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Molestie sessuali: la Germania è il fanalino di coda d’Europa nella protezione delle vittime

L’Ufficio federale antidiscriminazione tedesco ha condotto un’indagine sulle tutele giuridiche disponibili nei vari Stati membri dell’UE contro le molestie sessuali e i risultati sono tutt’altro che incoraggianti. L’esito posiziona la Germania all’ultimo posto fra i Paesi dell’Unione Europea. A differenza di quanto avviene nelle altre nazioni analizzate, infatti, lo Stato tedesco limita l’intervento giuridico sotto forma di divieto di molestie sessuali esclusivamente al contesto professionale, lasciando scoperte numerose situazioni della vita quotidiana.

In Germania manca la tutela contro le molestie sessuali in moltissimi ambiti

La legislazione vigente negli altri paesi europei estende il divieto di molestie sessuali almeno alla fornitura di beni e servizi. Questo approdo normativo garantisce copertura in settori quali assistenza sanitaria, locazione abitativa e fruizione di servizi culturali. Diversi Stati hanno inoltre introdotto disposizioni protettive nel comparto pubblico, includendo specificamente il sistema educativo.

L’indagine documenta come tutti i paesi coinvolti abbiano inserito il divieto di molestie sessuali sia nel diritto civile generale sia in quello del lavoro. Tale doppio binario legislativo assicura una rete di protezione più capillare rispetto al modello tedesco, che si limita alla seconda opzione.

Che cosa prevede la legge tedesca

Sul posto di lavoro, chi subisce molestie sotto forma di gesti, osservazioni inappropriate o commenti di natura sessuale può richiedere risarcimenti o indennizzi. Il datore di lavoro è tenuto a intervenire per far cessare tali condotte. Molto diverso è il quadro in contesti extra lavorativi, come possono essere quelli dei rapporti fra padrone di casa e affittuario o quelli che si instaurano in una struttura sportiva: le vittime, in situazioni come queste, non avrebbero praticamente nessuno strumento per difendersi.

C’è urgente bisogno di una riforma

Ferda Ataman, responsabile dell’agenzia  federale contro le discriminazioni, ha sottolineato come le molestie sessuali costituiscano una discriminazione da cui occorre garantire maggiore protezione, particolarmente alle donne, e ha richiamato l’impegno governativo a riformare la legge generale sulla parità di trattamento, auspicando l’inclusione di tutele più estese nel mercato immobiliare, nelle strutture sportive e nelle autoscuole.

Dal Ministero della Giustizia giunge conferma che comportamenti molesti basati su squilibri di potere possono già configurare reati. Secondo la portavoce ministeriale, tuttavia, alcuni casi richiedono interventi legislativi specifici. L’accordo di coalizione tra CDU, CSU e SPD contempla il rafforzamento delle protezioni antidiscriminazione. L’esecutivo sta valutando le modalità ottimali per implementare queste previsioni programmatiche.

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