Sag mir, wo die Blumen sind” (ditemi dove sono i fiori) è il titolo tedesco di una canzone contro la guerra resa celebre da Marlene Dietrich negli anni Sessanta.
Nel testo, che nella forma della Kettenlied scorre circolare e si ripete senza sosta, come il destino degli uomini in guerra, chi canta descrive, attraverso immagini semplici, la devastazione e il vuoto che i conflitti portano con sé.
I fiori, che dovrebbero essere colti durante giornate di spensieratezza, non si vedono più e si ritrovano ormai solo sulle tombe dei caduti, tremanti nel vento.

Dietrich fu una delle migliori interpreti di questa canzone e la portò per il mondo in tre diverse lingue. Come scrisse la critica del tempo “lei sapeva molto bene dove si potevano trovare i fiori: sepolti nel fango di Passendale, tra le macerie di Hiroshima, o consumati dal napalm in Vietnam”. Quella consapevolezza si mostra risoluta nella sua voce forte, nella domanda esasperata che ci interroga tutti chiudendo ogni strofa: quando lo capiremo? Wann wird man je verstehen?

La guerra distrugge tutto, e in un paese in guerra non è scontato neanche poter camminare a piedi nudi in un campo di fiori, perché prima ci sono le bombe che divelgono, consumano e bruciano e poi rimangono territori avvelenati da sostanze chimiche, munizioni e mine inesplose, innescate, nascose e pronte a saltare anche dopo decenni, continuano a mutilare bambini e adulti, soprattutto civili. Questa è una delle eredità che la guerra lascia sempre.

Per garantire alle persone uno spazio protetto e quanto più sereno possibile, EMERGENCY si preoccupa di costruire insieme ad ogni ospedale, ogni volta che può, un giardino con fiori e piante.

Il Centro di pediatria che stiamo completando a Entebbe, in Uganda, è immerso nel verde (credit: Renzo Piano Building Workshop)

EMERGENCY si impegna affinché le sue cliniche, i suoi ospedali e centri di riabilitazione siano anche belli, anzi “scandalosamente belli“, perché la bellezza diventa segno di rispetto verso individui profondamente segnati dalla guerra o dalla malattia e un luogo bello offre le condizioni essenziali per recuperare dignità nella sofferenza. Anche per questo i giardini hanno una grande importanza. Sono spazi di gioco per i bambini e luoghi di aggregazione per tutti, accoglienti e rassicuranti.

Non è solo estetica, ma anche il tentativo di favorire il percorso di cura facendo leva sull’esperienza, che suggerisce di concepire le strutture sanitarie tenendo conto della loro capacità di influenzare il benessere fisico e mentale dei pazienti, dei loro familiari e del personale al lavoro. La comunità medica in Germania si interroga sulla necessità di sviluppare e ristrutturare cliniche e ospedali considerando i principi della heilende Architektur a beneficio di tutti. EMERGENCY ne è convinta da sempre.

Giardino del Centro Salam di cardiochirurgia di EMERGENCY a Khartoum, Sudan (Archivio EMERGENCY)

I pazienti dell’ospedale si ritrovano nei giardini tra le rose, si muovono tra girasoli e cespugli fioriti e lì possono cercare tranquillità. Pochi metri quadrati di colori e di pace diventano un punto di incontro, sfogo per lo sguardo e per la mente.

Il giardino dell´ospedale di EMERGENCY di Lashkar Gah, in Afghansitan (Foto:Gianluca Cecere)

Niente è lasciato al caso, perché i giardinieri di EMERGENCY si occupano di tutto con meticolosità e grande senso di responsabilità. Prendendosi cura degli spazi verdi contribuiscono a curare le persone. Se si chiede a loro “dove sono finiti i fiori?” la risposta può essere anche sorprendente.

In uno dei centri di primo soccorso di EMERGENCY in Afghanistan, ad esempio, i fiori possono crescere anche dentro vecchi missili ormai divenuti vasi.

Centro di primo soccorso di EMERGENCY di Salang, in Afghansitan (Archivio EMERGENCY)

(a cura di Lorin Decarli – volontario di EMERGENCY)

EMERGENCY è un’associazione indipendente e neutrale che offre cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà. EMERGENCY promuove una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.

La rubrica “Raccontare la pace” è frutto della collaborazione di EMERGENCY con questo giornale.

“Il Mitte” pertanto vi invita caldamente a seguire e a sostenere la pagina EMERGENCY Deutschland e l’importante progetto di tutti i volontari coinvolti.

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