Spahn “morbido” su Charlie Kirk e MAGA: “Cancel culture ed hate speech strumenti della sinistra”
Domenica sera, il talk show di Caren Miosga su ARD ha affrontato il tema della libertà di opinione e di stampa, ponendo il quesito: “Trump divide gli USA – quale danno subisce la democrazia?”. Tra gli argomenti affrontati, Charlie Kirk, il movimento MAGA e i provvedimenti dell’amministrazione Trump contro il dissenso pubblicamente espresso sui media.
Tra gli ospiti figuravano Jens Spahn (CDU), capogruppo dell’Unione dei cristiano-democratici, l’esperta di Stati Uniti Cathryn Clüver Ashbrook, della Fondazione Bertelsmann, e la giornalista Kerstin Kohlenberg.
Jens Spahn su Charlie Kirk: “Era davvero un estremista?”
Nel corso del confronto, Spahn ha condiviso alcune considerazioni sull’attivista americano Charlie Kirk, recentemente ucciso in un attentato. Molti osservatori hanno sempre definito Kirk un estremista, viste le sue dichiarazioni radicali su temi come l’aborto (rispondendo a chi gli chiedeva se avrebbe aiutato sua figlia di 10 anni ad abortire nel caso di una gravidanza causata da uno stupro, aveva risposto che avrebbe fatto nascere il bambino), la separazione tra Stato e Chiesa (considerata “un’invenzione degli umanisti laici), e sulle rivendicazioni di persone nere e lgbtqia+.
Spahn, però, ha posto il dubbio sul fatto che Kirk debba essere definito come un estremista, definendolo una figura dalle idee “in parte molto conservatrici, in parte molto liberali”. Alla contestazione della conduttrice Miosga, che ha definito le posizioni di Kirk comunque “molto radicali”, il politico della CDU ha replicato che si tratta semplicemente di opinioni “molto chiare”. “Forse sono opinioni che a voi non piacciono. Alcune non piacciono nemmeno a me” ha aggiunto Spahn, che tuttavia le ritiene comunque legittime.
Secondo il capogruppo della CDU, inoltre, Kirk si sarebbe distinto per la sua capacità di entrare pienamente nel confronto politico con interlocutori dalle opinioni diverse. In questo senso, il suo famoso approccio “Prove me wrong” – dimostrami che ho torto – per Spahn rappresenterebbe qualcosa di “molto forte e importante”.

Su Trump e Maga: “Hate speech e cancel culture strumenti della sinistra”
Passando al presidente degli Stati Uniti e alle censure operate al momento sulle pubbliche voci di dissenso, Spahn ha affermato che Donald Trump non avrebbe fatto altro che utilizzare “strumenti della sinistra” e cioè cancel culture ed hate speech. Spahn ha inoltre dichiarato che la stessa cosa avverrebbe da tempo anche in Germania e che “in ogni caso è sbagliata”.
Tuttavia, quando gli è stato chiesto un commento sul fatto che, in un’intervista di qualche giorno fa, Trump abbia chiesto la revoca delle licenze alle emittenti televisive che avevano parlato male di lui, Spahn non ha potuto che definire la richiesta eccessiva. Ha anche dichiarato che “è una concezione problematica della democrazia, ed è in generale preoccupante il modo in cui si stanno evolvendo le cose negli Stati Uniti”, ma la critica è rimasta abbastanza in superficie.

Più decisa è stata invece l’ex corrispondente dagli USA per Die Zeit, Kerstin Kohlenber, che ha incalzato Spahn sul punto: “Quando un membro del governo esercita pressioni e minaccia di revocare la licenza, allora si tratta di una violazione costituzionale. Un governo non può farlo. E i Democratici non lo hanno mai fatto. Questo è davvero un momento storico”.
Spahn ha invece soprattutto riportato il discorso a un livello più generale, denunciando la crescente polarizzazione della società. “È doloroso vedere come questa società stia diventando sempre più polarizzata, come ci sia sempre meno capacità di comunicare” e ha sottolineato come l’odio e l’incitamento all’odio si riscontrino da entrambe le parti dello spettro politico. Ha insomma rimesso spesso la palla al centro, nel campo largo dell’argomento “brave (o cattive) persona da entrambi i lati”.




