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Quando si parla d’Europa, molti pensano a un’entità astratta e irraggiungibile, che niente ha a che vedere con la vita dei singoli cittadini dei Paesi membri.
In realtà non è così e i cittadini dell’UE godono invece di diritti che prima dell’Europa Unita erano impensabili e che incidono profondamente sui destini e sulle possibilità concrete dei singoli, oltre che delle collettività.

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Libera circolazione delle persone

Uno dei principali diritti sanciti dall’UE è ad esempio il diritto di circolare, stabilirsi e lavorare sul territorio dell’Unione.

Se molti europei possono vivere parentesi temporanee all’estero e molti expat si sono trasferiti in un Paese diverso da quello di nascita per studiare, vivere un’esperienza internazionale, esprimere al meglio le proprie capacità o lavorare in un contesto più produttivo o remunerativo che in patria, questo dipende esclusivamente dal fatto che i cittadini appartenenti ai Paesi dell’Unione possano spostarsi con facilità, senza visti e senza particolari complicazioni.

Proprio riferendosi specificamente a questa libertà, garantita all’interno dell’Unione, l’Ambasciatore italiano a Berlino, Luigi Mattiolo, ha dichiarato in una recente intervista: “Siamo europei in Europa, non italiani in Italia”. Fuori dall’Europa, questa libertà non esisterebbe o sarebbe fortemente compromessa da una serie di problemi burocratici e fattuali.

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La cittadinanza europea

Il diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati Membri è una conseguenza della cittadinanza europea, sancita dall’art. 9 del Trattato sull’Unione Europea e dell’articolo 20 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.

La cittadinanza europea implica inoltre il diritto di godere, nel territorio di un Paese non appartenente all’UE, nel quale lo Stato membro di cui hanno la cittadinanza non è rappresentato, della tutela delle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro dell’Unione.
Se per esempio vi trovaste all’estero, in un Paese non europeo in cui non ci fosse l’Ambasciata italiana, potreste ricorrere all’Ambasciata di un qualunque altro Paese dell’Unione e ottenere piena tutela.

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Violazioni dei valori fondamentali

Molto importante è inoltre la tutela offerta in caso di violazione di quei valori di libertà, democrazia, uguaglianza e rispetto della dignità e dei diritti umani, espressi dalla Carta dei diritti fondamentali. La Carta dei diritti vieta inoltre la possibilità di discriminare in base a criteri come la disabilità, l’età e l’orientamento sessuale e in generale ratifica il rispetto delle minoranze.

Ogni Stato membro è obbligato a rispettare questi valori e ove li leda, esiste un meccanismo superiore che può essere attivato in base all’articolo 7 del Trattato sull’Unione Europea.

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L’articolo 7 del TUE permette infatti all’Unione Europea di intervenire nel caso di “gravi e persistenti violazioni” non solo dei diritti fondamentali dell’individuo, ma anche di valori europei come la democrazia o lo Stato di diritto.
In questi casi la procedura prevede una fase preventiva, in base alla quale il Consiglio valuta le violazioni dello Stato membro. Il Parlamento Europeo dovrà quindi dare la sua approvazione, con una maggioranza qualificata.

Ungheria photoQuesta procedura preventiva è stata recentemente attivata per la prima volta, in relazione alla Polonia, per la lesione del principio di indipendenza della magistratura, e all’Ungheria, per la lesione dei principii di indipendenza giudiziaria, libertà di espressione e diritti delle minoranze, ritenuti a rischio.