Apertura

Berlino darà più poteri alla polizia: sorveglianza automatizzata, riconoscimento biometrico, più intercettazioni

Il Parlamento di Berlino ha dato il via libera giovedì scorso a una riforma di vasta portata della normativa che regola l’operato della polizia e lo ha fatto concedendo alle forze dell’ordine poteri molto più estesi di quanto non lo siano mai Stati dal dopoguerra (o dal crollo della DDR) a oggi, soprattutto in materia di sorveglianza. La votazione, che ha visto convergere i voti di CDU, SPD e AfD, ha modificato l’Allgemeine Sicherheits- und Ordnungsgesetz (ASOG, che sta per “Legge generale sulla sicurezza e l’ordine pubblico”) con circa 750 pagine di aggiornamenti ed emendamenti. Contrari solo Verdi e Die Linke, che hanno bocciato quella che considerano una deriva verso lo Stato di sorveglianza.

Le forze dell’ordine della capitale potranno ora avvalersi, fra le altre cose, di un numero sempre maggiore di telecamere dotate di intelligenza artificiale, le cui registrazioni verranno conservate più a lungo, software per intercettazioni alla fonte, droni per il monitoraggio aereo e sistemi di analisi biometrica su larga scala.

La polizia di Berlino acquisirà nuove tecnologie di sorveglianza basate sull’intelligenza artificiale

Per rendere operativi i nuovi poteri della polizia, a Berlino è prevista l’installazione di telecamere fisse negli spazi pubblici le cui registrazioni potranno essere elaborate mediante intelligenza artificiale. Questi dispositivi analizzeranno automaticamente i comportamenti individuali, una sperimentazione già avviata a Mannheim e Amburgo. I droni si aggiungeranno agli strumenti di videosorveglianza disponibili.

L’impiego delle telecamere con IA si concentrerà nei luoghi classificati come ad alto tasso di criminalità. Attualmente a Berlino rientrano in questa categoria Alexanderplatz, Kottbusser Tor, Görlitzer Park, il Wrangelkiez, Hermannplatz e Donaukiez, oltre a Hermannstraße, la stazione di Neukölln, Rigaer Straße e Warschauer Brücke.

Le registrazioni video nelle stazioni della metropolitana saranno conservate per 72 ore anziché 48.

Ricerche biometriche ampliate e collegamenti tra banche dati

La polizia acquisisce anche la facoltà di confrontare immagini tratte dai filmati videosorveglianza con fotografie disponibili su Internet, operazione consentita anche senza un sospetto specifico ma in presenza di un collegamento con una persona già sottoposta a investigazione. Le informazioni così raccolte alimenteranno database che includeranno profili di spostamento, schemi comportamentali e reti di contatti sociali, tutti processabili tramite sistemi di intelligenza artificiale.

telecamere a circuito chiuso

Questa estensione delle ricerche biometriche solleva questioni sul perimetro delle persone coinvolte. La polizia, infatti, potrà monitorare non più soltanto gli individui direttamente sospettati, ma anche loro conoscenti e accompagnatori, contatti sociali di qualsiasi livello, indipendentemente dal fatto che queste persone siano o no collegate con o sospettate di atti illeciti a qualunque titolo. Meike Kamp, garante della privacy berlinese, ha manifestato perplessità prima dell’approvazione, evidenziando come la misura comprometta i diritti fondamentali di cittadini estranei a qualsiasi attività illegale.

CDU ed SPD hanno specificato che lo strumento verrà utilizzato esclusivamente in assenza di alternative investigative e previo consenso di un tribunale.

Intercettazioni digitali e Trojan di Stato

Per quanto concerne le intercettazioni telefoniche e la sorveglianza delle comunicazioni digitali, la polizia disporrà di margini operativi molto più ampi. La sorveglianza delle fonti di telecomunicazione, che permette l’accesso diretto a chat e conversazioni, viene estesa pur rimanendo prevalentemente subordinata all’autorizzazione giudiziaria. In circostanze specifiche diventa ammissibile la perquisizione online dei computer, specialmente per prevenire attacchi terroristici o investigare reati gravi nell’ambito della criminalità organizzata.

Quando un sospettato risulta difficilmente raggiungibile attraverso metodi convenzionali, la polizia potrà ricorrere a un trojan di Stato per accedere ai contenuti dei dispositivi e alle comunicazioni in corso. L’installazione di questo software di sorveglianza, che di fatto comunica tutto ciò che viene fatto con un computer o un telefono a un recettore esterno, senza che il proprietario del computer o del telefono se ne renda conto, può avvenire mediante accesso clandestino alle abitazioni private, allo scopo di installare i software-spia all’insaputa degli inquilini.

