Merz delude il settore immobiliare: “Ci dia quello che ci ha promesso”
Il settore immobiliare tedesco aveva accolto con entusiasmo l’arrivo al governo di Friedrich Merz, confidando in una svolta significativa. Il nuovo cancelliere aveva promesso una “repubblica dell’edilizia”, con procedure più snelle, meno burocrazia e autorizzazioni rapide.
A tre mesi dall’insediamento, però, la fiducia comincia a vacillare e gli operatori del settore chiedono risposte concrete e, soprattutto, che Merz mantenga quanto promesso in campagna elettorale.
Le promesse di Merz e le aspettative del settore
All’inizio di maggio, nel suo discorso inaugurale, Friedrich Merz aveva lanciato un messaggio chiaro: “Dobbiamo costruire, costruire, costruire”. Il piano prevedeva autorizzazioni più rapide, procedure semplificate e una radicale sburocratizzazione dell’intero comparto. Obiettivi che avevano acceso le speranze degli investitori e degli imprenditori dell’edilizia.
Tre mesi dopo: una fiducia in calo
A distanza di tre mesi, molti progetti edilizi restano bloccati, le autorizzazioni continuano a richiedere mesi e i costi elevati – sommati ai tassi d’interesse – scoraggiano nuovi investimenti.
La promessa riduzione della burocrazia, inoltre, sembra tardare ad arrivare e questo pesa molto su un settore che lamentava un urgente bisogno di semplificazione delle procedure, alimentando la frustrazione tra chi si aspettava che il governo Merz avrebbe snellito le norme edilizie e velocizzato l’iter burocratico in tempi rapidi.
Il freno agli affitti: lo spauracchio degli investitori
Oltre alla burocrazia, un altro tema centrale è il freno agli affitti, vero e proprio spauracchio per chi vuole investire denaro in nuovi appartamenti e chiede sicurezza nelle prospettive di rendimento. Le preoccupazioni per l’impatto del freno sulla redditività degli immobili si sommano inoltre alle critiche di chi sostiene che regolamentazioni come queste frenino ulteriormente la costruzione di nuovi edifici.
Secondo Pepijn Morshuis, CEO di Trei Real Estate, l’ulteriore regolamentazione degli affitti indicizzati rende la costruzione di nuovi alloggi ancora meno appetibile per i privati, riducendo così l’offerta abitativa. Pepijn Morshuis, CEO di Trei Real Estate, attacca frontalmente: “Il governo non solo ha prorogato il freno agli affitti, ma ha già annunciato ulteriori inasprimenti, tra cui una maggiore regolamentazione degli affitti indicizzati. Ciò rende la costruzione di nuovi alloggi ancora meno attraente per gli investitori privati”, riporta il quotidiano Berliner Zeitung.
Dopo le promesse elettorali, il settore immobiliare attende ora che Friedrich Merz agisca secondo quanto dichiarato, chiede interventi rapidi per ridare slancio agli investimenti e rimuova gli ostacoli che aveva sostenuto di voler abbattere.
Per ora, però, tra burocrazia, ritardi e incertezza normativa, la situazione appare molto più complessa di quanto sembrasse quando il leader della CDU era solo un aspirante cancelliere. Cresce intanto, dal lato degli affittuari, la frustrazione di chi vede i prezzi degli affitti alzarsi sempre di più. Nella capitale tedesca, ad esempio, sono ormai fuori controllo al punto che in appena tre anni, e cioè dal 2022, i prezzi degli affitti offerti a Berlino hanno subito un aumento del 42%.




