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Crisi Volkswagen: nel 2025 utile quasi dimezzato. A rischio 50.000 posti di lavoro

L’utile netto del gruppo Volkswagen nel 2025 ha subito un vero e proprio crollo, passando da 12,4 miliardi di euro a 6,9 miliardi, con una flessione di circa il 44% rispetto all’anno precedente. La nota casa automobilistica ha reso noti i dati durante la consueta conferenza stampa annuale, tenutasi martedì mattina. In questa circostanza, il CEO Oliver Blume e il CFO Arno Antlitz hanno illustrato il bilancio, evidenziando i fattori interni ed esterni che hanno pesato sui conti.

La presentazione di Volkswagen ha aperto una settimana dedicata ai risultati finanziari delle principali case automobilistiche tedesche. Nei prossimi giorni, anche Porsche AG e BMW presenteranno i propri bilanci annuali, completando l’analisi del settore e offrendo spunti per valutare l’andamento complessivo del mercato europeo e internazionale.

Volkswagen, utile dimezzato nel 2025: le cause

Secondo il CFO Arno Antlitz, a influire pesantemente sul crollo dell’utile netto è stata una combinazione di fattori: auto elettriche con margini più bassi, dazi statunitensi, concorrenza cinese e “le attuali misure di ristrutturazione”.

A queste difficoltà si sommano problemi legati ai marchi Audi e Porsche, un tempo considerati “booster” di redditività, ma incapaci, oggi, di garantire i livelli di profitto passati. Tutte dinamiche che hanno contribuito a rendere il 2025 un vero e proprio anno nero, per il grande gruppo automobilistico con sede a Wolfsburg.

Prevista una riduzione del personale: 50.000 posti di lavoro entro il 2030

In una comunicazione agli azionisti, il consiglio di amministrazione ha inoltre annunciato che a causa della crisi, il gruppo prevede di eliminare circa 50.000 posti di lavoro in Germania entro il 2030. Al momento, tuttavia, i licenziamenti per motivi aziendali restano esclusi.

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