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Berlino: aumentano gli affitti per 100.000 inquilini

A Berlino, gli affitti aumentano senza sosta ormai da diversi anni e le politiche abitative rappresentano una questione centrale nel dibattito politico ed economico della capitale tedesca. La decisione di incrementare i canoni di locazione per oltre 100.000 inquilini residenti in appartamenti di proprietà delle società pubbliche ha generato un confronto articolato tra le istituzioni locali, le aziende immobiliari statali e i rappresentanti politici della città.

La posizione delle società immobiliari regionali

Le società immobiliari statali di Berlino dichiarano che le loro spese sono aumentate e che, di conseguenza, aumentare i canoni di locazione delle rispettive proprietà è l’unico modo per mantenersi attive sul mercato. I dati portati a supporto di questa dichiarazione parlano di una perdita di profitto dovuta al fatto che, mentre gli affitti esistenti gestiti dalle aziende statali sono aumentati mediamente “solo” del 16% negli ultimi 10 anni, l’inflazione ha raggiunto il 24% e i salari sono cresciuti del 26%.

Christoph Beck, membro del consiglio di amministrazione della Degewo (uno dei più grandi gruppi immobiliari con partecipazione statale), ha sostenuto anche che gli aumenti sarebbero contenuti e che le famiglie in affitto avrebbero la capacità economica necessaria per sostenerli. Gli inquilini, ovviamente, la vedono diversamente: in una città come Berlino, in cui gli affitti aumentano e la crisi abitativa rende sempre più difficile trovare un appartamento in affitto, inevitabilmente l’argomentazione legata alla difesa dei margini di profitto delle grandi aziende immobiliari ha pochissima prese. Specialmente se si considera che, nel 2021, i berlinesi hanno votato in larga maggioranza per l’esproprio del patrimonio immobiliare di aziende come Degewo.

Di quanto aumentano gli affitti a Berlino

Le società immobiliari regionali mantengono attualmente un affitto medio di 6,86 euro al metro quadrato, un dato confermato anche da Ingo Malter, amministratore delegato della società Stadt und Land, che ha specificato come gli affitti medi si mantengano al di sotto dei sette euro.

Il settore delle società immobiliari di proprietà dello Stato investe annualmente circa due miliardi di euro in nuove costruzioni, ma, fino a questo momento, gli obiettivi di fornitura di nuovi spazi abitativi sono stati regolarmente mancati.

L’implementazione degli aumenti degli affitti, comunque, opera all’interno di un quadro normativo definito dall’accordo di cooperazione con il Senato berlinese, valido fino alla fine del 2027. Questo accordo consente alle società immobiliari berlinesi di incrementare i propri affitti con un tasso medio annuale del 2,9%.

Il sostegno politico del sindaco Wegner, l’opposizione dell’SPD

Il sindaco Kai Wegner (CDU) ha espresso il proprio sostegno completo agli aumenti degli affitti programmati dalle società immobiliari regionali. Wegner ha caratterizzato questi incrementi come “modesti” e implementati “con senso della misura”, sottolineando come le società edilizie comunali non possano operare in condizioni di deficit economico.

Il capogruppo berlinese dell’SPD Raed Saleh, per contro, ha proposto nuovamente l’implementazione di un tetto massimo degli affitti, dopo il fallimento dell’iniziativa del 2021. Tuttavia, anche all’interno del suo partito, questa questione è tutt’altro che risolta: il senatore per l’edilizia Christian Gaebler (SPD) ha espresso una posizione critica verso l’idea di un blocco assoluto degli affitti, definendolo “un duro colpo per la capacità di investimento delle società”. Gaebler ha avvertito che tale misura potrebbe compromettere il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo edilizio della città.

La CDU, che guida la coalizione, ha comunque già respinto l’iniziativa proposta da Saleh, che prevedeva l’introduzione di tale limite agli affitti attraverso la prevista legge quadro sulla socializzazione – sulla cui implementazione non ci sono ancora dati certi.

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