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“Born to live in Berlin”: un crowdfunding per continuare a combattere la gentrificazione

Un nuovo documentario indipendente berlinese lancia una campagna di crowdfunding per continuare a raccontare la lotta contro la gentrificazione: parliamo di “Born to live in Berlin”, seguito del fortunatissimo “Born to die in Berlin“.

Come il primo film, anche questo secondo lavoro punta a documentare le storie di inquilini, attivisti e progetti abitativi che cercano di resistere alla pressione degli affitti, schierandosi apertamente contro la gentrificazione e puntando a far capire, anche a istituzioni e decisori pubblici, che gran parte della collettività avversa apertamente quanto sta accadendo a Berlino.

“Born to die in Berlin”, il seguito diretto di “Born to die in Berlin”

Come “Born to die in Berlin”, anche questo secondo documentario è diretto da Maurizio Spagliardi, scritto da Paola Guazzo e prodotto da Kreativerhof e Francesco Longo. La musica del trailer è della band Betty Poison.

Il primo documentario ha già ottenuto una notevole visibilità internazionale, affermandosi come una voce autorevole nel circuito indipendente: selezionato da Open Ddb, piattaforma indipendente sui temi sociali e urbani e acquisito dall’università UQAM di Montreal per la sua libreria studentesca, “Born to die in Berlin” conferma l’interesse culturale e accademico verso il tema trattato. Ed è nella stessa direzione che “Born to live in Berlin” vuole continuare a spingere.

Gentrificazione e quartieri simbolo

Berlino, come molte grandi città europee, affronta una forte pressione derivante dall’aumento degli affitti e dalla speculazione immobiliare. Quartieri storici e spazi culturali indipendenti rischiano di scomparire, mentre i prezzi aumentano in modo “dopato” e cancellano, più che ridisegnare, l’intero paesaggio urbano.

Uno dei simboli più efficaci di tutto questo è l’Amazon Tower, simbolo dell’ultracapitalismo e della gentrificazione, che troneggia fisicamente, ma anche simbolicamente, su Warschauer Straße e sul complesso del RAW Gelände, uno degli ultimi centri di quella creatività indipendente che ha costituito, per anni, l’identità culturale di Berlino.

Crowdfunding: sostenere un progetto indipendente e fare la differenza

L’importo minimo del crowdfunding copre solo i costi necessari e il controllo qualità: il team riceve solo un compenso simbolico e la regia lavora senza retribuzione. Il periodo di finanziamento parte dal 15 aprile 2026 e le riprese si concluderanno entro settembre 2026.

Sostenere questo progetto significa permettere al documentario di proseguire la sua missione: dare voce a chi resiste, documentare i cambiamenti urbani e stimolare il dibattito sulle politiche abitative. Ogni contributo rappresenta quindi un gesto concreto per sostenere un cinema indipendente, che racconta Berlino dal punto di vista di chi la vive e la difende.

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