
Negli ultimi anni, Berlino ha registrato la comparsa sempre più frequente di pulci e, nello specifico della cosiddetta “pulce umana”, un parassita ormai raro nell’Europa centrale. L’Istituto Leibniz per la ricerca sugli zoo e gli animali selvatici sta indagando sul fenomeno, sospettando un legame diretto con le tane delle volpi che popolano la capitale. Le città verdi, in fondo, offrono a questi animali condizioni ideali: riparo, cibo e libertà di muoversi nei quartieri.
Cosa sono le “pulci umane” e come sono arrivate a Berlino
La vera pulce umana (Pulex irritans) è ormai poco comune in questa parte d’Europa, ma capita che “viaggi” a bordo di ospiti, umani o animali, da altri Paesi. In Germania esistono decine di specie di pulci, che per lo più si specializzano nell’infestare una singola specie animale, come il cane o il gatto, ma che non disdegnano di attaccarsi anche agli esseri umani. Questa, invece, soprattutto nelle epoche passate, compariva più frequentemente sugli ospiti umani. O, come in questo caso, sulle volpi. Proprio vicino alle tane di questi animali, infatti, gli studiosi hanno riscontrato infestazioni più intense. Qui, la trasmissione diventa possibile non solo toccando gli animali selvatici (che, per lo più, rifuggono il contatto con l’uomo), ma anche e soprattutto quando la volpe lascia la tana e l’ambiente, già contaminato, resta accessibile a persone o animali domestici.
Secondo la biologa Silke Voigt-Heucke, coordinatrice di un’apposita task force creata dall’Istituto Leibniz, la vicinanza tra volpi ed esseri umani crea veri e propri “punti di contatto”. Nei giardini, nei parchi o persino lungo le strade residenziali, questi animali lasciano dietro di sé ambienti favorevoli alla proliferazione dei parassiti. Le tane delle volpi, dopo tutto, sono semplici buchi nel terreno e non sempre ci si rende conto della loro presenza finché non si osservano tracce evidenti di attività animale.
Cosa succede dopo una puntura di pulce
Le pulci del cane, del gatto e dell’uomo sono classificate come “pulci da nido”: questo vuol dire che vivono intorno alle aree di riposo dell’ospite, non sempre direttamente sul corpo, e pungono per nutrirsi di sangue. Una sola pulce può arrivare a pungere oltre 300 volte in un giorno, provocando un prurito intenso che porta a grattarsi. Questo, a sua volta, può causare infiammazioni o, in rari casi, eczema allergico da pulci.
Per eliminare l’infestazione, per esempio se si scopre che il proprio animale domestico ha riportato in casa questi sgradevoli “ospiti”, occorre lavare tessuti e materassi a temperature sopra i 45°C, che sono letali per le pulci. Anche passare frequentemente l’aspirapolvere e usare insetticidi mirati è utile.
Prevenzione e interventi contro le pulci
La regola principale è non avvicinarsi alle volpi e men che mai dare loro da mangiare. Farlo, oltre a essere illegale, è potenzialmente dannoso per l’animale e ne favorisce la confidenza con l’uomo, aumentando le occasioni di contatto. In caso di sospetta infestazione nel giardino, gli esperti consigliano di evitarlo temporaneamente o di entrarvi con stivali di gomma e repellente per insetti. Se si ritiene di avere un’infestazione da pulci nel proprio giardino o in casa, si può anche contattare direttamente l’Istituto Leibniz per richiedere l’intervento dell’apposita task force.




