© Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie / Foto: Thomas Bruns
© Staatliche Museen zu Berlin, Nationalgalerie / Foto: Thomas Bruns

«Disegnare il suono»: è questa la sfida che si pone Susan Philipsz (1965), artista scozzese residente a Berlino, la cui nuova opera »Part File Score« debutterà il prossimo 31 gennaio all’Hamburger Bahnhof di Moabit, dove resterà fino a maggio.

Philipsz ha utilizzato la speciale struttura del museo d’arte contemporanea, composta da 12 architravi, per un’installazione sonora a 24 canali dall’effetto sorprendente che riprende l’opera del compositore Hanns Eisler (1898–1962), che ha vissuto a Berlino a più riprese tra gli anni ’20 e ’50.

Convinto sostenitore della funzione sociale della musica, Eisler esplorò anche generi popolari (come la musica da film) utilizzando la Dodecafonia, tecnica di composizione inventata dal viennese Arnold Schönberg. La sua storia personale fu molto travagliata: emigrò negli Stati Uniti, da cui venne deportato nel 1948, per le sue convinzioni politiche a favore del comunismo.

Philipsz ha scritto tre composizioni, registrando ogni singolo tono separatamente in studio. Nell’installazione, i toni sono distribuiti attraverso 24 altoparlanti installati lungo l’intera lunghezza della grande sala industriale, un tempo trafficato interscambio ferroviario. Proprio da questo passato da stazione dei treni, l’artista ha tratto alcuni elementi poi inseriti in »Part File Score«.

Per tutti i curiosi e gli audiofili, l’appuntamento con l’anteprima è per il 31 gennaio alle 20. Dal 1 febbraio al 4 maggio, l’installazione sarà visitabile secondo gli orari del museo (martedì, mercoledì, venerdì 10-18; giovedì 10-20; sabato, domenica 11-18).