La Germania acquisterà lanciamissili a lungo raggio Typhon dagli USA
La Germania ha ufficialmente avviato la procedura per l’acquisizione di lanciamissili statunitensi a lungo raggio. Non si tratta di una scelta inaspettata, nell’ottica della nuova strategia di difesa europea, che sembra destinata a legare ancora più strettamente i destini dell’Unione e soprattutto quelli di Berlino alle direttive del governo USA. L’annuncio è arrivato dal ministro della Difesa Boris Pistorius (SPD) durante la sua visita a Washington, dove ha incontrato il suo omologo americano Pete Hegseth.
I sistemi Typhon: i lanciamissili che possono colpire fino in Russia
La Germania ha manifestato interesse per i lanciamissili Typhon, sistemi d’arma statunitensi capaci di colpire obiettivi a una distanza di 2000 chilometri. Questa portata si estende, per esempio, anche a una parte del territorio russo. I sistemi Typhon possono lanciare missili a lungo raggio come i Tomahawk e sono tecnicamente superiori alle tecnologie finora disponibili nell’arsenale della Bundeswehr.
Pistorius ha sottolineato come l’acquisizione di questi sistemi permetterebbe alla Germania di “aumentare in modo significativo la propria capacità di difesa, nonché la propria capacità di deterrenza, ma anche quella dell’Europa”. La decisione finale sull’acquisto, tuttavia, non è ancora stata formalizzata, ma l’interesse ufficiale è stato chiaramente espresso durante i colloqui al Pentagono.
La questione dei sistemi Patriot per l’Ucraina
Parallelamente alle discussioni sui sistemi Typhon, i colloqui tra Pistorius e Hegseth hanno affrontato la fornitura di ulteriori sistemi di difesa aerea Patriot all’Ucraina. La Germania è disposta a finanziare questa fornitura con circa due miliardi di euro, tuttavia l’accordo definitivo non è stato raggiunto durante l’incontro di Washington.
Secondo il ministro tedesco, permangono alcune questioni tecniche, logistiche e finanziarie da risolvere, definite però “sembrano risolvibili per entrambi”. Sono state individuate due possibili modalità operative: l’acquisto diretto di due sistemi dalle scorte statunitensi per la consegna immediata all’Ucraina, oppure la cessione temporanea di due sistemi della Bundeswehr all’Ucraina con successiva sostituzione da parte degli USA.
I sistemi Patriot (“Phased Array Tracking Radar for Intercept on Target”) si avvalgono di una tecnologia di difesa aerea altamente sofisticata, capace di intercettare aerei, missili balistici e missili da crociera. La loro efficacia operativa si estende fino a 100 chilometri di distanza e 30 chilometri di altitudine. La Bundeswehr ha già fornito all’Ucraina tre dei suoi dodici sistemi originari.
Sviluppi europei e tempi di transizione
Una considerazione strategica fondamentale riguarda lo stato di sviluppo dei sistemi europei equivalenti. Pistorius ha chiarito che le alternative europee ai lanciamissili Typhon sono ancora in fase di sviluppo e non saranno disponibili prima di sette-dieci anni. Sarebbe proprio questa lacuna temporale a rendere necessario l’acquisto dei sistemi statunitensi come soluzione di transizione, al fine di garantire la continuità delle capacità difensive europee.
La strategia tedesca prevede inoltre di mantenere lo schieramento statunitense promesso dall’ex presidente Joe Biden, con l’installazione di armi a medio raggio americane in Germania a partire dal 2026. Pistorius ha espresso fiducia nella continuità di questo programma, dichiarando di essere “molto fiducioso che l’annuncio fatto al vertice dell’anniversario di Washington lo scorso anno rimarrà valido”. Tuttavia, l’amministrazione Trump non ha ancora fornito conferme ufficiali su questo impegno.
Ridefinizione della presenza militare statunitense
La discussione tra i ministri della Difesa ha affrontato anche la questione della presenza delle truppe USA in Germania. Attualmente, 38.000 soldati americani sono dislocati sul territorio tedesco, ma Pistorius si sta preparando a una possibile riduzione di questo contingente. È stato concordato uno stretto coordinamento per “attuare passo dopo passo una tale decisione, se e quando sarà necessaria”, con l’obiettivo di evitare “pericolose lacune nelle capacità”.
Durante il primo mandato di Trump, era stata pianificata una drastica riduzione delle truppe statunitensi in Germania a “soli” 25.000 soldati. La questione sembrava meno pressante durante la visita del Cancelliere Merz alla Casa Bianca, quando Trump aveva assicurato la disponibilità a mantenere i soldati americani se la Germania li desiderava.
Tuttavia, la situazione appare ora più complessa. Gli Stati Uniti stanno conducendo una revisione complessiva dello schieramento delle truppe all’estero, con un previsto trasferimento dall’Europa alla regione indo-pacifica. I risultati di questa valutazione strategica dovrebbero essere disponibili a settembre, fornendo maggiore chiarezza sulle future disposizioni militari.




