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Inizia il processo per il “caso Pelicot di Aachen”: uomo accusato di aver abusato della moglie sedata per 15 anni

Era inevitabile che questo processo venisse definito il “caso Pelicot di Aachen”: le similitudini con gli orrendi abusi che Dominique Pelicot ha inflitto per anni a sua moglie Gisèle sono infinite. La storia di Fernando P, il cui processo è iniziato martedì scorso, è quasi una copia carbone di quella di Pelicot. Il sessantunenne è accusato di aver sedato e stuprato sua moglie per anni, filmandosi per poi condividere i video e le foto degli stupri con altri uomini su piattaforme come Telegram. L’unica fondamentale differenza rispetto al caso Pelicot sembra essere il fatto che P. avrebbe sempre commesso gli abusi da solo, invitando gli altri uomini solo alla condivisione online, ma non alla partecipazione attiva.

La lettura dell’atto d’accusa è avvenuta senza pubblico. Scelta condivisa dalla difesa e dalla parte civile, motivata con la tutela della privacy. Solo alcuni elementi biografici sono stati divulgati durante la breve sessione pubblica iniziale.

Le accuse: quindici anni di stupri condivisi online

Le accuse fanno riferimento a un arco temporale che va dal 2009 alla primavera del 2024. Quindici anni ricostruiti attraverso le registrazioni sequestrate dagli investigatori. Fernando P. avrebbe somministrato alla moglie sostanze sedative all’interno dell’appartamento di Stolberg, in Nord Reno-Westfalia, per poi abusare ripetutamente di lei mentre era in stato di incoscienza.

In totale gli si contestano trenta istanze di violazione della sfera privata attraverso riprese non autorizzate, sei capi d’accusa per stupro, tre per abuso sessuale (in Germania, queste due istanze di reato sono leggermente diverse, lo stupro è un tipo specifico di abuso sessuale, ma non l’unico possibile). A Fernando P. è imputato anche, in un caso, il reato di lesioni personali gravi, in riferimento a un’occasione in cui la moglie avrebbe riportato conseguenze talmente gravi in seguito alla sedazione somministrata dal marito da aver bisogno di assistenza medica urgente.

Se il sessantunenne dovesse essere riconosciuto colpevole di stupro, la pena massima prevista è di quindici anni di reclusione.

Una vita apparentemente normale: chi era il “Pelicot di Aachen”

Fernando P. è nato regione spagnola dell’Estremadura. Da bambino, si è trasferito in Germania con la famiglia. Dopo il diploma di scuola media, ha lavorato prima come idraulico e poi, dal 1992, per il comune di Alsdorf come tecnico. Negli ultimi sette anni è stato custode in una scuola secondaria. È stato arrestato a febbraio e, da allora, si trova in custodia cautelare. Il sessantunenne potrebbe essere considerato il classico insospettabile: perfettamente integrato nella società, è stato vigile del fuoco volontario per anni, è da trentacinque anni, ha due figli adulti ed è incensurato. 

Dopo l’arresto, secondo quanto riporta la stampa locale, i contatti familiari si sarebbero interrotti: solo la sorella minore lo ha visitato in carcere. La moglie comparirà come testimone in una delle prossime udienze. Il difensore d’ufficio ha annunciato che P. intende rilasciare dichiarazioni scritte riguardo le accuse.

Il tribunale ha fissato sei giorni d’udienza. Tra i testimoni convocati figurano una psichiatra e un tossicologo. Quest’ultimo dovrà illustrare gli effetti delle sostanze sedative che l’imputato avrebbe utilizzato. L’assunzione delle prove e le arringhe finali si terranno in forma riservata. La sentenza è attesa per il 22 dicembre. Potrebbe essere resa pubblica, almeno parzialmente, con la relativa motivazione.

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