Assia, obbligo di notifica alla polizia per pazienti psichiatrici “potenzialmente pericolosi”: infuriano le polemiche
Il Parlamento dell’Assia ha dato il via libera giovedì a una modifica legislativa che introduce l’obbligo per le strutture sanitarie di comunicare alla polizia determinate informazioni sui pazienti psichiatrici. La decisione è l’apice di un dibattito nato a partire da diversi episodi violenti che hanno coinvolto persone con patologie psichiatriche. CDU e SPD hanno votato a favore. L’opposizione e gli esperti del settore sono assolutamente contrari.
La riforma interviene sulla legge relativa al trattamento psichiatrico. Prevede che le strutture sanitarie debbano informare le forze dell’ordine e gli uffici competenti quando un paziente dimesso, precedentemente sottoposto a ricovero coatto per atti potenzialmente pericolosi verso terzi, continui a rappresentare una minaccia. Non tutti i casi rientrano nell’obbligo: solo quelli in cui la valutazione medica individua un rischio significativo per “la vita, la salute o altri beni giuridici importanti” in caso di mancato proseguimento delle cure.
Il testo specifica che le autorità locali e la polizia “devono essere informate immediatamente dell’imminente dimissione”. Una formulazione che lascia spazio a interrogativi operativi, principalmente perché non si specifica cosa le forze dell’ordine debbano fare con questa informazione.
La legge approvata è meno rigida rispetto alla bozza iniziale
La versione approvata differisce da quella originaria. Mesi di contestazioni hanno spinto la coalizione a rivedere alcuni aspetti. Le segnalazioni obbligatorie, inizialmente più ampie, sono state ridimensionate. Al loro posto si introducono gruppi di valutazione sui singoli casi per coordinare l’assistenza post-dimissione di ciascun paziente interessato.
Maggiore attenzione dovrebbe essere riservata alla protezione dei dati. Polizia e autorità locali dovranno cancellare le informazioni “se vi sono indicazioni che non sussiste più alcun pericolo per terzi” e in generale non potranno conservarle più di dieci anni, ma non c’è un obbligo di rendicontazione né sono previsti controlli regolari per assicurarsi che le cose vadano effettivamente così. I pazienti avranno diritto a essere informati della segnalazione che li riguarda.
Sonja Optendrenk, sottosegretaria alla sanità per la CDU, ha precisato che si tratta di “pochi casi individuali chiaramente definiti” e che ciò che la legge vuole è fornire aiuto, non stigmatizzare i pazienti psichiatrici. Gli esperti sostengono invece che l’effetto della legge sarà esattamente opposto.
Tra i casi citati per giustificare l’intervento legislativo figura l’attacco di Aschaffenburg. Un cittadino afgano soggetto a espulsione ha accoltellato e ucciso un bambino e un uomo che era intervenuto difenderlo. L’autore aveva ricevuto cure psichiatriche ospedaliere in più occasioni, ma la sua situazione, evidentemente, non era migliorata. L’uomo non è mai stato considerato capace di intendere e volere, né al momento del fatto né al momento dell’arresto e neppure dopo, al momento del processo. Attualmente è detenuto in una struttura psichiatrica a tempo indeterminato.
Ralf-Norbert Bartelt, parlamentare CDU, difende la legge anche dall’obiezione che i medici possano segnalare più pazienti del necessario solo per prevenire eventuali conseguenze a proprio carico nel caso un paziente commettesse reati in futuro. Anche se ciò accadesse, ha assicurato Bartelt, i medici non rischiano sanzioni. Inoltre ci tiene a specificare che “non verranno stilate liste” dei pazienti psichiatrici.
Timori di stigmatizzazione e violazione della privacy
Verdi, Die Linke, FDP e perfino AfD hanno votato contro la legge della maggioranza. Le obiezioni più frequenti e veementi riguardano il timore che questa legge porti alla creazione di liste contenenti dati sensibili di pazienti psichiatrici. La stigmatizzazione generale delle persone con patologie psichiatriche rappresenta un rischio concreto, sostengono. Il rapporto fiduciario tra medico e paziente, inoltre, potrebbe subire danni irreparabili, con conseguenze negative sul successo terapeutico.
Il deputato dei Verdi Marcus Bocklet ha sottolineato come questa norma sia inutile e dannosa e manchi del fondamento necessario a qualsiasi riforma del settore: un’assistenza sostenibile. Solo tre dei 26 distretti dell’Assia dispongono di un servizio di emergenza adeguato. “Senza offerte concrete, non serve a nessuno fare valutazioni sui casi”. Bocklet sostiene inoltre che, nonostante la maggioranza tenti di rassicurare sul contrario, è automatico che vengano stilate delle liste di pazienti psichiatrici, poiché elaborare qualsiasi dato sarebbe impossibile senza elenchi delle persone interessate. E, in generale, l’idea di stilare liste dei pazienti con disturbi psichiatrici e consegnarla alla polizia senza specificare che uso ne possa o ne debba fare è, secondo il deputato “estremamente pericolosa”.
Yanki Pürsün dell’FDP basa la sua opposizione alla legge sul fatte che “gli esperti del settore respingono all’unanimità questo progetto”. E accusa la normativa di puntare sul controllo anziché sull’assistenza. Il rischio è che ancora più persone scelgano di non farsi curare fino a quando non è troppo tardi, per paura di essere schedate. Inoltre, secondo Pürsün, non avrebbero nemmeno la capacità di gestire i dati ricevuti. I comuni lo avrebbero già chiarito. “La legge non porta altro che incertezza”, ha sintetizzato, chiedendone il ritiro.
Volker Richter dell’AfD ha dichiarato che una regolamentazione di questo ambito in generale è necessaria, ma che questa legge “non serve a nulla”, proprio perché resta irrisolta la questione fondamentale di ciò che potrà fare concretamente la polizia con i dati che riceve dai medici.
La posizione di Die Linke e le proteste
Die Linke ha espresso una critica ancora più radicale. Christiane Böhm, portavoce del gruppo di lavoro regionale sulla salute, ha parlato di una legge che “stigmatizza e criminalizza le persone che in realtà hanno bisogno di aiuto in situazioni di crisi”.
Le forze dell’ordine, sostiene, non dispongono delle competenze necessarie per affrontare le esigenze specifiche delle persone in crisi. Die Linke aveva elaborato nella scorsa legislatura una proposta alternativa per istituire aiuti in caso di crisi. Questi interventi avrebbero potuto prevenire attivamente i reati e assistere le persone in emergenza psichiatrica.
Rimane poco chiaro, nella nuova normativa, come valutare se il paziente sia o meno ancora socialmente pericoloso e chi debba esprimere questa valutazione. Die Linke critica duramente quello che definisce un “accesso consapevolmente accettato per l’arbitrio della polizia”, alla quale viene chiesto di autoregolarsi e autocertificare il rispetto dell’obbligo di cancellazione dei dati, senza organi di controllo legali né obblighi di documentazione.
A inizio settembre, una protesta a Wiesbaden aveva raccolto molte persone contro la prima bozza. Con il sostegno di Die Linke, l’auto-rappresentanza delle persone con esperienze psichiatriche aveva manifestato per mettere in guardia contro l’attuazione del progetto.



