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Povertà abitativa: in Germania colpisce oltre il 22% della popolazione

L’associazione Paritätischer Gesamtverband ha diffuso il secondo rapporto consecutivo sulla povertà abitativa. Il documento mette in luce una dinamica finora poco visibile nei calcoli tradizionali. Secondo l’organizzazione, i canoni di locazione rappresentano un elemento determinante nell’aggravamento delle condizioni economiche delle fasce più fragili. La questione ha ricevuto copertura da parte di emittenti e testate quali ZDF e Süddeutsche Zeitung.

L’analisi si distingue per un approccio metodologico differente dal solito. Mentre le rilevazioni standard misurano il reddito disponibile senza considerare le uscite per l’abitazione, questa perizia sottrae dal reddito mediano i costi legati all’alloggio, che includono affitto, spese condominiali, elettricità.

In Germania ci sono 5,4 milioni di poveri in più ed è colpa degli affitti

I dati mostrano una discrepanza significativa. Le cifre convenzionali indicano 13 milioni di individui in condizione di povertà. Applicando il metodo che incorpora le spese abitative, il numero sale a 18,4 milioni. Una differenza di 5,4 milioni di persone.

In termini percentuali, si passa dal tradizionale calcolo a una quota del 22,3% della popolazione. L’anno precedente la percentuale si attestava al 21,2%. Il periodo di osservazione copre gli anni dal 2020 in avanti. In tutto questo arco temporale, il tasso di povertà abitativa ha superato costantemente la soglia del 20%. Il picco si registra nel 2024. Un incremento di 0,8 punti rispetto al 2020, con un ulteriore punto percentuale in più sul 2023.

Gli autori dello studio: “il governo non ha adottato misure sufficienti per tutelare gli inquilini”

Il dott. Joachim Rock ricopre il ruolo di amministratore delegato del Paritätischer Gesamtverband. Ha anche contribuito alla stesura della perizia. Secondo Rock, l’abitazione si sta trasformando in una trappola. Il fenomeno non è recente, ma richiede interventi urgenti per evitare un consolidamento della tendenza. Rock parla di una spirale che può condurre le persone a perdere la casa e a ritrovarsi per strada: una bomba a orologeria sociale da disinnescare a ogni costo.

L’associazione ritiene che il governo federale non abbia adottato misure sufficienti per proteggere gli inquilini dall’escalation dei canoni di affitto. Rock sostiene inoltre che la soluzione non consista nel costruire indiscriminatamente, ma nella creazione di alloggi accessibili per ampie porzioni della popolazione, piuttosto che appartamenti di lusso che spingono ulteriormente i prezzi verso l’alto.

Categorie maggiormente colpite dalla povertà abitativa in Germania

L’approfondimento rivela che i giovani adulti fino a 25 anni registrano un tasso di povertà abitativa del 31%. Quasi identica la percentuale per gli anziani oltre i 65 anni, che raggiungono il 29%. Le coppie con tre o più figli presentano una quota di povertà abitativa del 31%. Tra i genitori single, quattro nuclei familiari su dieci si trovano in questa condizione.

A livello territoriale, tutti i Länder mostrano valori di povertà abitativa superiori rispetto alla povertà rilevata con metodi standard. Amburgo, Berlino e il Saarland evidenziano divari particolarmente pronunciati tra le due misurazioni.

Proposte e richieste di intervento

Rock identifica alcune misure necessarie. Promuovere in modo mirato l’edilizia a prezzi contenuti. Eliminare i vincoli temporali al controllo dei prezzi nell’edilizia sociale. L’amministratore delegato critica inoltre la nuova sicurezza di base, che secondo lui rischia di ridurre drasticamente la copertura delle spese di alloggio in numerosi casi.

L’associazione chiede di limitare gli affitti considerati eccessivi. Rock invita a contrastare la ricerca di profitti in ambito edilizio, che penalizza ampie fasce della popolazione, anziché attribuire responsabilità a chi riceve il reddito di cittadinanza. L’azione dovrebbe concentrarsi sui responsabili dell’aumento sfrenato degli affitti.

Metodologia della ricerca: come è stata calcolata la soglia di povertà

La perizia si fonda su una valutazione speciale commissionata dal Paritätischer Gesamtverband, che utilizza dati ufficiali forniti dall’Ufficio federale di statistica. Il calcolo considera povere tutte le persone che vivono in nuclei familiari con reddito inferiore al 60% del reddito medio complessivo.

La differenza sostanziale rispetto al metodo tradizionale sta nella detrazione dei costi abitativi dal reddito mediano. Questo approccio rende visibile un fenomeno che le statistiche convenzionali non catturano con precisione, secondo quanto sostiene l’associazione.


Lo studio è scaricabile gratuitamente a questo link.

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