rallenta indebolisce la Germania”

Un altro focus dell’intervento di Klingbeil è stata la politica energetica e la necessità di ribadire il valore strategico delle energie rinnovabili, presentate come uno strumento di emancipazione rispetto alla “stretta soffocante di potenze straniere e crisi geopolitiche“.

Nello stesso passaggio, il politico socialdemocratico ha formulato anche un giudizio politico piuttosto netto, dichiarando che chi rallenta la transizione energetica, indebolisca la Germania.

Mercato del lavoro: “Come società dovremo lavorare di più”

Sul versante interno, Klingbeil ha posto l’accento sul mercato del lavoro. In uno dei passaggi più espliciti del discorso, ha affermato che la società tedesca dovrà lavorare di più, pur riconoscendo che una parte consistente della popolazione si muova, già oggi, in condizioni di forte pressione.

Per questo, la soluzione indicata dal ministro passa da una maggiore mobilitazione delle risorse, evocando strumenti come l’abolizione dello splitting fiscale per i coniugi, misura da cui si attenderebbe la creazione di decine di migliaia di posti a tempo pieno. Accanto a questo, Klingbeil ha richiamato la necessità di rivedere i meccanismi che, a suo avviso, rendono meno conveniente l’aumento dell’attività lavorativa. “Lavorare di più deve sempre convenire” ha spiegato.

Fisco, successioni e digital tax

Parallelamente, il ministro ha inserito nel suo schema di riforma anche un capitolo fiscale, promettendo alleggerimenti per il 95% dei lavoratori. Dall’altro lato, ha indicato nuove possibili fonti di gettito, segnalando una strategia che intende combinare riduzioni selettive e incremento di nuove fonti di gettito.

Tra i punti richiamati figura la riforma dell’imposta di successione, un tema molto caro ai socialdemocratici e allo stesso Klingbeil, che anche in questa circostanza ha ribadito che chi ha più mezzi deve contribuire di più. A questo si aggiunge il ritorno dell’idea di una digital tax, presentata come risposta al fatto che grandi piattaforme digitali accumulerebbero profitti miliardari senza versare un contributo fiscale proporzionato.

La linea dura contro la criminalità fiscale

Dentro lo stesso quadro si colloca anche il richiamo alla lotta contro l’evasione e la criminalità tributaria. Klingbeil ha adottato un registro particolarmente rigido su questo punto.

Disprezzo la criminalità fiscale” ha dichiaeato Klingbeil, sostenendo che chi si arricchisce a spese della collettività dovrà confrontarsi con “il pugno duro delle autorità doganali e della giustizia tedesca”.

Un’agenda che mette al centro il ruolo dell’Europa

L’intervento del vicecancelliere, insomma, mostra un approccio che punta a rafforzare la Germania all’interno di un’Europa più “protettiva“, con dazi mirati e vincoli industriali per operatori stranieri, e attraverso una strategia che unisca rilancio delle rinnovabili, incentivi al lavoro e pressione fiscale redistribuita.

Politicamente, inoltre, la Germania secondo Klingbeil dovrà decidere da sola il proprio futuro, senza più dipendere dall’influenza, e tantomeno dalle pressioni, delle potenze straniere.

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