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Neukölln: bloccati gli affitti temporanei di 15 mini stanze. 600 euro al mese per 6 metri quadri

L’amministrazione locale ha emesso un divieto nei confronti del titolare di un immobile situato in Hermannstraße, nel distretto berlinese di Neukölln. Secondo quanto comunicato giovedì dall’ufficio distrettuale, il provvedimento riguarda 15 unità abitative che venivano affittate esclusivamente con contratti a termine. La notizia, diffusa inizialmente dalla RBB, segna un punto di svolta: per la prima volta viene vietato in modo generale l’utilizzo di contratti di “alloggio temporaneo” in un intero edificio. Il proprietario ha presentato ricorso contro l’ordinanza, secondo le informazioni fornite dall’amministrazione. Diversi appartamenti nel popolare quartiere di Berlino erano stati frazionati in mini stanze, poi concessi in locazione per periodi limitati, a prezzi altissimi perfino per il mercato degli affitti a Berlino.

600 € al mese per 6 metri quadrati

Cinque unità abitative risultano essere state suddivise dal proprietario in ambienti dalle dimensioni ridotte, comprese tra sei e undici metri quadrati. Gli inquilini hanno riferito alla RBB che queste mini stanze, in una delle strade più frequentate di Berlino, venivano affittate prevalentemente a studenti stranieri a cifre comprese fra i 600 e i 660 euro mensili.

Interi appartamenti oppure singole camere venivano concessi con contratti dalla durata massima di dodici mesi, applicando tariffe ben superiori quelle di mercato. L’edificio si trova in una zona sottoposta a vincoli di protezione, circostanza che avrebbe richiesto l’approvazione preventiva per qualsiasi modifica alla planimetria originaria.

Il proprietario non potrà continuare ad affittare le mini stanze a Berlino

L’amministrazione ha imposto la demolizione delle modifiche apportate alle cinque unità frazionate, poiché queste risultavano essere tutte abusive. Il proprietario dovrà ricondurre gli appartamenti alla configurazione iniziale. Jochen Biedermann, assessore all’edilizia del partito Verdi, ha evidenziato come la trasformazione di abitazioni regolari in modelli di alloggio temporaneo sia diventata negli ultimi anni un’attività economicamente vantaggiosa, alimentata dalla crisi abitativa. Oltre al divieto di affitto temporaneo, l’ufficio ha emanato regolamenti di utilizzo per tutte le 15 unità. Tuttavia, l’operazione è stata gestita nell’interesse degli inquilini, che non rischieranno di essere sfrattati anzitempo perché gli appartamenti possano essere riportati allo stato originale. Il termine per il ripristino decorrerà dalla scadenza dell’ultimo contratto a tempo determinato attualmente in essere. 

Al proprietario viene invece interdetta la possibilità di rinnovare i contratti o di concedere nuovamente in locazione camere e appartamenti al termine degli accordi esistenti.

Possibili ripercussioni giuridiche a livello cittadino

Secondo Biedermann, il caso potrebbe costituire un precedente per l’intera capitale. Il Senato berlinese aveva recentemente annunciato un divieto generale per questo modello di locazione nelle zone protette. Una perizia commissionata dalla società “Wunderflats” – che gestisce affitti di appartamenti ammobiliati per brevi periodi in diverse aree della città – e redatta dal costituzionalista Ulrich Battis sostiene però l’incostituzionalità del divieto previsto. Analogamente a quanto accaduto con il tetto agli affitti di qualche anno fa, poi dichiarato illegittimo, la Città-Stato di Berlino non disporrebbe della competenza normativa necessaria per questo tipo di azione, che potrebbe spettare, invece, all’autorità federale.

Qualora la controversia attuale approdi in tribunale, potrebbero emergere indicazioni vincolanti tanto per i distretti quanto per i proprietari immobiliari. 

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La piaga degli affitti a tempo determinato

Da diversi anni Neukölln adotta strumenti molteplici per contenere il fenomeno degli alloggi ammobiliati temporanei. Nel 2024 il distretto ha ottenuto una conferma giudiziaria: il Tribunale amministrativo superiore ha vietato a una società immobiliare di trasformare un bilocale in un appartamento di cinque vani.

La motivazione della sentenza ha recepito l’argomentazione dell’ufficio distrettuale, riconoscendo la modifica della planimetria come misura potenzialmente idonea a provocare l’espulsione della popolazione residente. Il regolamento di tutela dell’ambiente sociale mira a impedire ristrutturazioni costose seguite da locazioni a canoni insostenibili per la popolazione locale. Dal maggio 2025, inoltre, il distretto vieta la realizzazione di mini-appartamenti destinati ad affitti brevi nei nuovi edifici.

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