Il crollo dell’istruzione tedesca: risultati disastrosi in matematica e scienze

L’Istituto indipendente per lo sviluppo della qualità nell’istruzione (IQB) ha pubblicato i dati del Bildungstrend, ovvero delle tendenze nel settore dell’istruzione per il 2024. Gli studenti tedeschi delle none classi (14 – 15 anni) hanno riportato risultati scolastici disastrosi in tutte le materie scientifiche, dimostrando competenze inferiori di 24 punti rispetto al 2018 in matematica, biologia, chimica e fisica. In termini di apprendimento, questo corrisponde a un arretramento medio di circa un anno.
Prima della diffusione ufficiale, alcuni membri della Conferenza dei Ministri dell’Istruzione avevano chiesto di rinviare la pubblicazione del rapporto senza fornire motivazioni specifiche. La richiesta è stata poi ritirata.
Risultati scolastici in calo in tutta la Germania
In matematica il 24% degli studenti non raggiunge gli standard minimi richiesti per il diploma di scuola media (MSA). In chimica la percentuale è uguale, al 25%. In fisica è il 16%, mentre in biologia il 10%. Per quanto riguarda invece lo standard di riferimento MSA, solo il 42% dei ragazzi di nona classe raggiunge questo livello in matematica. In chimica la percentuale è del 45%, in fisica del 57%, in biologia del 59%.
L’IQB segnala una “tendenza al ribasso a livello nazionale”. La percentuale di studenti sotto gli standard minimi è aumentata in tutti i Länder, con un incremento medio di nove punti percentuali in matematica.
Tra il 2012 e il 2018 i livelli di competenza erano rimasti sostanzialmente stabili. Il nuovo studio segna un’accelerazione del declino, con andamento paragonabile a quanto rilevato l’anno scorso nel rapporto sulla lingua tedesca. L’inglese rappresenta l’unica eccezione, poiché registra un miglioramento. Baviera, Sassonia e Schleswig-Holstein ottengono i migliori risultati in matematica. L’IQB riferisce di “risultati particolarmente scarsi” a Brema, in Assia e nel Nord Reno-Westfalia.
Nelle scienze naturali, Baviera, Sassonia, Baden-Württemberg, Schleswig-Holstein e Turingia si posizionano in testa. Berlino, Brema, Assia e Nord Reno-Westfalia sono agli ultimi posti. Per la prima volta il Baden-Württemberg torna a stare sopra la media nazionale in tutte le discipline testate.
Che cosa è successo alla scuola tedesca?
Petra Stanat, direttrice dell’IQB, identifica nella pandemia di coronavirus la causa principale del calo. Gli studenti sottoposti al test frequentavano la quinta classe durante il primo lockdown. Secondo il sondaggio condotto dall’IQB, la loro salute mentale, soprattutto quella delle ragazze, non ha ancora raggiunto i livelli pre-Covid. Un fenomeno simile è stato rilevato anche da altri studi internazionali. Il rapporto PISA dello scorso anno ha documentato cali significativi in molti paesi.
Nel caso dei risultati del rapporto PISA, si era tracciata anche una correlazione fra i risultati e l’aumento di studenti con background migratorio in Germania. Tra il 2018 e il 2024 la percentuale di studenti provenienti da famiglie di immigrati è aumentata di sette punti, raggiungendo il 40%. Questo incremento corrisponde a quanto registrato nel periodo precedente (2012-2018) ed è determinato quasi esclusivamente dall’arrivo di bambini e giovani immigrati di recente. Nel caso delle scienze, però, le differenze si assottigliano.
Sebbene i figli delle famiglie immigrate più di recente continuino a ottenere risultati inferiori alla media dei loro compagni, in termini assoluti, il calo delle competenze in matematica e scienze ha interessato l’intera popolazione scolastica, indipendentemente dal background migratorio o dallo status sociale.
L’istituto ha anche calcolato come sarebbero stati i risultati se la composizione studentesca fosse rimasta invariata dal 2018 e ha determinato che il trend negativo sarebbe rimasto invariato. Le differenze tra i Länder si sarebbero solo ridotte in funzione della percentuale di giovani migranti e dello status sociale medio delle loro famiglie.
Una tendenza di lunga durata
Il calo dei risultati non rappresenta un fenomeno isolato e non è neppure detto che la causa si possa individuare unicamente nella pandemia. La tendenza al ribasso, infatti, dura da più di un decennio, anche se ha accelerato il passo negli ultimi anni. Secondo Stanat, però, questo non significa che la situazione sia inevitabile. “La politica educativa fa la differenza”, afferma. Esempi come Amburgo, dove è stato perseguito uno sviluppo scolastico coerente da molti anni, o il Baden-Württemberg, che ha intrapreso la stessa strada, dimostrano che i risultati possono migliorare.
Dopo la diffusione dei dati, i ministri dell’istruzione hanno annunciato una serie di misure. Christine Streichert-Clivot (SPD), ministra dell’istruzione del Saarland, sottolinea che l’insegnamento in presenza funziona e che i programmi saranno efficaci. Cita investimenti nella formazione degli insegnanti, nel sostegno mirato e in progetti specifici come QuaMath per lo sviluppo dell’insegnamento della matematica e StarS per il passaggio alla scuola elementare. Anche il nuovo programma Startchancen è stato presentato come strumento decisivo per migliorare le opportunità educative.
Dorothee Feller (CDU), ministra dell’istruzione del Nord Reno-Westfalia, definisce i risultati “insoddisfacenti” e sottolinea che i cali hanno interessato tutti i Länder. Secondo Feller le cause sono molteplici: dalla pandemia alle guerre, dalla migrazione ai social media. I Länder hanno già reagito con misure per uno sviluppo della qualità basato sui dati e un sostegno mirato alle scuole svantaggiate. “La politica scolastica è e rimane una maratona, non uno sprint”, afferma.



