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Talebani in Afghanistan, 4 anni: ad Alexanderplatz attivisti chiedono lo stop dei rimpatri

Il 15 agosto 2025 segnerà il quarto anniversario della riconquista dell’Afghanistan da parte dei talebani, un evento che ha cambiato drasticamente il destino di milioni di persone.

Per commemorare questa data e denunciare le attuali politiche di rimpatrio, il collettivo “Afghanistan Activist Collective” ha organizzato una protesta che si terrà dal 14 al 17 agosto in Alexanderplatz, nel cuore di Berlino. L’iniziativa punta i riflettori sulla sicurezza e i diritti degli afgani che cercano protezione in Germania.

La situazione attuale dell’Afghanistan sotto i talebani

Dal 15 agosto 2021, quando i talebani hanno ripreso il controllo del Paese, l’Afghanistan ha vissuto una trasformazione radicale. Il nuovo regime ha implementato politiche che hanno particolarmente colpito i diritti delle donne e delle persone queer, creando una situazione di pericolo per molti cittadini afgani.

Gli attivisti del collettivo berlinese evidenziano in particolare la privazione dei diritti delle donne e la persecuzione sistematica delle persone queer sotto il governo talebano. Queste condizioni rendono il ritorno in Afghanistan estremamente pericoloso per molte persone.

La protesta ad Alexanderplatz: e richieste degli attivisti

Gli organizzatori della protesta hanno formulato richieste precise e urgenti. La prima e più importante riguarda l’immediata sospensione di tutti i rimpatri in Afghanistan e nei Paesi terzi. Gli attivisti non usano mezzi termini nel definire tali azioni: le considerano vere e proprie “sentenze di morte” per chi viene rimpatriato.

Questa preoccupazione è emersa con particolare forza dopo che, a metà luglio, la Germania ha rimpatriato persone in Afghanistan per la prima volta, dopo quasi un anno di pausa. La decisione ha suscitato forti critiche, specialmente considerando le dichiarazioni del Ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU), che ha annunciato l’intenzione di perseguire ulteriori rimpatri forzati.

Altre richieste del movimento

Oltre alla sospensione dei rimpatri, gli attivisti avanzano altre richieste fondamentali:

  • Nessun riconoscimento diplomatico dei talebani: il collettivo contrasta con forza qualsiasi forma di legittimazione internazionale del regime
  • Evacuazione rapida delle persone minacciate: si richiede di accelerare i processi per mettere in sicurezza chi rischia la vita
  • Sanzioni mirate: si richiede l’imposizione di sanzioni contro i leader dei talebani e contro le loro reti commerciali

Il programma federale tedesco di accoglienza: promesse non mantenute

Il programma federale di accoglienza per gli afgani rappresentava un impegno concreto della Germania verso coloro che avevano collaborato con le forze armate tedesche o si erano impegnati per i diritti umani in Afghanistan. L’obiettivo era ambizioso: garantire l’arrivo dall’Afghanistan delle persone a rischio, in una quota di fino a 1000 al mese.

Tuttavia, la realtà si è rivelata ben diversa dalle promesse iniziali e i numeri di arrivi effettivi sono stati ben al di sotto delle cifre previste.

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