Una disposizione analoga compariva già nella legge sulla polizia del Nord Reno-Westfalia, impugnata davanti alla Corte costituzionale federale. La BVerfG non ha però invalidato quella particolare normativa, il che mette anche questa sezione della legge berlinese sostanzialmente al riparo da contestazioni legali. Tuttavia, precedenti interventi della Corte costituzionale federale hanno dichiarato incostituzionali porzioni delle leggi di polizia di Amburgo, Assia e Meclemburgo-Pomerania Anteriore. L’attenzione si è concentrata ripetutamente sull’analisi automatizzata dei dati, operazione che a Berlino potrebbe essere consentita anche attraverso software controversi come Palantir – già usato in altri Länder. Non è da escludere che la normativa berlinese approdi presto davanti ai giudici di Karlsruhe.

Sorveglianza con intelligenza artificiale: il caso di Amburgo e le implicazioni per la polizia di Berlino

Amburgo offre uno specchio di quanto velocemente la sorveglianza assistita da intelligenza artificiale si stia radicando nelle città tedesche. Da settembre, telecamere installate a Hansaplatz e Hachmannplatz registrano immagini utilizzate specificamente come materiale per addestrare un nuovo sistema di IA, con possibilità di conservare più a lungo i video non anonimizzati. Il software è programmato per identificare “comportamenti pericolosi”, ma, come altri software dello stesso tipo, genera non di rado falsi allarmi abbracci o altri gesti innocui vengono segnalati come se fossero aggressioni. Il problema non è esclusivamente tedesco, ma si manifesta anche negli Stati Uniti (ne ha parlato la Associated Press), dove le sperimentazioni hanno prodotto risultati simili. Il problema fondamentale di questo genere di software è che non è in grado di apprendere il contesto necessario a giudicare correttamente quando un gesto è innocuo, scherzoso, affettuoso, appassionato, goliardico e quando invece è aggressivo e potenzialmente pericoloso. Questo non vuol dire – si spera – che due innamorati che si abbracciano con foga correndosi incontro ad Alexanderplatz debbano temere di trovarsi circondati dalla polizia in assetto antisommossa, ma può voler dire che ogni singolo allarme generato da questi software dovrà essere controllato approfonditamente da personale umano, così che il lavoro della polizia, invece di essere accelerato e alleggerito, rischia di risultare intralciato e l’intera operazione rischia di convertirsi in uno spreco di risorse umane ed economiche, con ore di lavoro a carico dello Stato, impiegate a guardare gente che si abbraccia o si dà pacche sulle spalle e l’inevitabile rischio che un abbraccio venga analizzato solo perché si è svolto a Görlitzer Park, mentre una molestia su una panchina a Wilmersdorf o uno scippo a Steglitz passano completamente inosservati.

Gli esperti di protezione della privacy lanciano anche l’allarme sull’accesso indiscriminato ai dati personali, nonché sull’utilizzo di telecamere di una specifica azienda, dalla quale dovrebbero essere acquistati i nuovi esemplari e già ampiamente criticata a livello internazionale perché collegata a presunte violazioni dei diritti umani, soprattutto in Cina (ne ha parlato la testata inglese The Guardian).

Posizioni politiche sulla riforma della legge sulla polizia

Il senatore allo sviluppo urbano Christian Gaebler (SPD), che era presente in sostituzione della senatrice agli interni Iris Spranger, impegnata nella conferenza dei ministri dell’interno a Brema, ha sottolineato durante la seduta parlamentare la necessità di adeguare la situazione giuridica attuale alle moderne tecnologie per garantire la sicurezza a Berlino.

Christian Gaebler sviluppo urbano
Foto: Sandro Halank, Wikimedia Commons, CC-BY-SA 3.0, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons

Gaebler ha dichiarato che la polizia potrà combattere con maggiore efficacia il terrorismo e la criminalità organizzata, che le donne saranno meglio protette contro la violenza domestica e le registrazioni delle stazioni della metropolitana saranno conservate più a lungo. I deputati della coalizione nero-rossa, in generale, hanno enfatizzato come la nuova legge sia fatta per incrementare la sicurezza di Berlino.

Verdi e Die Linke la vedono diversamente: la sinistra berlinese in blocco paventa l’arrivo di uno Stato di sorveglianza automatizzata onnipresente e invasiva. Vasili Franco, esponente dei Verdi, ha criticato un grave “allontanamento dallo Stato di diritto”, sostenendo che la legge eccede gli obiettivi dichiarati e si propone di trattare tutti i cittadini comuni in potenziali criminali. Die Linke ha accusato il Senato di “archiviazione dei dati su una scala senza precedenti”, affermando che nessuno, per quanto innocente, potrà sottrarsi al sistema di sorveglianza.

drug checking
Vasili Franco. Foto: Vincent Villwock, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons

Fedele alle proprie posizioni su questi argomenti, AfD ha votato a favore, ma i suoi esponenti hanno specificato di ritenere le misure adottate “insufficienti” per combattere la criminalità e accusato CDU ed SPD di tacere le “vere cause” del fenomeno criminale e di non affrontarle con la dovuta serietà.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio