Il cittadino somalo che fermò l’attentatore di Aschaffenburg sarà espulso. Potrebbe arrivare in Italia
Quando, a gennaio 2025, un uomo si era avventato, armato di coltello, sui bambini di un asilo nel parco Schöntal, nella cittadina bavarese di Aschaffenburg, era stato fondamentale l’intervento di un cittadino somalo, che lo aveva inseguito e bloccato. Quel gesto di coraggio civile gli era valso, a maggio, la medaglia di San Cristoforo, ricevuta dalle mani del primo ministro bavarese Markus Söder (CSU). Il Ministero dell’Interno definì il suo comportamento “eccezionale”, sottolineando come avesse dato prova di “determinazione e coraggio” davanti a un atto di violenza terrificante. Ora, però, l’uomo si trova ad affrontare un provvedimento di espulsione dalla Germania e la sua destinazione potrebbe essere l’Italia.
Le motivazioni sono molteplici. L’autorità ha specificato che il richiedente asilo, pur disponendo di un permesso di lavoro valido, non ha mai intrapreso un’attività lavorativa autorizzata né presentato nuove richieste in tal senso. Un altro elemento pesa sulla bilancia: l’uomo ha dei precedenti penali. Il governo regionale ha comunicato che, senza un’occupazione stabile, mancano le prospettive per una permanenza duratura sul territorio tedesco. La capacità di provvedere autonomamente al proprio sostentamento rappresenta infatti il criterio fondamentale per l’ottenimento di un permesso di soggiorno.
Il permesso di soggiorno era stato esteso perché l’uomo era un testimone importante nel processo
Versione completamente diversa quella fornita dal diretto interessato. Il Main-Echo ha riportato le sue dichiarazioni, nelle quali nega categoricamente di non aver cercato lavoro. “Le autorità mentono”, ha affermato.
Dopo l’aggressione mortale perpetrata dall’afgano contro bambini e passanti nel parco, il somalo aveva ottenuto un permesso di soggiorno temporaneo. Sarebbe però sbagliato pensare che si sia trattato di un “premio” per il suo coraggio: la scelta aveva a che fare principalmente con il fatto che l’uomo era considerato un testimone chiave nelle indagini contro l’autore del crimine. Il processo si è ora concluso presso il tribunale regionale di Aschaffenburg e l’aggressore, un rifugiato con gravissimi disturbi psichiatrici, è stato internato in un ospedale psichiatrico giudiziario a tempo indeterminato.
Perché il cittadino somalo che ha bloccato l’attentatore di Aschaffenburg deve lasciare la Germania
Il permesso temporaneo che era stato concesso all’uomo si chiama, in tedesco, “Duldung”, che si può tradurre in italiano come “tolleranza”, da intendersi in questo caso come “permanenza tollerata” e costituisce uno status particolare. Si tratta di una condizione di soggiorno temporaneo riservata agli stranieri sottoposti all’obbligo di rimpatrio che, per ragioni specifiche (per esempio perché devono testimoniare in un processo), non possono essere immediatamente espulsi. Non equivale a un permesso di soggiorno vero e proprio, bensì a una sospensione provvisoria dell’espulsione.
Questi permessi vengono concessi con scadenze definite e in qualche caso possono essere rinnovati, anche a tempo indeterminato.
La prima destinazione europa dell’uomo era l’Italia
La domanda di asilo del somalo era già stata respinta a maggio 2024. Ben prima degli eventi di Aschaffenburg del gennaio successivo. Anche il ricorso presentato contro il diniego non aveva avuto esito favorevole.
Il Ministero dell’Interno bavarese ha chiarito che l’uomo era entrato inizialmente in Italia, dove aveva già ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato. In base al trattato di Dublino, quando un richiedente asilo ha già ricevuto protezione in un paese dell’Unione Europea, non può ottenere nuovamente asilo in un altro stato membro.
Se ne era già parlato ad aprile 2025 e all’epoca c’erano state accese proteste contro la possibile espulsione imminente dell’uomo che aveva agito eroicamente durante l’attentato. La pressione pubblica fu considerevole e, soprattutto, il processo non era ancora concluso. Il Ministero dell’Interno era allora intervenuto concedendo una proroga: “Fino a nuovo ordine” l’uomo sarebbe stato “tollerato” sul territorio tedesco. Quel “nuovo ordine” è arrivato adesso.
Il governo della Bassa Franconia ha comunicato ufficialmente che l’uomo dovrà abbandonare la Germania. L’autorità gli ha tuttavia raccomandato di fare ritorno volontariamente in Italia, dove dispone di un permesso di soggiorno valido.
Questa soluzione gli lascerebbe aperta una possibilità. Potrebbe rientrare in Germania successivamente tramite un visto per lavoratori qualificati, a condizione che soddisfi i requisiti necessari e ottenga una qualifica professionale adeguata durante la permanenza in Italia.



