AperturaPoliticaPolitica Tedesca

Bufera su Merz: violenza digitale “colpa degli immigrati”

Il tema della violenza digitale, sulla scia dell’ormai noto caso Fernandes, è arrivato anche al Parlamento tedesco, producendo una delle sessioni più turbolente della legislatura in corso. A fare scalpore è stato un commento del cancelliere Friedrich Merz (CDU), il quale, spinto a prendere posizione sul tema, ha attribuito alle persone migranti la responsabilità della crescita dei reati violenti in Germania. “Stiamo assistendo a un’esplosione della violenza nella nostra società, sia nello spazio analogico che in quello digitale”, ha dichiarato il cancelliere, aggiungendo che “una parte considerevole di questa violenza proviene dai gruppi di immigrati nella Repubblica Federale di Germania”.

Le sue parole sono state accolte da interruzioni indignate provenienti soprattutto dall’emisfero sinistro dell’aula.

La newsletter del Mitte!

Notizie, novità, eventi dalla Germania

Il caso Fernandes e il problema della violenza digitale in Germania

Le dichiarazioni del cancelliere facevano parte della sua risposta alla domanda di una deputata sui piani del governo proprio in materia di violenza digitale. Merz ha respinto le accuse di disinteresse verso il fenomeno, precisando che “Non sono solo le donne in questo Paese a discutere e parlare di questo tema, ma anche molti uomini — e io ne faccio parte”.

Il cancelliere ha anche richiamato i provvedimenti già avviati dal suo gabinetto sul fronte della sorveglianza elettronica,  per questo tipo di reati e ha ricordato che è in fase di coordinamento tra i ministeri un disegno di legge sulla conservazione degli indirizzi IP, strumento pensato per agevolare il perseguimento penale di chi diffonde o trasmette contenuti vietati in rete. La presentazione al Consiglio dei ministri è attesa già per il mese di aprile. Alla domanda se queste iniziative siano sufficienti, Merz ha risposto senza esitazione: “Quasi certamente no”.

Nessuna delle sue dichiarazioni successive al riferimento ai migranti, tuttavia, è servita a placare le reazioni indignate in aula, che si sono poi estese anche allo spazio dei media e a quello del dibattito pubblico sui social. In rete, il cancelliere è accusato di tradire posizioni razziste e di cercare di strumentalizzare questo tema per fomentare odio e diffidenza verso le persone migranti, nonostante il caso che ha fatto esplodere il dibattito veda un uomo bianco e tedesco accusato di violenza digitale ai danni di una donna razzializzata.

Lo scontro con il gruppo parlamentare dei Verdi

Il confronto più aspro si è consumato con i deputati dei Verdi. Robin Wagener ha rivolto al cancelliere una critica diretta: “Come uomo, signor Cancelliere, mi vergogno di quanta poca empatia e chiara determinazione lei esprima di fronte alla palese violenza sessualizzata”. Merz ha definito l’osservazione “diffamatoria”.

Particolarmente teso lo scambio con la deputata Lena Gumnior, che aveva rimproverato al cancelliere un silenzio troppo prolungato sulla violenza digitale contro le donne. Merz ha replicato ricordando che, nella scorsa legislatura, l’Unione aveva reso possibile, come gruppo di opposizione, una legge sulla protezione dalla violenza, dopo la caduta del governo precedente. Poi, rivolgendosi alla deputata trentreenne eletta nel 2025, ha aggiunto: “Non so da quanto tempo lei faccia parte del Bundestag tedesco”. La frase ha suscitato mormorii e ulteriori interruzioni dall’aula.

Gumnior ha risposto con fermezza: “Il nostro impegno per la protezione delle donne dalla violenza, per fortuna, non dipende dalla nostra presenza e dalla durata del nostro mandato in Parlamento”. Ha definito “scandalosa” la condizione di milioni di donne in Germania vittime di violenza sessuale digitalizzata. In una dichiarazione rilasciata per iscritto al termine della seduta, Gumnior ha esteso le sue critiche. Ha accusato Merz di mettere in discussione la sua competenza “perché sono una giovane deputata” e, al contempo, di ridimensionare la sofferenza delle donne colpite. “Questo non è solo vile, ma anche estremamente pericoloso per le persone colpite”, ha scritto la deputata.

Articoli Correlati