Germania: un’istruzione migliore farebbe crescere il PIL del 10%. Lo studio dell’Ifo

Un modello elaborato dall’Istituto Ifo di Monaco su commissione della Fondazione Bertelsmann ha tradotto in cifre concrete il potenziale economico di un sistema educativo più efficace rispetto a quello tedesco attuale. La Germania, secondo le proiezioni dei ricercatori, potrebbe generare diversi miliardi di euro di ricchezza aggiuntiva nel lungo periodo, attraverso il rafforzamento delle competenze di base degli studenti in tedesco e matematica.
Dirk Zorn, responsabile del settore istruzione presso la Fondazione Bertelsmann, ha evidenziato come il potenziamento delle abilità fondamentali di lettura, scrittura e calcolo tra i giovani si tradurrebbe in un incremento annuale della ricchezza nazionale. Secondo le proiezioni del modello, il prodotto interno lordo tedesco potrebbe registrare una crescita di 6,7 trilioni di euro entro il 2075 qualora si riuscisse a migliorare i risultati nelle due materie chiave.
Il declino delle prestazioni scolastiche: oltre un decennio di arretramento
Da più di dieci anni le performance degli studenti tedeschi mostrano una tendenza negativa. Matematica, scienze naturali, lettura: tutti gli ambiti registrano flessioni.
Dopo il cosiddetto “shock PISA” dei primi anni Duemila, i risultati avevano mostrato un recupero costante per circa un decennio. Nel 2019, tuttavia, la media dei test disponibili segnalava la perdita di circa il 60% dei progressi precedentemente conseguiti. Il periodo della pandemia, come già noto, ha poi accelerato ulteriormente questo deterioramento, facendo registrare un calo senza precedenti nelle prestazioni accademiche degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Lo studio PISA ha documentato una diminuzione in matematica equivalente a quanto gli studenti apprendono mediamente in un anno scolastico intero, il che vuol dire che gli studenti tedeschi, alla fine del proprio percorso, sono un anno indietro rispetto ai livelli di competenze che dovrebbero aver acquisito. Le prestazioni attuali sono persino inferiori al livello che aveva originato lo shock PISA iniziale.
Tre obiettivi formativi per invertire la rotta dell’istruzione in Germania
La proposta avanzata da tre ministre dell’istruzione di differenti schieramenti politici delinea obiettivi specifici, indicatori di riferimento e strategie operative. Il problema, in un sistema federale come la Germania, non sta solo nel superare le inevitabili divisioni partitiche che si frappongono a qualsiasi riforma, ma anche nel coordinare azioni che funzionino al di là dei confini regionali, tenendo presente che l’istruzione è uno degli ambiti nei quali i Länder hanno più autonomia, nonché nel fare scelte che possano rimanere costanti attraverso le legislature, per migliorare il sistema formativo tedesco sul lungo periodo.
Lo studio identifica tre traguardi concreti per tedesco e matematica. Primo: dimezzare la quota di studenti che non raggiunge i requisiti minimi nelle due discipline. Secondo: incrementare del 20% il numero di studenti che consegue o supera gli standard ordinari. Terzo: aumentare del 30% la percentuale di studenti che rientra nel gruppo di eccellenza.
Gli economisti della fondazione e dell’Istituto Ifo hanno simulato quale produzione economica aggiuntiva verrebbe generata nell’arco di vita di un bambino nato oggi – proiettando i calcoli su una vita di ottant’anni – qualora questi obiettivi fossero effettivamente raggiunti. Per la Germania, complessivamente, il valore di questi miglioramenti ammonta a quasi 21 miliardi di euro di PIL aggiuntivo, il che equivale a quasi cinque volte l’attuale PIL annuale e a circa il 10% del PIL attualizzato sull’intero arco temporale considerato.
Tutti i Länder tedeschi otterrebbero vantaggi considerevoli in termini di performance economica. Il Nord Reno-Westfalia: 4,9 miliardi di euro. Il Baden-Württemberg: 3,0 miliardi. La Baviera: 2,8 miliardi. Per i singoli Länder, il PIL aggiuntivo oscilla tra 3,5 e 7,6 volte il PIL attuale. I benefici maggiori spetterebbero ai territori con risultati scolastici attualmente più bassi – Brema e Berlino in particolare.
La proposta della Ministra Prien: investire nell’istruzione dell’infanzia
La ministra tedesca dell’istruzione Karin Prien (CDU) ha ribadito la centralità dell’istruzione per le prospettive del paese. Gli investimenti negli asili nido rappresentano una “questione cruciale per la Germania”, ha dichiarato al quotidiano F.A.Z. La tenuta dell’economia nazionale e, in misura crescente, della stessa democrazia dipenderebbero anche dai progressi nell’educazione della prima infanzia.
Prien ha sollecitato un intervento coordinato con i Länder sulle necessità di supporto in ambito linguistico, motorio e dello sviluppo socio-emotivo. Il miglioramento dell’istruzione, infatti, può consentire una partecipazione autonoma alla vita sociale, consolidare l’acquisizione di valori sociali collettivi e persino rispondere al desiderio di ampliare la comprensione del mondo. Ma le competenze di base esercitano anche un’influenza rilevante sul successo professionale individuale e sulla prosperità economica complessiva.
Lo studio è disponibile gratuitamente a questo link.




