Deepfake porno in Germania: dopo il caso Fernandes il governo si attiva per renderlo punibile
In Germania da giorni si parla del caso di Collien Fernandes, attrice, conduttrice e autrice tedesca che ha denunciato di essere stata oggetto di deepfake porno non consensuali, sia foto che video, che da anni circolerebbero online.
La vicenda, riportata da Der Spiegel, che a Fernandes ha dedicato la copertina, ha stimolato una risposta diretta del governo federale sulla regolamentazione della violenza digitale, che al momento presenta diverse lacune normative.
Caso Fernandes e deepfake porno: l’intervento della ministra della Giustizia
La ministra federale della Giustizia, Stefanie Hubig (SPD), ha annunciato l’intenzione di colmare tali lacune normative esistenti.
“Voglio assicurarmi che la produzione e la diffusione di deepfake pornografici siano punibili, così da avere una base giuridica chiara”, ha dichiarato la ministra, rilanciando anche il tema della riforma del diritto penale informatico già prevista nel contratto di coalizione, con particolare attenzione proprio alla violenza sessuale basata su immagini e ai deepfake.
Al momento, nel diritto penale tedesco, la produzione e diffusione di deepfake porno non consensuali non è esplicitamente disciplinata e la relativa tutela si applica utilizzando le norme esistenti che disciplinano l’ingiuria (§185 StGB), la violazione della sfera privata (§201a StGB) o il diritto all’immagine (§22 KUG), ma appare sempre più chiara la necessità di una disciplina specifica aggiornata per un fenomeno presente con caratteristiche uniche.
Meccanismi e diffusione dei deepfake porno
La pornografia deepfake utilizza l’intelligenza artificiale per inserire volti e corpi reali in immagini o video pornografici, o per generare contenuti sessuali interamente artificiali. In alcuni contesti la manipolazione può avvenire con il consenso dei soggetti rappresentati (nell’industria cinematografica, porno e non, ad esempio). Tuttavia, ci sono molti casi in cui il consenso manca e qui il potenziale danno che si può recare a una persona è immenso, perché contenuti di questo tipo possono sembrare incredibilmente realistici.
Con l’avvento del chatbot Grok, integrato direttamente in un social network, la creazione e diffusione di deepfake sessuali ha raggiunto una scala senza precedenti. Gli utenti possono infatti diffondere questi contenuti manipolati immediatamente su X, accelerando un processo di diffusione difficile da arginare. Anche quando account e contenuti vengono rimossi, infatti, screenshot e copie continuano a circolare.
Crescita del fenomeno e dati disponibili
Dati affidabili sulla diffusione complessiva dei deepfake pornografici non consensuali sono limitati. Stime del 2023 indicano circa 100.000 video deepfake online, di cui il 96% a contenuto pornografico secondo la società Sensity. Secondo la società Views4You, tra il 2022 e il 2023 si è registrato un incremento del 464%, evidenziando una tendenza in crescita negli ultimi anni.
Quasi tutte le vittime identificate sono donne, spesso con profilo pubblico come attrici, ricercatrici o politiche. Gli esperti parlano di una forma di violenza digitale con marcata dimensione di genere e non è difficile immaginare come questo strumento possa diventare anche uno strumento per intimidire o punire donne considerate “scomode”.




