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“Come un coniglio davanti a un serpente”: Merkel dura su CDU e AfD

“Resto un essere politico, non posso liberarmene”, ha dichiarato Angela Merkel durante una serata organizzata dalla rivista Stern a Berlino, durante la quale, in una lunga intervista, ha espresso il suo punto di vista sia sulla politica tedesca e internazionale di oggi sia su alcuni aspetti del suo lunghissimo cancellierato. Merkel ha parlato davanti al pubblico della Fondazione Bertelsmann per un’ora insieme al caporedattore di Stern Gregor Peter Schmitz, toccando questioni che vanno dalla crisi climatica alla rappresentanza femminile in politica, fino alle sfide poste dall’intelligenza artificiale.

Merkel: “È inquietante quanto poco si parli di protezione del clima”

Quando Schmitz le ha chiesto dove abbia investito troppo poco impegno, da cancelliera, Merkel ha parlato soprattutto di clima, giudicando il proprio impegno su questo tema come “non all’altezza delle aspettative”. Le critiche che le erano state mosse da attiviste come Luisa Neubauer e Greta Thunberg, afferma, erano fondate e valide. All’epoca, dice, non aveva compreso appieno la necessità del percorso necessario alla tutela del clime. L’affondo più duro però riguarda il presente: “È inquietante quanto poco si parli oggi di protezione del clima“. Il tema è praticamente scomparso dal dibattito pubblico, eppure mai come adesso la situazione risulta critica.

Global Sumud Flottiglia
Greta Thunberg, attualmente a bordo di una delle imbarcazioni della Global Sumud Flottiglia. Foto: EPA/MOHAMED MESSARA 95525

Quel “codardo” di chat GPT (e i problemi con gli USA)

L’intelligenza artificiale non è un tema del quale ci si immagina necessariamente di parlare con Angela Merkel, eppure la domanda emerge quando Schmiz menziona le risposte contrastanti che ChatGPT produce alla domanda se il suo cancellierato sia stato positivo o negativo. Merkel ironizza dicendo che ha imparato “convincere ChatGPT a dirmi quello che voglio sentire” e aggiunge che il sistema di intelligenza artificiale è un “codardo”.

Parlando sul serio, però, gli scenari che traccia sono preoccupanti, soprattutto perché identifica proprio nel dibattito sulla regolamentazione dei media digitali e degli algoritmi il prossimo grande braccio di ferro con gli Stati Uniti. L’amministrazione Trump si sta già attivando per impedire ogni controllo sarà notevole e l’assenza di regole in questo settore, a suo avviso, è pericolosa. La sua speranza, il suo appello più incisivo, riguarda la necessità per l’Europa di tenere testa agli USA per non ritrovarsi in uno stato di asservimento completo alle grandi corporation della tecnologia. Non si tratta più di una questione di regolamentazione di attività produttive o commerciali, ma di uno scontro geopolitico in piena regola.

Anche sulla nuova strategia di sicurezza degli Stati Uniti esprime riserve, mettendo in guardia dai tentativi di isolare singoli Stati membri, poiché queste divisioni danneggiano gli interessi europei e indeboliscono l’unione. Tutto questo lo dice, specifica, con immutato affetto per gli USA come Paese e per la cultura che hanno espresso negli anni.

woke Donald Trump
Donald Trump Foto: EPA-EFE/FRANCIS CHUNG / POOL

Femminista “a modo mio”

Nella sua autobiografia “Freiheit“, uscita l’anno scorso, c’è un capitolo in cui Merkel rimpiange di non aver risposto affermativamente, una volta, alla domanda se si definisse o meno femminista. Le sarebbe piaciuto, dice, definirsi femminista “a modo suo” e lo ha ribadito anche in quest’occasione, criticando apertamente il predominio maschile nell’attuale scenario politico tedesco e – inevitabilmente – nell’unione che un tempo la vedeva leader. Osservando le immagini della commissione di coalizione, dice, ci si rallegra quasi automaticamente “che ci sia Bärbel Bas“.

Quelle che in italiano si chiamano “quote rosa” sono proprio uno dei temi sui quali Merkel ha iniziato a esprimersi più nettamente solo da un certo punto in poi, ma oggi ritiene che sia necessario vincolare la parità attraverso le norme, perché spesso, dice, ci si lamenta della scarsa presenza femminile in certi settori, ma poi, appena si impone la “quota rosa”, improvvisamente si scopre che ci sono tantissime donne che in quei settori eccellono.

La CDU davanti ad AfD “come un coniglio davanti a un serpente”

La CDU, negli ultimi anni, ha fatto di tutto per allontanarsi dalla figura e dalle politiche di Merkel, spesso bocciate in toto. Quella che più di tutte è invisa agli esponenti cristiano-democratici di oggi è certamente la sua politica migratoria considerata troppo progressista, ma anche l’abbandono del nucleare non è visto di buon occhio. In generale, chi critica oggi la CDU lo fa accusando il partito di corteggiare troppo AfD e di cercare di farsi ben volere dall’elettorato di estrema destra, con misure sempre più estreme. A volte è la stessa AfD a ironizzare sul fatto che la CDU ne plagi il programma.

Su questo punto, Merkel non ha cambiato idea dall’inizio: per lei con l’ultradestra non si deve collaborare mai e per nessun motivo. Per questo, nell’evento di Stern, ha difeso il proprio intervento pubblico sul voto congiunto dell’Unione con AfD durante la campagna elettorale per il Bundestag, che all’epoca era stato fortemente criticato.

Ammonisce anche i suoi ex compagni di partito: non dovrebbero fare politica, dice, pensando sempre ad  i politici: non devono avere sempre ad AfD e comportandosi “come un coniglio davanti al serpente”. Bisogna fare politica, dice, per la maggioranza che non vota AfD.

Merz felice di essere nato a ovest? Anche nella DDR “ho avuto un’infanzia felice”

Schmitz non si lascia sfuggire l’opportunità di chiederle in parere in merito alle dichiarazioni del cancelliere Friedrich Merz, che, in un intervento mentre si trovava nella ex Germania dell’Est, ha detto di avere avuto la “fortuna” di nascere nell’Ovest. Merkel, che sulle difficoltà di vivere sotto un regime comunista ha scritto numerosi capitoli del suo libro, oltre ad averne parlato in più occasioni, risponde che il fatto di crescere nella DDR non equivale ad aver avuto un’infanzia meno felice. “C’è altro nella vita oltre allo Stato”, dice. Inoltre, invita anche chi vive all’Ovest a non dimenticare che la riunificazione ha portato cambiamenti in tutto il Paese, non solo nell’Est.

Infine, con umorismo, commenta il suo vecchio marchio di fabbrica, ovvero il gesto delle mani a forma di rombo: oggi non lo fa quasi più, ma si accorge che spesso, alla sua presenza, lo fanno gli altri.

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