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Arriva il patto climatico di Berlino: 13,8 miliardi per ridurre le emissioni

Ventidue aziende di proprietà statale a Berlino destineranno circa 13,8 miliardi di euro alla protezione del clima da qui al 2030. L’accordo, siglato presso il Municipio Rosso, coinvolge realtà diverse: dalle società idriche alla holding immobiliare della capitale tedesca. A queste risorse si aggiungono 2,3 miliardi di euro messi a disposizione dal Senato nero-rosso per sostenere il cosiddetto patto climatico.

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Obiettivi di riduzione delle emissioni secondo la normativa vigente

La legislazione berlinese sulla protezione del clima e la transizione energetica stabilisce traguardi precisi: abbattere le emissioni di anidride carbonica del 70% entro il 2030 e del 95% entro il 2045, prendendo come riferimento i livelli del 1990: si parla di ridurre 7,2 milioni di tonnellate di CO2 nel giro di sei anni.

Secondo il sindaco Kai Wegner (CDU), si tratta di un pacchetto di misure senza precedenti nella storia della città. Il patto rappresenta un impegno verso una Berlino sostenibile, ha dichiarato durante la cerimonia di firma.

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Franziska Giffey, sindaca di Berlino (SPD), e Kai Wegner, leader della CDU Berlino, si stringono la mano prima dell’inizio dei colloqui di coalizione presso il campus EUREF di Berlino, Germania, 09 marzo 2023. Foto: EPA-EFE/CLEMENS BILAN

Il settore energetico al centro della trasformazione

Il comparto soggetto alle modifiche più significative dovrebbe essere quello energetico. La Berliner Energie und Wärme (BEN), una delle 22 aziende coinvolte, genera il 25% delle emissioni totali di CO2 della capitale ed è quindi un elemento chiave nel raggiungimento degli obiettivi del patto climatico.

Gli investimenti promessi dal Senato riguarderanno centrali elettriche, pompe di calore, utilizzo del calore proveniente dalle acque reflue e centrali termiche alimentate a biomassa. La BEN dovrà tagliare circa 2,3 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2030, dimezzando i livelli attuali.

Inoltre, il consumo di elettricità nella capitale tedesca aumenterà significativamente nei prossimi anni. Gli investimenti nell’ampliamento della rete elettrica saliranno dai 300 milioni di euro annui del passato a 600 milioni quest’anno. Il taglio delle emissioni dovrebbe essere favorito dall’installazione di un numero maggiore di impianti fotovoltaici e dalla diffusione della mobilità elettrica.

Le critiche di BUND al patto climatico

L’Associazione per la protezione dell’ambiente e della natura di Berlino (BUND) contesta l’assenza di una politica vincolante per la protezione del clima nel suo insieme. L’organizzazione richiede linee guida precise per la transizione termica e una priorità effettiva nella politica dei trasporti, con uno spostamento dal traffico automobilistico individuale, ma, soprattutto, chiede che gli impegni del Senato di Berlino in tal senso siano obblighi effettivamente applicabili, più che buone intenzioni.

I Verdi hanno evidenziato una discrasia fra le intenzioni espresse dal patto climatico e i tagli recenti ai fondi destinati alla protezione del clima, in particolare nel comparto edilizio e rispetto alla transizione verso forme di mobilità sostenibile.

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