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Merz sostiene Klöckner sulla bandiera arcobaleno: “Il Bundestag non è un circo”

Non doveva essersi stancato delle polemiche degli ultimi giorni il cancelliere Friedrich Merz (CDU), quando ha scelto le parole con le quali difendere pubblicamente la controversa decisione della presidente del Bundestag e sua compagna di partito Julia Klöckner di non esporre la bandiera arcobaleno in occasione del Christopher Street Day di Berlino del 26 luglio. Il Bundestag, ha detto Merz durante il talk show della ARD “Maischberger“, “non è mica un circo”.

La filosofia del cancelliere è chiara: esiste un protocollo preciso che prevede l’esposizione della bandiera arcobaleno esclusivamente il 17 maggio, in occasione della Giornata internazionale contro l’omo-lesbo-transfobia. Per tutti gli altri giorni dell’anno, il parlamento tedesco mantiene la tradizione di esporre unicamente la bandiera nazionale tedesca e quella europea.

Le regole del protocollo parlamentare

Merz ha sottolineato come la gestione delle bandiere al Bundestag segua criteri specifici e non casuali. Secondo il cancelliere, ogni cittadino è libero di issare qualsiasi bandiera davanti alla propria abitazione, ma quando si tratta del parlamento nazionale, le regole diventano più rigorose e formali.

“Nel parlamento tedesco non vengono issate ogni giorno bandiere a caso”, ha precisato Merz, ribadendo che l’istituzione deve mantenere un approccio coerente e rispettoso del protocollo ufficiale.

La questione della bandiera arcobaleno al Bundestag ha radici recenti ma significative. Nel 2022, per la prima volta nella storia, i colori dell’arcobaleno erano stati issati sul parlamento tedesco, creando un precedente che ha alimentato aspettative per gli anni successivi. La decisione di maggio della presidente Klöckner di limitare l’esposizione della bandiera arcobaleno alla sola Giornata internazionale contro l’omofobia, escludendo il CSD di Berlino, ha scatenato polemiche nel panorama politico tedesco, soprattutto perché quest’anno si sono moltiplicate e aggravate le minacce e aggressioni contro gli organizzatori dei Pride in diverse parti della Germania.

“Il Bundestag non è un circo”: la dichiarazione di Merz scatena la polemica

La posizione di Klöckner, ora sostenuta pubblicamente da Merz, ha attirato critiche significative da diverse forze politiche. I Verdi e Die Linke si sono schierati contro questa decisione, interpretandola come un passo indietro nei diritti e nella rappresentanza della comunità queer.

Particolarmente significativa è stata l’opposizione dell’Associazione delle lesbiche e dei gay della CDU, che ha criticato una decisione proveniente dal proprio stesso partito. La presidente del Bundestag ha mantenuto la sua posizione, difendendo ripetutamente la scelta come coerente con il protocollo istituzionale e la dignità del parlamento.

Anche le dichiarazioni di Merz e in particolare l’utilizzo del termine “circo” in riferimento all’ipotesi di issare la bandiera arcobaleno al Bundestag hanno suscitato sdegno tanto nell’opinione pubblica e sui social quanto nella politica. Fra le prime a commentare, sulla piattaforma X (ex Twitter), la sindaca di Bonn Katja Dörn (Verdi), che ha scritto “A Bonn siamo felici e orgogliosi di essere una città cosmopolita e diversificata, in cui persone diverse tra loro convivono in armonia: con la bandiera arcobaleno sul vecchio municipio dimostriamo proprio questo #tendonedacirco #merz”.

Nelle ore successive, si sono aggiunte le voci critiche di SPD, Die Linke, Verdi e associazioni queer. La leader del gruppo parlamentare di Die Linke Heidi Reichinnek ha definito le parole di Merz “del tutto inappropriate”, accusando l’Unione di rifiutare “anche un atto simbolico” e ridicolizzare la lotta per la visibilità.

“Se la bandiera arcobaleno è la bandiera di un tendone da circo, cosa sono allora le persone queer?”, ha commentato Sophie Koch (SPD), responsabile per le questioni queer del governo federale, in una dichiarazione rilasciata al portale di notizie della ZDF heute.de. Aggiungendo che, soprattutto in tempi in cui le persone queer sono oggetto di attacchi, la bandiera arcobaleno sul Bundestag sarebbe una potente dichiarazione dello Stato a favore della tutela della Costituzione.

Il vice presidente del gruppo parlamentare SPD Armand Zorn ha definito la dichiarazione di Merz “molto infelice” e gli ha consigliato di riconsiderarla. La leader del gruppo parlamentare dei Verdi Britta Haßelmann ha scritto su X che Merz ha evidentemente il “talento di passare da un passo falso all’altro, urtando la sensibilità delle persone”. Il Bundestag, ha aggiunto, è il parlamento dei cittadini e la bandiera arcobaleno rappresenta un gruppo “sempre più colpito da ostilità, violenza e odio”.

Andre Lehmann
Andre Lehmann Foto: Caro Kadatz

Infine, il presidente dell’associazione lesbica e gay LSVD Andre Lehmann ha accusato Merz di scarsissima sensibilità nei confronti delle persone queer e ha definito la sua dichiarazione una “gaffe”. “Merz ci considera evidentemente un gruppo circense” ha commentato, aggiungendo che la bandiera arcobaleno non è un telone da circo, “ma un simbolo universale di diversità e diritti umani”. Ha anche ricordato a Merz che “sta parlando di un gruppo perseguitato dal nazionalsocialismo, che è stato a lungo oppresso e criminalizzato anche nella Repubblica Federale”.

Il cancelliere delle polemiche

La dichiarazione di Merz si inserisce in un panorama politico già teso, dove le sue posizioni hanno spesso generato polemiche. Il cancelliere ha recentemente affrontato critiche per altre dichiarazioni controverse, come quella sull’attacco di Israele all’Iran definito “il lavoro sporco” per conto degli alleati occidentali, che ha suscitato reazioni negative sia in Germania che a livello internazionale.

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