Smantellata la più grande rete europea di produzione di droghe sintetiche. Sequestrate oltre 3.5 tonnellate di sostanze
Un’inchiesta durata oltre dodici mesi ha portato allo smantellamento di una delle maggiori reti di approvvigionamento per i produttori di droghe sintetiche in Europa. L’operazione, alla quale è stato assegnato il nome di “Fabryka“, è stata coordinata da Europol e ha interessato sei nazioni, determinando il sequestro di quantitativi ingenti di sostanze, lo smantellamento di numerosi laboratori, alcuni dei quali si trovavano in Germania, e l’arresto di decine di individui coinvolti nella filiera produttiva.
Un’operazione internazionale
L’autorità investigativa europea con sede all’Aia ha coordinato l’intervento che ha visto la collaborazione di forze dell’ordine polacche, tedesche, olandesi, belghe, ceche e spagnole. Nel complesso sono stati individuati e chiusi 24 laboratori professionali di grandi dimensioni distribuiti sul territorio europeo. Le autorità hanno inoltre localizzato 16 depositi utilizzati per lo stoccaggio temporaneo di sostanze chimiche destinate alla produzione di stupefacenti.
Il bilancio complessivo documenta il sequestro di oltre 3,5 tonnellate di droghe sintetiche già prodotte. Parallelamente, gli investigatori hanno intercettato circa 1000 tonnellate di precursori chimici che, secondo le valutazioni tecniche, avrebbero consentito la sintesi di approssimativamente 300 tonnellate di MDMA e anfetamina. Le operazioni hanno portato all’arresto di 85 persone e al sequestro di mezzo milione di euro in contanti.

Fonte: LKA
Un gruppo criminale polacco al centro delle indagini
Gli agenti antidroga di Breslavia hanno identificato un’organizzazione polacca specializzata nell’importazione massiva di sostanze chimiche di base provenienti da India e Cina. A destare l’attenzione degli inquirenti è stato il fatto che il gruppo acquistasse quantitativi che eccedevano largamente le necessità della produzione farmaceutica legittima.
Il meccanismo operativo prevedeva il riconfezionamento dei composti chimici in lotti più piccoli, seguìto da un’etichettatura fraudolenta dei contenitori. Attraverso questa procedura, le sostanze venivano distribuite ai laboratori clandestini operanti in diversi stati membri dell’Unione Europea. Durante l’ultimo intervento coordinato del 16 gennaio, in Polonia sono state fermate 19 persone e perquisiti 50 edifici residenziali e commerciali tra Polonia, Belgio, Germania e Paesi Bassi.
Andy Kaag, responsabile del Centro di lotta alla criminalità organizzata grave presso Europol, ha qualificato l’operazione come un colpo significativo alle strutture criminali transnazionali.
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Operazione Nexus: il braccio tedesco dell’operazione antidroga
Sul territorio tedesco, le indagini condotte sotto la denominazione “Operazione Nexus” hanno coinvolto il gruppo investigativo congiunto antidroga di Osnabrück, formato da elementi dell’ufficio investigativo doganale di Hannover e dell’ispettorato criminale centrale cittadino.
Nella seconda metà del 2025, gli investigatori hanno smantellato sei impianti clandestini localizzati in Schleswig-Holstein (Quickborn e Kummerfeld), Bassa Sassonia (Wolfenbüttel), Brandeburgo (Nauen) e Nord Reno-Westfalia (Kerpen, Hagen, Neunkirchen-Seelscheid). I laboratori tedeschi presentavano una capacità produttiva stimata in alcune decine di tonnellate di stupefacenti sintetici.
Le operazioni hanno determinato il sequestro di oltre 800 chili di droghe sintetiche e circa 175.000 litri di rifiuti chimici ad alta tossicità. Complessivamente, dogana e polizia hanno proceduto all’arresto di 46 persone sul territorio tedesco. Durante le perquisizioni conclusive del 16 gennaio a Papenburg (Bassa Sassonia) e nel distretto di Borken (Nord Reno-Westfalia), sono stati rinvenuti ulteriori 15.000 litri di rifiuti chimici e una piantagione professionale contenente circa 1350 piante di cannabis.
Tino Igelmann, capo dell’ufficio criminale doganale della direzione doganale di Colonia, ha evidenziato come la collaborazione tra dogana, polizia, procura e partner internazionali abbia reso possibile un risultato privo di precedenti per ampiezza. La complessità delle operazioni ha richiesto l’impiego di unità speciali della dogana e della polizia, insieme a squadre specializzate dei vigili del fuoco e dell’agenzia federale di soccorso tecnico, data la pericolosità estrema degli ambienti investigati.
Europol ha definito l’operazione Fabryka la più ampia indagine mai realizzata a livello europeo contro la produzione illegale di droghe sintetiche. L’individuazione iniziale dei precursori chimici ha innescato una serie di arresti e sequestri sia in Germania che negli altri paesi coinvolti, permettendo di interrompere una filiera che riforniva multiple organizzazioni criminali operanti sul continente.




