La ministra Reiche: ogni aumento delle tasse nuoce alla Germania
La ministra tedesca dell’economia, Katherina Reiche (CDU), ha respinto con decisione le proposte provenienti dall’SPD relative all’aumento dell’imposta di successione e in generale si è espressa contro ogni aumento delle tasse in generale, sottolineando i rischi per la competitività del Paese.
L’esponente del partito del cancelliere Friedrich Merz è infatti convinta che ogni pressione fiscale esercitata non possa che danneggiare le imprese e quindi l’economia della Germania.
Katherina Reiche contro ogni aumento delle tasse
In un’intervista alla Bild am Sonntag, la ministra ha infatti ribadito di restare fermamente convinta che «ogni aumento delle tasse nuoccia, più che giovare alla Germania». Ha richiamato l’esempio della «cosiddetta tassa sui super-ricchi», che a suo avviso potrebbe spingere le imprese a spostare la propria sede fuori dal Paese. Un rischio che, secondo la ministra, la Germania non può permettersi.
Reiche ha inoltre messo in guardia contro interventi fiscali in una fase già sfavorevole alla crescita economica, definendoli «veleno» per il sistema produttivo nazionale.
Le parole di Jens Spahn e il ruolo della Corte costituzionale
Il tema è tornato di attualità dopo le dichiarazioni di Jens Spahn, capogruppo dell’Unione, che ha posto l’accento sulla crescente disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza. Le sue osservazioni hanno aperto una nuova fase di discussione sulla tassa di successione, anche in vista di una sentenza attesa dalla Corte costituzionale federale.
Secondo Spahn, il governo potrebbe essere costretto a rivedere le regole vigenti, una prospettiva che l’SPD ha accolto favorevolmente, vedendo nell’aumento della tassazione uno strumento di riequilibrio sociale. Non così la CDU, che invece guarda con preoccupazione a questa possibilità.
Le preoccupazioni di Thorsten Frei
Non solo Reiche, ma anche Thorsten Frei, capo della Cancelleria e membro della CDU come la ministra, ha sollevato dubbi sull’opportunità di modificare la tassa di successione. In un’intervista alla Welt am Sonntag, Frei ha inoltre dichiarato che «i grandi patrimoni privati sono già tassati».
Ha inoltre evidenziato i rischi specifici rappresentati dal passaggio generazionale nelle imprese familiari, ritenendo che un inasprimento delle regole fiscali possa costringerle a vendere o ridurre di molto la loro capacità di investire in innovazione e competitività. Per Frei, insomma, l’imposta di successione non è solo una questione fiscale, ma anche di politica strutturale.
Stabilità e prevedibilità come priorità
Il capo della Cancelleria ha infine sottolineato come le speculazioni e l’incertezza normativa possano minare la fiducia delle imprese. La necessità, ha spiegato Frei, è garantire un quadro stabile e prevedibile, condizione essenziale per mantenere la Germania un luogo attrattivo per gli investimenti.




