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Germania accoglie Babariko e Kolesnikowa, due oppositori di Lukashenko

Due figure chiave dell’opposizione bielorussa contro il governo di Alexander Lukashenko arriveranno in Germania. Maria Kolesnikowa e Viktor Babariko, liberati nel fine settimana insieme ad altri 121 detenuti politici, saranno infatti accolti dalla Repubblica Federale Tedesca. Ad annunciarlo è stato il ministro dell’interno tedesco, Alexander Dobrindt, nel programma ARD Bericht aus Berlin.

Dobrindt ha inoltre ribadito che la Germania ha un forte interesse a rafforzare il movimento democratico bielorusso in esilio. “Ed è per questo che accoglieremo due degli esponenti più rilevanti dell’opposizione che erano in carcere” ha ribadito.

Kolesnikowa: simbolo delle proteste del 2020

Maria Kolesnikowa è stata una delle principali voci delle proteste di massa successive alle elezioni presidenziali del 2020 in Bielorussia, segnate da pesante accuse di brogli. Alle successive mobilitazioni, Lukashenko aveva risposto facendo reprimere le proteste con la forza.

Kolesnikowa, già attivista per i diritti umani, era stata arrestata a settembre del 2020 e un anno dopo condannata a undici anni di carcere per cospirazione finalizzata al rovesciamento del potere.

Babariko: il candidato tagliato fuori

Il manager Viktor Babariko era invece considerato il candidato con maggiori possibilità alle elezioni del 2020, ma non era stato ammesso alla competizione elettorale.

Al suo posto si era candidata proprio Kolesnikowa, sua sostenitrice, raccogliendo l’eredità politica del movimento che si era aggregato attorno alla figura dell’ex banchiere.

I due oppositori di Lukashenko liberati grazie a mediazione USA

La liberazione dei due oppositori è avvenuta in gran parte grazie alla mediazione del governo statunitense. In cambio, gli Stati Uniti hanno revocato le sanzioni sulle esportazioni di potassio dalla Bielorussia.

Secondo il ministro tedesco Dobrindt, questo dimostrerebbe che “dobbiamo andare d’accordo con gli americani”, nonostante differenze e difficoltà.

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Vladimir Putin. Kremlin.ru, CC BY 4.0 , via Wikimedia Commons

Cyberattacchi russi e guerra ibrida

Durante l’intervista, Dobrindt ha infine affrontato anche il tema dei cyberattacchi e delle campagne di disinformazione provenienti dalla Russia, alleata della Bielorussia. Tra Vladimir Putin e Alexsander Lukashenko c’è infatti un fortissimo legame che nessuno ignora.

Venerdì il governo tedesco ha convocato l’ambasciatore russo, proprio perché ritiene ormai dimostrati questi attacchi. “Riconosciamo costantemente questa minaccia ibrida, e in misura crescente” ha dichiarato il ministro tedesco durante la trasmissione, aggiungendo di non volersi limitare, in nessun modo, alla difesa passiva.

Dobrindt: “Non più solo difesa passiva”

Finora la Germania si è limitata a deviare questi attacchi informatici. Dobrindt sta però già lavorando a una legge che consenta di colpire in modo sensibile anche l’infrastruttura dell’aggressore.

“Vogliamo disturbare anche là dove si trova chi attacca” ha chiarito il ministro dell’Interno, segnalando un potenziale cambio di passo nella difesa cibernetica tedesca, che passerebbe da un approccio puramente difensivo a una volontà di compiere ritorsioni attive contro le fonti degli attacchi digitali.

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