Chiude la storica fabbrica Playmobil in Baviera: 350 posti di lavoro a rischio

I Playmobil sono uno dei giocattoli più amati da generazioni di bambini e, fino allo scorso anno, sono stati prodotti in Germania da un’azienda tedesca. Il gruppo Horst-Brandstätter ha comunicato però all’inizio di febbraio la decisione di chiudere lo stabilimento situato a Dietenhofen, nel distretto di Ansbach, in Baviera. La struttura, che impiegava 350 lavoratori, era l’ultimo sito produttivo attivo del marchio sul territorio tedesco. L’azienda prevede il completamento del trasferimento della produzione verso altre sedi del gruppo entro la fine di giugno.
Nello stabilimento bavarese venivano realizzati proprio i celebri omini Playmobil, elementi distintivi della gamma di giocattoli del brand.
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La produzione verrà spostata altrove
L’incremento dei costi di produzione in Germania sarebbe stato il fattore determinante nella scelta di chiudere la fabbrica. Secondo quanto comunicato dal gruppo, il riorientamento strategico mira a ottimizzare le sinergie tra le diverse unità produttive, ovvero, ad abbassare i costi. La ristrutturazione si inserisce in una situazione di crisi dell’azienda, che ha visto il progressivo esaurimento delle riserve finanziarie accumulate dal fondatore Horst Brandstätter.
La direzione ha informato i dipendenti attraverso un’assemblea straordinaria, annunciando contestualmente i licenziamenti conseguenti. Resteranno invece aperte le sedi dedicate alla logistica a Herrieden e all’amministrazione a Zirndorf.
I sindacati accusano l’azienda di scarsa trasparenza
Il sindacato IGBCE ha espresso una condanna netta della decisione aziendale. Maximilian Krippner, segretario sindacale, ha affermato che i dipendenti si trovano a pagare le conseguenze di una gestione inadeguata protrattasi negli anni. Secondo Krippner, la chiusura equivale alla cessazione definitiva della manifattura di giocattoli Playmobil in territorio tedesco.
Il rappresentante sindacale ha sottolineato che il gruppo aveva esplicitamente escluso questa possibilità durante le precedenti fasi di ristrutturazione. Da nove mesi, sostiene Krippner, l’azienda avrebbe evitato di fornire risposte concrete sullo stabilimento di Dietenhofen. La comunicazione ai lavoratori sarebbe avvenuta con tempistiche ridotte rispetto all’assemblea, circostanza definita dal sindacato come “enorme scandalo”.
Che cosa succederà ai lavoratori della fabbrica Playmobil?
L’IGBCE e il comitato aziendale hanno dichiarato l’intenzione di contestare la decisione del gruppo. Krippner ha evidenziato che i rapporti conflittuali con i rappresentanti dei lavoratori hanno eroso la fiducia residua nei confronti della dirigenza. Il sindacato richiede l’apertura di un tavolo negoziale dedicato alle prospettive della produzione Playmobil sul territorio tedesco.
La chiusura dello stabilimento di Dietenhofen è un momento storico, in senso negativo, nella storia industriale del marchio, con implicazioni dirette per centinaia di lavoratori e per il tessuto economico locale. I sindacati sperano di poter individuare possibili alternative alla cessazione completa dell’attività manifatturiera in Germania.





