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Il leader del BSW De Masi cita in giudizio von der Leyen: “Si crede Luigi XIV”

L’eurodeputato Fabio De Masi (BSW) ha avviato un’azione legale contro la Commissione UE presieduta da Ursula von der Leyen, appellandosi alla Corte di giustizia dell’Unione.

Al centro del ricorso, le risposte fornite da von der Leyen a un’interrogazione parlamentare sui suoi contatti con l’industria degli armamenti, ritenute da De Masi tardive e insufficienti. La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa tedesca dpa, che dichiara di aver preso visione dell’atto di citazione.

De Masi: “Von der Leyen” non ha fornito risposte adeguate

Secondo quanto dichiarato dal co-leader del partito fondato da Sahra Wagenknecht, l’obiettivo dell’iniziativa è ottenere una pronuncia che rafforzi i diritti informativi del Parlamento europeo nei confronti della Commissione UE, necessari per garantirne il controllo democratico.

In qualità di eurodeputato, De Masi sostiene inoltre che la presidente della Commissione avrebbe violato l’obbligo previsto dai Trattati UE di rispondere alle interrogazioni parlamentari. L’azione legale non è rivolta personalmente contro Ursula von der Leyen, ma contro la Commissione europea come istituzione.

Le critiche sulla gestione e i precedenti citati

In dichiarazioni rilasciate al quotidiano Berliner Zeitung, De Masi ha collegato la vicenda a precedenti episodi che, a suo giudizio, sollevano dubbi sulla gestione amministrativa della Commissione. “Dalla rete opaca degli appalti della Bundeswehr fino all’affaire Pfizer, la signora von der Leyen è più volte emersa per cattiva gestione e cancellazione di documenti. C’è stata persino una sentenza di un tribunale europeo contro la presidente della Commissione UE” ha commentato De Masi.

Su quest’ultimo punto, esiste un precedente giudiziario: lo scorso anno un tribunale dell’Unione europea ha stabilito che la Commissione dovesse rendere pubblici i messaggi di testo scambiati tra von der Leyen e l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, durante la pandemia di Covid-19.

La richiesta sui contatti con l’industria degli armamenti

La controversia che oggi Vede De Masi appellarsi alla Corte di Giustizia nasce invece da una richiesta formale presentata dall’eurodeputato nel marzo 2025. De Masi aveva domandato informazioni dettagliate su tutti i contatti intercorsi tra Ursula von der Leyen e i produttori di armamenti dalla metà del 2024 in poi, includendo incontri, telefonate, videoconferenze, e-mail e scambi di lettere.

La risposta della Commissione è arrivata nell’ottobre 2025. Per De Masi, troppo tardi e in termini eccessivamente generici. Secondo quanto riferito, la presidente della Commissione avrebbe inizialmente evitato di rispondere per mesi, fornendo poi chiarimenti solo dopo ripetuti solleciti della presidente del Parlamento europeo.

Il riferimento a “Luigi XIV” e la risposta della Commissione Europea

Nel commentare la vicenda, il co-leader del BSW ha usato toni duri, affermando che “la signora von der Leyen si crede Luigi XIV”, in riferimento al senso di grandeur del sovrano francese passato alla storia come “Re Sole”.

Un portavoce della Commissione UE ha replicato che l’istituzione “non condivide affatto l’interpretazione giuridica del signor De Masi”. Allo stesso tempo, ha riconosciuto che il parlamentare ha pieno diritto di chiedere una verifica giudiziaria di una decisione amministrativa che non lo soddisfi.

La questione passa ora all’esame della Corte di giustizia dell’Unione europea, chiamata a valutare il rispetto degli obblighi informativi della Commissione nei confronti del Parlamento.

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