Germania: approvato il pacchetto di misure contro il caro-carburanti

Dall’inizio delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, avviate alla fine di febbraio, i prezzi dei carburanti in Germania hanno registrato un’impennata superiore a quella osservata nella maggior parte degli altri paesi europei. L’instabilità sui mercati energetici ha spinto il governo tedesco ad adottare alcune contromisure sul fronte interno. Il Bundestag ha infatti approvato un primo pacchetto di interventi già preannunciati nei giorni scorsi, mirati a contenere i rincari nelle stazioni di servizio. Il provvedimento contro il caro carburanti sarà ora sottoposto al Bundesrat per l’approvazione definitiva, attesa venerdì. L’entrata in vigore è prevista entro l’inizio di aprile, con riesame dei suoi effetti dopo dodici mesi.
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Cosa prevede il pacchetto approvato dal Bundestag contro il caro carburanti
Un solo aumento al giorno, alle 12:00
La misura più immediata riguarda la frequenza con cui le stazioni di servizio possono ritoccare i prezzi verso l’alto. Per un periodo limitato, gli incrementi saranno consentiti una sola volta nell’arco della giornata, a mezzogiorno, così da evitare ritocchi continui che possano disorientare i consumatori. Le riduzioni, al contrario, restano possibili in qualsiasi momento. Le violazioni comporteranno sanzioni fino a 100.000 euro.
Antitrust più incisivo e inversione dell’onere della prova
Sul fronte della concorrenza, la normativa antitrust subirà un inasprimento volto a garantire maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi. In presenza di rincari consistenti, l’onere della prova si sposterà sulle imprese petrolifere, tenute a dimostrare la giustificazione oggettiva dei loro aumenti. L’Autorità garante della concorrenza acquisirà inoltre poteri di intervento rapido per verificare e bloccare i rincari all’ingrosso.
Il provvedimento ha ottenuto il sostegno dei gruppi della coalizione di governo, CDU/CSU ed SPD, ai quali si sono aggiunti i Verdi. Die Linke e AfD hanno invece votato contro.
Le critiche: un provvedimento dall’efficacia incerta
Le riserve sul pacchetto non mancano, e provengono da direzioni politiche differenti. AfD, principale forza di opposizione, ha contestato l’impianto complessivo della misura, ritenendola un intervento di facciata privo di effetti reali sui prezzi. I Verdi hanno sollevato una questione di ordine strutturale: anziché ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, il governo federale la consoliderebbe ulteriormente. Die Linke ha avanzato una proposta alternativa, chiedendo un sussidio una tantum di 150 euro per tutti i cittadini a fronte della crisi energetica.
Si valutano ulteriori interventi
Il dibattito interno alla maggioranza non si esaurisce con il pacchetto approvato. Tra le ipotesi circolanti figurano una riduzione dell’IVA applicata alle stazioni di servizio, un’imposta sugli extraprofitti delle società energetiche, un tetto massimo ai prezzi e una diminuzione del pedaggio per gli autocarri.
La ministra federale dell’Economia Katherina Reiche (CDU) si è detta disponibile a valutare un aumento temporaneo dell’indennità di pendolarismo, inquadrandola come un segnale concreto verso chi non può fare a meno dell’automobile. Sul tavolo c’è anche una possibile riduzione dell’imposta sull’energia elettrica a beneficio dell’intera platea dei contribuenti. Va ricordato che l’indennità forfettaria per i pendolari era già stata portata a 38 centesimi a partire dall’inizio dell’anno, estesa anche alle tratte brevi e riconosciuta indipendentemente dal mezzo di trasporto utilizzato per raggiungere il luogo di lavoro. Una settimana prima delle ultime dichiarazioni, la stessa Reiche aveva mantenuto un atteggiamento più prudente di fronte alle pressioni per nuovi sgravi.
Segnali di allentamento sul mercato dei carburanti
Intanto, i dati rilevati dall’ADAC segnalano una parziale inversione di tendenza. Il gasolio ha registrato cali significativi per due giorni consecutivi, mentre la benzina super è scesa per il terzo giorno di fila, con variazioni meno accentuate. L’incertezza legata all’evoluzione del conflitto rende difficile qualsiasi previsione sull’andamento futuro. I primi rilevamenti di giovedì mattina indicavano comunque una prosecuzione della fase di allentamento.




